Menu

Antartide: un mondo da proteggere oltre il Circolo Polare Antartico

L’Antartide, una terra così remota e inospitale dispersa nel nulla più assoluto del Sud del Mondo, un Mondo di ghiaccio dove il tempo si è fermato a milioni di anni fa. L’Antartide, un ecosistema tanto importante quanto fragile. Un Mondo di ghiaccio che ha bisogno di essere conservato e protetto. Ora più che mai.

Come ormai ben saprete amiamo l’Artico più di ogni altra cosa e, adesso che abbiamo vissuto sulla nostra pelle anche l’Antartide, possiamo assicurarvi che questo smisurato amore si è allargato anche verso il continente bianco. Nel nostro piccolo ci battiamo ogni giorno per informare le persone su quanto sta accadendo in questi fragili angoli di Mondo, divulgando notizie ufficiali, promuovendo un turismo responsabile e sostenibile e sperando di raggiungere il cuore di più persone possibili. L’Antartide ha bisogno di tutti noi per essere protetta e, insieme, possiamo iniziare a cambiare le cose.

“Immaginate una regione grande quanto gli Stati Uniti e l’Europa insieme; più assolata della California, più arida dell’Arabia, più deserta del Sahara e più alta delle montagne della Svizzera. Soltanto un posto al mondo corrisponde a questa descrizione: l’Antartide, il meraviglioso continente all’estremità della Terra.” (Joseph M. Dukert, “This is Antarctica”)

“Se l’Antartide fosse musica, sarebbe Mozart. Arte, e sarebbe Michelangelo. Letteratura, e sarebbe Shakespeare. Eppure è qualcosa di ancora più grande; l’unico posto sulla terra che è ancora come dovrebbe essere. Che non potremo mai domare.” (Andrew Denton)

“The land looks like a fairytale.” (Roald Amundsen)

Antartide
Antartide

L’Antartide è la zona che circonda il Polo Sud, opposta all’Artide. Vi rientra tutta l’area circostante e compresa all’interno del Circolo Polare Antartico, ovvero all’interno della latitudine 66°33’39” Sud.

Il confine oceanografico e biologico dell’Antartide è delimitato dalla cosiddetta Convergenza Antartica, una fascia di mare larga dai 30 ai 50 chilometri compresa tra i 48°S e i 61°S che circonda il settimo continente. Qui le fredde acque antartiche si incontrano con le più calde acque delle zone subantartiche o temperate che le spingono verso il basso. Fanno parte di quest’area la calotta antartica, la banchisa antartica, l’Oceano Antartico e le isole antartiche, ovvero le Shetland Australi, le Orcadi Australi, le Sandwich Australi, la Georgia del Sud, l’isola Bouvet, l’isola di Pietro I, l’isola di Scott, le isole Balleny e le isole Heard e McDonald. Le Isole Kerguelen sono situate in prossimità della Convergenza, mentre ne restano escluse le isole Falkland. Con una superficie di circa 14 milioni di chilometri quadrati l’Antartide è il quarto continente più vasto della Terra.

Il confine politico dell’Antartide risulta essere il 60° parallelo Sud ed è definito dal Trattato Antartico del 1959. L’area compresa in questa zona è definita Zona Sub Antartica.

Il continente antartico è diviso a sua volta in due province geologiche separate da una catena montuosa, le Montagne Transantartiche, che si estende per oltre 3.000 chilometri dal Mare di Weddell al Mare di Ross. L’Antartide Orientale è la più estesa ed è compresa tra i 40°O e i 155°E. L’Antartide Occidentale è la più piccola, comprende la Penisola Antartica e si affaccia sull’Oceano Pacifico.

Confini dell'Antartide (foto: AADC)
Confini dell’Antartide (foto: AADC)

L’Antartide è ricoperta per il 98% dal ghiaccio della calotta antartica, che ha uno spessore medio di oltre 1.600 metri. È per questo che risulta essere il continente più freddo e inospitale della Terra. Il clima dell’Antartide è desertico, quasi privo di precipitazioni. È caratterizzato da un lungo inverno freddo e buio e da una breve estate fredda e luminosa. In Antartide i mesi estivi sono Dicembre e Gennaio, preceduti e seguiti da due stagioni di transizione che si potrebbero identificare come una breve primavera (da Febbraio a metà Marzo) e un breve autunno (dalla seconda metà di Ottobre e Novembre), mentre l’inverno dura da metà Marzo a metà Ottobre circa.

Durante il lungo inverno le temperature sul continente antartico possono scendere fino ai -60°C/-90°C a seconda della latitudine, della quota e della distanza dal mare in cui ci si trova. Le ore di luce sono praticamente inesistenti per buona parte del periodo invernale, dove la Notte Polare dura all’incirca 4 mesi. In questo periodo, a causa dell’inclinazione dell’asse di rotazione della Terra, il Sole non sale mai sopra l’orizzonte. In estate invece le temperature continentali raramente salgono al di sopra dei -20°C. Le giornate diventano mano a mano più lunghe a seconda della latitudine, fino ad arrivare ad avere luce per 24 ore al giorno (Sole di Mezzanotte). Sempre a causa dell’inclinazione dell’asse di rotazione della Terra, in questo periodo il Sole non scende mai sotto l’orizzonte.

Un altro elemento caratteristico dell’Antartide è il vento. In Antartide ci sono zone in cui i venti catabatici, ovvero i venti che soffiano scendendo da una collina, una montagna, un ghiacciaio o un plateau, possono superare addirittura i 300 km/h.

Gli abitanti dell’Antartide

In Antartide non ha mai vissuto e tutt’ora non vive stabilmente nessuno. Gli unici esseri umani presenti sul suolo antartico sono i ricercatori e chiunque lavori nelle tante basi di ricerca scientifica. Questi si possono suddividere in ricercatori stagionali, circa 4.000 nei mesi estivi e circa un migliaio nei mesi invernali, e ricercatori permanenti. Questi ultimi si trovano negli unici due centri abitati civili, Villa Las Estrellas sull’isola King George ed Esperanza ad Hope Bay. La stazione scientifica più grande è la McMurdo Station. Da sola conta una popolazione estiva di circa 1.000 persone e una popolazione invernale di circa 200.

Nonostante questo però una decina di persone al Mondo possono vantarsi di essere nate in Antartide. Il primo tra tutti fu l’argentino Emiliano Palma nato il 7 Gennaio del 1978 nella colonia argentina di Esperanza. Lo stesso anno, il 27 Maggio, a Fortin Sargento Cabral (Esperanza) è nata anche la prima femmina, Marisa De Las Nieves Delgado. Nel 1986/87 nacquero i primi due bambini cileni a Villa Las Estrellas nella Base Presidente Eduardo Frei Montalva.

Antartide
Antartide

La ricerca in Antartide

La storia della ricerca italiana in Antartide inizia nel 1985, anno in cui venne istituito il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), approvato e finanziato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica). Per la gestione delle risorse in Antartide, si è reso necessario stipulare dei principi guida da seguire da tutti i paesi interessati a condurre ricerche sul settimo continente. Tali principi sono stati fissati nel 1959 dal Trattato Antartico, a cui l’Italia ha aderito nel 1981. Nel 1987, grazie all’interesse dimostrato nel contribuire all’avanzamento delle ricerche sul continente, l’Italia si è guadagnata lo status di Membro Consultivo del Trattato (con diritto di voto). L’anno seguente è divenuta invece Membro Effettivo dello SCAR (Scientific Committee on Antarctic Research).

Con questo obiettivo l’Italia ha costruito due basi di ricerca scientifica permanenti in Antartide: la Stazione “Mario Zucchelli” e la Base italo-francese Concordia. La prima è raggiungibile in aereo da Christchurch (NZ) e via mare da Lyttelton (NZ), oppure con un volo dalla Stazione McMurdo situata a circa 350 chilometri. La seconda è raggiungibile via mare da Hobart (Tasmania) oppure sia da velivoli leggeri in partenza dalla Stazione McMurdo sia da convogli di terra in partenza dalla Stazione francese Dumont d’Urville. Dal 1985 il PNRA ha condotto 33 spedizioni in Antartide, ricevendo un finanziamento statale complessivo di circa 650 milioni di euro. L’ultima spedizione, la 35a, è appena partita. Con la seconda legge sull’Antartide del 1991 l’Italia è entrata a far parte anche della scena internazionale.

Dal 2010 la programmazione e il coordinamento delle ricerche è affidato al CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), la valutazione dei progetti è affidata alla CSNA (Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide) e la parte operativa è affidata all’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Questi enti, le Università e altri istituti di ricerca mettono a disposizione del PNRA il personale tecnico e scientifico che prende parte alle spedizioni antartiche, mentre il Ministero della Difesa mette a disposizione il personale logistico delle Forze Armate italiane.

La Stazione Mario Zucchelli, che inizialmente si chiamava Baia Terra Nova, è stata costruita tra il 1985 e il 1986. Si trova a 74°42’ Sud e 164°07’ Est sulla costa della Terra Vittoria, affacciata sul Mare di Ross. La stazione è permanente, è il punto di riferimento operativo per tutte le operazioni di ricerca scientifica italiana in Antartide ed è operativa solamente durante la primavera e l’estate australe, da Ottobre a Febbraio. Può ospitare fino a 85 persone tra ricercatori, tecnici, medici e specialisti delle forze armate. Copre una superficie di circa 7.500 metri quadrati su cui si trovano gli alloggi, i laboratori, i magazzini, diversi eliporti e alcune piste di atterraggio costruite sul ghiaccio continentale o marino, adatte per l’atterraggio di velivoli leggeri e pesanti.

La Stazione italo-francese Concordia è stata costruita tra il 2004 e il 2005. Si trova a 75° 06’ Sud e 123° 21’ Est sulla calotta glaciale antartica (DOME C) a 3.230 metri sul livello del mare. La stazione è sempre aperta e può ospitare da 16 a 50 persone, rispettivamente durante la stagione invernale e la stagione estiva. Durante il periodo invernale qui è sempre buio, il clima è davvero estremo e la temperatura può scendere fino a -80°C e oltre. In questa stazione si studiano diversi aspetti della scienza della vita, della terra, dell’atmosfera e dello spazio. Inoltre in questa base si trovano osservatori astronomici, geofisici e meteo-climatici permanenti.

Antartide
Antartide

La ricerca più importante e riconosciuta a livello internazionale condotta dal PNRA riguarda lo studio del ghiaccio della calotta antartica. Presso la Stazione Concordia è stato analizzato il ghiaccio estratto ad una profondità di circa 3.000 metri, grazie al quale si è riusciti a risalire alle caratteristiche chimiche e fisiche della nostra atmosfera fino a circa 800.000 anni fa. Grazie a questa ricerca si è scoperto che in questo arco temporale i livelli di CO2 non hanno mai raggiunto quelli attuali, attribuendo così la colpa del riscaldamento globale alle attività dell’uomo.

Le formazioni rocciose dell’Antartide racchiudono una buona parte dell’evoluzione geologica della Terra. I ricercatori italiani studiano in particolar modo la loro caratteristica geofisica e le relazioni tra evoluzione geo-tettonica e cambiamenti climatici. Inoltre la ricerca italiana in Antartide si occupa da sempre delle osservazioni della bassa e dell’alta atmosfera, delle misurazioni meteorologiche e radiative per cercare di capire il ruolo dell’Antartide sul clima globale.

Presso le due stazioni italiane sono installati anche degli osservatori geomagnetici e ionosferici per lo studio dell’interazione tra il vento solare, il campo magnetico terrestre e la ionosfera. Presso la Stazione Concordia invece si studia lo spazio con lo scopo di ricostruire il tempo all’origine dell’universo, prima del Big Bang. Questa stazione di ricerca durante l’inverno resta praticamente isolata per circa 9 mesi e, data la somiglianza con l’ambiente spaziale soprattutto durante la notte polare, vi si effettuano studi internazionali sull’adattamento psico-fisico dell’uomo all’isolamento, all’ipossia e all’assenza di luce naturale.

Se volete approfondire e studiare i risultati della ricerca scientifica italiana svolta in Antartide, potete visitare il Museo Nazionale per l’Antartide (MNA) in una delle sue tre sedi di Trieste, Genova e Siena.

Oltre alle basi di ricerca italiane, in Antartide sono presenti un’altra settantina di basi provenienti da tutto il Mondo. Tra queste ci sono:

McMurdo Station: una base antartica permanente americana dedicata al tenente Archibald McMurdo che, a bordo della HMS Terror capitanata da James Ross, fu il primo ad eseguire la cartografia della zona. La stazione si affaccia sullo Stretto di McMurdo ed è situata nel Sud dell’Isola di Ross. In questa zona nel 1902 Scott costruì il primo insediamento, chiamato rifugio Discovery. Sempre da qui partì la sua tragica spedizione del 1911.

La base è stata costruita nel 1956 ed è il centro scientifico e logistico di tutte le operazioni americane in Antartide, nonché dell’Anno Internazionale della Geofisica del 1958. Ad oggi è la stazione più grande in Antartide ed ospita un porto, 3 piste di atterraggio (2 stagionali), un eliporto e oltre 100 edifici. Inoltre sono presenti un bowling, un campo da disc golf e la Chapel of the Snow (Cappella delle Nevi), l’edificio religioso più a Sud del Mondo costruita nel 1989.

Amundsen-Scott South Pole Station: una base antartica permanente americana dedicata agli esploratori Roald Amundsen e Robert Falcon Scott. La base è situata sul Polo Sud geografico ed è stata costruita tra il 1956 e il 1957, durante l’operazione Deep Freeze I. Dispone di un archivio di oltre 50 anni di osservazioni meteorologiche continue, il più grande e completo sul clima del Plateu Antartico.

Dumont d’Urville Station: una base antartica permanente francese dedicata all’esploratore Jules Dumont d’Urville, scopritore della Terra Adelia. La base è situata lungo la costa orientale dell’Antartide sulla Petrel Island ed è stata costruita tra il 1955 e il 1956.

Destacamento Naval Orcadas: una base antartica permanente argentina, situata sull’isola Laurie nelle Orcadi meridionali. Fu lo scozzese William Speirs Bruce a raggiungere l’isola nel 1903 con la sua spedizione Scotia e a costruirci la stazione meteorologica Osmond House. Giunto a Buenos Aires per far riparare la nave, Bruce offrì la struttura al governo argentino, il quale accettò e divenne il proprietario della base il 22 Febbraio 1904. Da allora la base è stata sempre abitata, divenendo la prima stazione radiotelegrafica dell’Antartide nel 1927 e restando, per oltre 40 anni, l’unica base scientifica dell’arcipelago fino a quando è stata costruita la base estiva britannica Signy. Qui si portano avanti 4 ricerche importanti: meteorologia, sismologia, glaciologia marina e continentale.

Halley Station: una base permanente britannica dedicata all’astronomo Edmond Halley. La base è situata sulla costa del Mare di Weddel e la base originale divenne operativa il 6 Gennaio 1956. Essendo situata sulla Brunt Ice Shelf, dove ogni anno si accumulano circa 1,2 metri di neve, gli edifici in superficie vengono coperti e schiacciati dalla neve, necessitando di periodiche ricostruzioni. Finora sono state costruite sei stazioni Halley. Le prime quattro furono sepolte dall’accumulo di neve e schiacciate fino a diventare inabitabili. Nel corso degli anni gli inglesi hanno provato vari metodi di costruzione, dalle capanne in legno ai tunnel in acciaio, fino all’attuale design modulare su gambe idrauliche dotate di sci, che consentono alle unità di essere rimorchiate in nuove posizioni.

Mirnyj Station: una base permanente russa situata sulla costa orientale dell’Antartide, a Capo Davis. Divenne operativa il 13 Febbraio 1956 ed è il più importante centro di studio russo sul continente e lo snodo operativo per la base Vostok.

Vostok Station (Станция Восток): una base permanente russa situata nel cuore dell’Altopiano Antartico a 3.488 metri. In questa zona la calotta glaciale raggiunge i 3.700 metri circa di spessore. La base divenne operativa il 16 Dicembre 1957 e grazie alla sua ubicazione, insieme alla stazione Amundsen-Scott, rappresenta il più importante centro di studio del clima antartico. Nei pressi della base, negli anni ’60/’70, i ricercatori britannici e russi grazie ai radar spaziali scoprirono la presenza di una massa di acqua dolce sotto alla stazione. Si tratta di un enorme lago subglaciale che, con i suoi 14.000 chilometri quadrati di superficie, rientra tra i 20 più grandi al Mondo. Il Lago Vostok è situato a circa 4.000 metri sotto la superficie della calotta antartica centrale.

Campo base Nordenskjöld: è una stazione estiva costruita nel 1989 sulla costa della Principessa Martha e dedicata all’esploratore svedese Otto Nordenskjöld. È formata dalla base finlandese Aboa e dalla stazione svedese Wasa.

Base Esperanza: una base permanente argentina gestita dall’Ejército Argentino. È situata nella Baia Esperanza sulla Penisola Trinity, la punta settentrionale della Penisola Antartica. Divenne operativa il 17 Dicembre 1952 ed è l’unica visitabile dai viaggiatori che si recano in Antartide.

Base Presidente Eduardo Frei Montalva: una stazione permanente cilena situata nella Penisola Fildes sull’isola di Re Giorgio, nelle Shetland Meridionali. La prima base fu costruita nel 1969 e venne ampliata qualche anno dopo. Qui si trova l’unico ‘paese’ civile dell’Antartide, Villa Las Estrellas, dove si trovano una scuola, un market, un ospedale e una banca. Dal 1985 si trova una capitaneria di porto realizzata dalla Marina cilena (Armada de Chile), che svolge ricerche sull’inquinamento marino. Oggi è aperta tutto l’anno e invia informazioni alle stazioni della zona sulle condizioni meteorologiche e marine.

Bellingshausen Station (станция Беллинсгаузен): una base antartica permanente russa situata poco distante dalla base cilena Frei e dedicata all’esploratore russo Fabian Bellingshausen. La base è operativa dal 22 Febbraio 1968 e da allora non ha mai chiuso. Si trova in una zona abbastanza calda dell’Antartide ed è per questo che i russi residenti della base l’hanno soprannominata kurort (in russo курорт), ovvero stazione termale. All’interno della base si trova anche la Chiesa della Trinità (Trinity Chapel), la chiesa ortodossa più meridionale al Mondo e l’unica presente in Antartide. È stata costruita in stile tradizionale russo e interamente in legno pre-asseblato in Siberia. Il sacerdote della chiesa, nel 2007, celebrò il primo matrimonio in Antartide tra un cileno e una russa che lavoravano nelle rispettive basi.

Stazione Dome Fuji; una stazione permanente giapponese inaugurata nel Gennaio 1995. È situata nell’entroterra della costa del Principe Harald, a quota 3.810 metri, vicino al Dome F. Questa zona è una delle aree in cui il ghiaccio è più spesso ed è ottima per l’estrazione di carote di ghiaccio utili per studiare l’evoluzione climatica terrestre. Qui, nel Dicembre 1996, è stata raggiunta una profondità di 2.503 metri, coprendo un periodo di 320.000 anni. Nel 2003 i ricercatori hanno iniziato una seconda perforazione, durata per ben 4 estati australi, che ha raggiunto una profondità di 3.035 metri arrivando quasi a toccare la superficie continentale. Quest’ultimo campione copre un periodo di quasi 720.000 anni ed è il secondo campione di ghiaccio più antico mai trovato, dopo quelli estratti nei pressi della base Concordia.

Le basi scientifiche in Antartide (credits: ©PNRA)
Le basi scientifiche in Antartide (credits: ©PNRA)

La flora e la fauna dell’Antartide

In Antartide, a causa delle sue rigide condizioni climatiche, vivono solamente pochissime piante e pochi animali che si sono adattati al clima estremo nel corso dei secoli. Questo fattore, unito alla povertà del suolo, è limitante per quanto riguarda lo sviluppo della vegetazione, che possiamo racchiudere in muschi, licheni e epatiche. In Antartide crescono solamente due piante angiosperme, ovvero la Deschampsia antarctica e il Colobanthus quitensis, che assomigliano a dei ciuffi d’erba tra la roccia della Penisola Antartica.

La Convergenza Antartica racchiude un fragile ecosistema unico al Mondo, creando una barriera biologica insormontabile per gli organismi esterni. Il mare racchiuso in questa fascia è ricco di zooplancton e di krill antartico il quale, alimentato a sua volta da pochissime specie di alghe che formano il fitoplacton, è l’alimento principale di balene, foche, pesci, pinguini, leoni marini e di tanti altri uccelli marini.

Ecco quindi che l’ambiente antartico è il luogo perfetto per la riproduzione di diverse specie di pinguini:

Pinguino Imperatore: endemico dell’Antartide, è il più grande e il più pesante tra tutte le specie di pinguini. Può raggiungere i 125 centimetri di altezza ed è caratterizzato da dorso e testa neri, ventre bianco che sfuma verso il giallo chiaro nella parte più alta del petto e due macchie gialle vicino alle orecchie. I pulcini invece sembrano dei peluches, sono ricoperti da un piumaggio soffice di colore grigio chiaro, con la testa nera a strisce bianche. Può rimanere sott’acqua fino a 20 minuti e immergersi fino a 600 metri. Questo pinguino è l’unico che si riproduce durante l’inverno antartico. Le femmine depongono un solo uovo, lasciando poi al maschio il compito di covarlo mentre loro tornano in mare in cerca di cibo. Quando il pulcino nasce, i ruoli si invertono. I suoi principali predatori marini sono l’orca e la foca leopardo, mentre l’ossifraga è il principale predatore terrestre.

Pinguino d’Adélie: è il pinguino più diffuso sulle coste dell’Antartide. Può raggiungere i 70 centimetri di altezza ed è caratterizzato da dorso, testa e ali nere e ventre bianco. Quando si spostano alla ricerca di cibo si spostano in grandi gruppi. Quando arriva il momento di tuffarsi in mare lo fanno in gruppo, eludendo così la possibilità di essere cacciati dalle foche leopardo, oppure alcuni compagni ne spingono altri in mare, sacrificandoli per verificare la presenza di eventuali predatori.

Questo pinguino si riproduce durante l’estate australe, in zone costiere rocciose. I primi a raggiungere la zona di nidificazione sono i maschi, per poi iniziare a corteggiare le femmine e costruire il loro nido. Le femmine depongono 2 uova, lasciando al maschio il compito di covarlo per i primi 7 giorni mentre loro vanno verso il mare in cerca di cibo. I genitori si alternano in questo modo durante tutto il periodo della cova (35 giorni). I pulcini vengono nutriti e tenuti al caldo sotto le piume del ventre per circa 2 o 3 settimane, al termine delle quali vengono poi allevati insieme agli altri piccoli della colonia.

Antartide: Pinguino di Adelia
Antartide: Pinguino di Adelia

Pinguino Papua o Pinguino Gentoo: si trova nella regione circumpolare antartica, dalla Penisola Antartica alle Isole Crozet. Le tre maggiori colonie si trovano sulle Isole Falkand, in Georgia del Sud e Isole Sandwich Meridionali e sulla Penisola Antartica, incluse le Isole Shetland Meridionali, comprendendone circa l’80% della popolazione globale. Può raggiungere i 90 centimetri di altezza ed è caratterizzato da dorso e testa neri, ventre bianco e una macchia bianca sopra l’occhio. Il becco e i piedi sono rosso/arancione. Sono i più veloci sott’acqua, raggiungendo una velocità di circa 36 km/h.

Questo pinguino si riproduce in zone rocciose costiere, dalla fine di giugno fino a novembre, a seconda della posizione della colonia e della capacità della coppia di produrre una seconda serie di uova se la prima viene persa. La femmina depone 2 uova e queste vengono incubate, a turno, da entrambi i genitori. I pulcini rimangono nel nido per un mese circa, per poi unirsi agli altri piccoli della colonia mentre i genitori tornano in mare alla ricerca di cibo.

Pinguino Chinstrap: si trova nella parte settentrionale della Penisola Antartica e lungo le coste delle Isole Orcadi Meridionali, delle Isole Shetland Meridionali, delle Isole Sandwich Meridionali e delle isole Balleny, tra l’Antartide e la Nuova Zelanda. Può raggiungere i 76 centimetri di altezza ed è caratterizzato da dorso e testa neri, ali nere contornate di bianco e con il lato interno bianco, viso bianco contornato di nero, becco nero e piedi rosa.

Questo pinguino trascorre l’inverno sugli iceberg nelle acque più calde e sulla terra a Nord delle loro colonie riproduttive. Tornano nelle loro colonie per riprodursi all’inizio di Novembre, nidificano su pendii ripidi e rocciosi. Le femmine depongono 2 uova tra la fine di Novembre e l’inizio di Dicembre e queste vengono incubate, a turno, da entrambi i genitori per circa 5 settimane. I pulcini rimangono nel nido per un mese circa, per poi unirsi agli altri piccoli della colonia mentre i genitori tornano in mare alla ricerca di cibo.

Pinguino Reale: si trova nelle aree sub-antartiche e antartiche, sulle isole Falkland, Georgia del Sud e Sandwich Australi e passa la maggior parte della sua vita vicino ai siti di nidificazione. Può raggiungere i 95 centimetri ed è il secondo più grande delle varie specie di pinguini, dopo il pinguino imperatore. È caratterizzato da dorso e ali grigio scuro, testa nera, parti inferiori e dorso bianche, con la parte alta del petto che sfuma verso il giallo e arancione, e una macchia gialla vicino alle orecchie. Questo pinguino nidifica tra Novembre e Aprile e la femmina depone un solo uovo. Entrambi i genitori lo covano, a turno, tenendolo tra le zampe per un totale di 55 giorni.

Antartide: Pinguino Chinstrap
Antartide: Pinguino Chinstrap

Oltre ai pinguini, in Antartide si riproducono una trentina di specie di uccelli, tra cui:

Albatros Reale del Sud: è la seconda specie di albatro più grande, dopo quello urlatore, con un’apertura alare di quasi 3 metri e una lunghezza di 123 centimetri. È completamente bianco, fatta eccezione del contorno delle ali che è nero, ha le zampe e il becco rosa contornato di nero. Quasi tutti gli esemplari nidificano sulle isole sub-antartiche Campbell.

Petrello delle Nevi e Petrello Antartico: come si può dedurre dal nome, il Petrello delle Nevi è completamente bianco, ad eccezione di occhi, becco e zampe di colore nero. Si trova sulle coste dell’Antartide e si spinge a Nord fino alla Georgia del Sud e all’isola Bouvet. Insieme al Petrello Antartico, suo stretto parente, è l’uccello che nidifica più a Sud di chiunque altro. Il Petrello Antartico è bianco con un piumaggio marrone sulle ali e sulla testa. Si trova in Antartide, soprattutto nel Mare di Ross e nel Mare di Weddell.

Fulmaro Antartico: è in gran parte grigio pallido sulla parte superiore e bianco sul ventre, con una macchia bianca sull’ala e le punte nere. Si trova in Antartide e sulle Isole Sandwich Meridionali, Isole Orcadi Meridionali, Isole Shetland Meridionali, Isola Bouvet e Isola Pietro I.

Questi ultimi due nidificano nelle parti priva di neve delle montagne dell’interno del continente, anche a 100 chilometri di distanza dalla costa. Queste zone prive di neve i geologi e i glaciologi le chiamano chiamano nunatak, che in lingua Inuit significa picco isolato. Questo termine indica la sommità di una montagna non coperta dalla neve o dal ghiaccio, che si erge da un ghiacciaio o da una delle due calotte polari, quella Antartica e quella Groenlandese.

Anche la fauna marina antartica è ricca di diverse specie di foche, balene e orche. Tra queste si trovano:

Foca di Weddell: è la più diffusa delle regioni circumpolari australi e delle coste dell’Antartide. Le coste antartiche ne contano circa 800.000 esemplari, mentre ci sono colonie minori sulle Orcadi Meridionali, sulle Shetland Meridionali, in Georgia del Sud e sulle Sandwich Meridionali. Vivono sui ghiacci delle coste, non migrano, cacciano di notte e possono raggiungere una velocità di 13 km/h e una profondità di 600 metri. Questo esemplare vive più a Sud di qualsiasi altro mammifero, con un habitat che si estende fino al McMurdo Sound (77°S). Il suo nome gli è stato dato da James Weddell, che le descrisse per primo nel 1820. È caratterizzata da un pelo colore grigio con macchie bianche o gialline sparse su tutto il corpo. I maschi possono raggiungere i 290 centimetri di lunghezza mentre le femmine i 330 centimetri e possono pesare tra i 400 e i 600 chili.

La foca di Weddell è imparentata con le altre foche antartiche, ma non con l’elefante marino dal quale si allontanarono nel tardo Miocene migrando verso Sud e adattandosi al rigido clima antartico. Queste 4 foche hanno in comune l’adattamento dei denti, tra cui lobi e cuspidi, utili per non farsi scivolare le prede più piccole fuori dall’acqua. I cuccioli, uno per coppia, nascono durante la primavera antartica, tra i primi di Settembre e Novembre a seconda della latitudine in cui si trovano, dopo circa 9 mesi di gestazione. Quando nascono sembrano dei piccoli batuffoli pelosi e sono ricoperti da una lanetta di colore grigio chiaro, che viene sostituita da un manto più scuro dopo circa 4 settimane. Dopo 6-7 settimane i cuccioli iniziano a cacciare da soli.

Foca Crabeater: vive lungo le coste dell’Antartide e alcuni esemplari si trovano anche in Sud America, Nuova Zelanda, Australia e Africa. Vivono principalmente sulle lastre di ghiaccio galleggiante che si estendono stagionalmente fuori dalla costa antartica. Le usano come piattaforma per riposare, accoppiarsi e osservare la loro preda. È la specie di foca più numerosa al Mondo.

È caratterizzata da un pelo di colore grigio chiaro, leggermente più chiaro sul ventre, un corpo più affusolato e una testa più sottile rispetto alle altre specie. La lunghezza media è di circa 230 centimetri e possono pesare fino a 300 chili. Nel corso dei secoli ha adattato la struttura dei suoi denti, rendendoli simile a un setaccio, per filtrare il krill. I cuccioli nascono durante la primavera antartica, da Settembre a Dicembre. Quando nascono il loro manto è di colore marrone chiaro, cambiando man mano che crescono. Gli esemplari anziani sono quasi bianchi.

Foca Leopardo: vive nelle fredde acque dell’Antartide e su alcune isole subantartiche. Durante l’estate vive sul pack marino, mentre nei mesi invernali si sposta verso Nord. Sono stati avvistati, seppur raramente, alcuni individui lungo le coste meridionali del Sud America, dell’Australia e della Nuova Zelanda. È facile avvistarla nei dintorni delle colonie di pinguini, la sua preda principale. È caratterizzata da dorso e testa di colore grigio scuro e il ventre molto più chiaro. Sul petto ha delle macchie che ricordano un leopardo, da cui deriva il nome di questa specie. Sono molto più grandi delle altre foche, hanno un corpo slanciato e caratteristiche ben sviluppate adatte alla caccia. Può raggiungere i 4 metri di lunghezza e i 500 chili di peso. Infatti, è la seconda specie di foca più grande in Antartide, dopo l’elefante marino.

I cuccioli nascono durante l’estate antartica sui blocchi di ghiaccio galleggianti del pack antartico, dopo una gestazione di circa 9 mesi. Le femmine scavano nel ghiaccio un piccolo buco come cuccia per il cucciolo e danno alla luce un solo piccolo. Il maschio non cura il cucciolo, che resta con la madre per circa 4 settimane prima di essere svezzato.

Antartide: Foca Leopardo (credit: Paul Nicklen)
Antartide: Foca Leopardo (credit: Paul Nicklen) – Clicca sulla foto per aprire un bellissimo documentario

Foca di Ross: vive sui ghiacci intorno al continente antartico, in aree difficilmente raggiungibili, e non sono state avvistate altrove. Il suo nome gli è stato dato da James Clark Ross, che la descrisse per la prima volta durante la spedizione del 1841. È la più piccola, la meno abbondante e la meno conosciuta tra le foche antartiche, pesano sui 200 chili e superano di poco i 2 metri di lunghezza. È caratterizzata da una pelliccia più corta, di colore marrone chiaro sul dorso, mentre quello sul ventre è argenteo. Ha la testa più corta e larga e ha punteggiature sulla testa, sul collo e sui fianchi. Quello che differenzia questa specie sono gli occhi di grandi dimensioni, circa 7 cm di diametro. I cuccioli nascono sul ghiaccio a Novembre, dopo una gestazione di circa 9 mesi. Vengono allattati per 4 settimane, dopodiché inizia lo svezzamento.

Elefante Marino del Sud: vive nelle acque dell’Antartide, in Georgia del Sud, sulle isole Falkland e nelle zone meridionali degli Oceani Pacifico, Indiano e Atlantico. Con i 6,5 metri e 4 tonnellate dei maschi, è il più grande esemplare di foca presente in Antartide. Il colore del pelo varia dal grigio chiaro al marrone chiaro, ma la caratteristica principale è la sacca nasale presente nei maschi, che assomiglia a una corta proboscide. Viene utilizzata come cassa di risonanza per i versi dei maschi durante il periodo dell’accoppiamento. Verso la fine dell’inverno australe, i maschi raggiungono le coste sabbiose di alcune isole subantartiche, dove dovranno farsi valere per delimitare i propri territori. Ogni colonia ha un capobranco disposto al centro del proprio harem di 20-30 femmine.

Nell’Oceano Antartico sono stati individuate anche 10 specie di cetacei: sei misticeti e quattro odontoceti. Molte di queste specie sono migratorie e viaggiano nelle acque tropicali durante l’inverno antartico. Tra i misticeti ci sono:

Balenottera Azzurra Antartica (Antarctic Blue Whale): è la più grande sottospecie della balenottera azzurra che, con i suoi oltre 33,6 metri di lunghezza e 150 tonnellate di peso, è il più grande animale vivente al Mondo. Nonostante questo, si sa davvero molto poco su questa specie. Durante i mesi estivi questa balena si trova nelle acque vicino alla calotta glaciale antartica. Nei mesi invernali invece si pensa che alcuni esemplari si dirigano verso l’Africa meridionale mentre altri restano nel mare antartico. Spesso viene confusa con la balenottera azzurra pigmea, che vive nell’Oceano Indiano e nell’Oceano Pacifico meridionale, dalla quale si differenzia per la dimensione della testa, più piccola rispetto alla lunghezza del corpo. Si ciba quasi esclusivamente di krill antartico. I cuccioli nascono durane l’inverno.

Quella antartica in passato era la sottospecie di balenottera azzurra più comune e numerosa, ma la caccia baleniera del XX secolo la ridusse molto vicina all’estinzione. Ai tempi ne rimasero solamente 360 esemplari, mentre oggi la popolazione sta ricrescendo, lentamente, e se ne stimano circa 2.000 esemplari.

Megattera (Humpback Whale): vive praticamente in tutti i mari e oceani del Mondo. Nelle regioni polari si cibano, per poi compiere lunghissime migrazioni verso le acque subtropicali o tropicali dove si accoppiano e partoriscono. Il loro cibo principale sono il krill e i piccoli pesci. La loro caratteristica identificativa principale è la grossa gobba che hanno sul dorso, su cui si trova la pinna dorsale. Può raggiungere una lunghezza tra gli 11 e i 17 metri per un peso di circa 40 tonnellate. Anche le megattere nel XX secolo sono state vittime della caccia baleniera, che ne ha ridotto la popolazione di circa il 90%. Oggi si stima che ce ne siano circa 80.000 esemplari.

Antartide: Humpback Whale
Antartide: Humpback Whale

Balenottera Comune (Fin Whale): è più comune vederla nell’emisfero australe dove raggiunge le acque polari, anche se meno frequentemente della balenottera azzurra antartica o della balenottera minore antartica. Può raggiungere i 26 metri di lunghezza ed è il secondo animale del Mondo per dimensioni , anche se la lunghezza media è molto inferiore. La caratteristica distintiva principale è la pigmentazione asimmetrica presente sula testa. Sul lato destro il labbro inferiore, la cavità orale e alcuni dei fanoni sono bianchi, mentre il lato sinistro è tutto grigio uniforme.

Balenottera Boreale (Sei Whale): vive nei mari e negli oceani di tutto il Mondo, nelle acque profonde lontano dalla costa. È la terza specie più grande al Mondo tra le balenottere, dopo la balenottera azzurra e quella comune. Anch’essa passa l’estate nelle acque fredde polari, per poi migrare verso Nord in inverno. Può raggiungere i 20 metri di lunghezza, per circa 50 tonnellate di peso. È inoltre una tra le specie più veloci di Cetacei e su brevi distanze può raggiungere una velocità di 50 km/h. L’accoppiamento avviene in inverno, le femmine si riproducono ogni 2 o 3 anni e solitamente partoriscono un solo cucciolo. Anch’essa, a causa della caccia del XIX e XX secolo, è oggi a rischio estinzione. Ad oggi se ne contano circa 55.000 esemplari.

Balena Franca Australe (Southern Right Whale): si trova soprattutto nelle acque subantartiche, tra i 20° ed 55°S. Durante l’estate migrano a Sud alla ricerca di zone ricche di krill, mentre durante l’inverno migrano a Nord lungo le coste dell’Australia, della Nuova Zelanda, del Sud America e del Sudafrica, per accoppiarsi e partorire. Possono raggiungere una lunghezza tra i 14 e i 18 metri e un peso di circa 54 tonnellate. Le femmine partoriscono ogni 3 anni, dopo una gestazione di circa 1 anno. A causa della sua lentezza nel nuotare è stata vittima di una violenta caccia baleniera tra il XVII e il XX secolo, divenendo una specie protetta dal 1937.

Balenottera Minore Antartica (Antarctic Minke Whale): Si trova in tutti gli oceani dell’emisfero australe, anche se qualche volta può capitare che oltrepassi l’Equatore. Anch’essa vive nelle acque antartiche per cibarsi durante l’estate, mentre in inverno si sposta in acqua subtropicali o tropicali per riprodursi. Alcuni esemplari invece restano tutto l’anno nelle acque dell’Antartide. Le femmine partoriscono un solo cucciolo, dopo circa 10 mesi di gestazione, che curano fino ai 2 anni. Con i suoi 7-10 metri di lunghezza e 6-9 tonnellate di peso, è una tra le più piccole dei Misticeti. Questa balena si differenzia da quella comune per le sue dimensioni leggermente maggiori, per la forma del corpo, per il colore e per l’assenza della striscia bianca sulle natatoie.

Tra gli odontoceti ci sono:

Capodoglio (Sperm Whale): vive in tutti gli oceani del Mondo, con maggiore concentrazione nelle acque artiche e nelle acque vicine all’equatore. Con i suoi 18 metri di lunghezza è il più grande di tutti gli Odontoceti e il più grande animale vivente munito di denti (circa 20/26 paia). Oltre a questo primato, il capodoglio può vantare il cervello più grande di ogni essere vivente al Mondo. Il cervello di un capodoglio pesa circa 7 kg. È inoltre il mammifero che si immerge a maggior profondità, fino a 2.000 metri, trattenendo il respiro per più di 2 ore.

Orca (Killer Whale): vive in tutti i mari e gli oceani del Mondo, anche se preferiscono vivere nelle fredde acque artiche e antartiche. Solamente alcuni esemplari migrano verso Nord. Può raggiungere una lunghezza di 11 metri e un peso di circa 10 tonnellate, ed è all’apice della catena alimentare in quanto priva di predatori. È una balena dentata appartenente alla famiglia dei delfini, di cui è il membro più grande. È inoltre il mammifero marino più veloce e può raggiungere una velocità di 55 km/h. La femmina si riproduce ogni 3 o 8 anni e partorisce un solo cucciolo. A causa dei pochi dati a disposizione, non è possibile stabilire quanti esemplari di orca ci siano al Mondo. Tuttavia se ne stimano circa 100.000, di cui 70/80.000 nell’Artico. In Antartide ne sono state trovate 3 tipi, distinguibili in base alla morfologia, alla colorazione e alla dieta:

  • Tipo A: vive in acque libere e si nutre principalmente di balenottere minori. È nera con il ventre bianco e presenta una macchia bianca sull’occhio.
  • Tipo B: è più piccolo del Tipo A. Il corpo è grigio con una fascia più scura che si estende dalla fronte alla pinna dorsale, mentre il ventre è biancastro tendente al giallino. Si nutro principalmente di foche.
  • Tipo C: sono in media più piccole del 50% rispetto alle orche Tipo A. Come per il Tipo B, il corpo è grigio con una fascia più scura che si estende dalla fronte alla pinna dorsale, mentre il ventre è biancastro tendente al giallino. Si ciba principalmente di merluzzo.

I tipi B e C vivono vicino al pack marino e le diatomee (alghe) presenti in queste acque potrebbero essere responsabili della colorazione giallastra del ventre di entrambi i tipi.

Di recente è stato osservato una nuova specie più rara di orca, il Tipo D. Il primo video è stato realizzato nel 2014 tra le isole Kerguelen e Crozet e di nuovo nel 2017 la costa di Cape Horn, in Cile. Si differenzia dalle altre specie grazie alla sua piccola benda bianca sull’occhio, la pinna dorsale più stretta e più corta, la testa bulbosa (simile a una balena pilota) e i denti più piccoli. La sua area geografica sembra essere nelle acque sub-antartiche, tra i 40°S e i 60°S.

Antartide: Orca (Tipo B)
Antartide: Orca (Tipo B)

Le spedizioni che hanno fatto la storia dell’Antartide

Il termine Antartico, da cui deriva il nome Antartide, deriva dal greco antarktikós che significa opposto all’Artico. Seguendo questa teoria, la sua esistenza fu ipotizzata molto prima della sua scoperta. Sia Pitagora che Aristotele ritenevano infatti che, per evitare che il globo terrestre si sbilanciasse a causa del suo peso nella parte superiore, ci fosse una considerevole massa di terra a bilanciarlo alla sua base.

La storia vera e propria dell’esplorazione antartica inizia nel 1738 con Jean Baptiste Charles Bouvet de Lozier, che supera per primo il 44° parallelo Sud. Lozier in realtà scoprì l’isola che oggi porta il suo nome, ritrovata ufficialmente solo nel secolo successivo. Il primo ad oltrepassare il Circolo Polare Antartico fu James Cook nel 1773 con le sue navi HMS Resolution e HMS Adventure. Cook costeggiò per molto tempo la banchisa polare, avvistando numerosi iceberg ed ipotizzò l’esistenza del continente. In realtà però arrivò a circa 121 chilometri della costa antartica, prima di essere costretto a invertire la rotta di fronte al mare ghiacciato. Cook ritenne il continente inavvicinabile ed affermò:

“E’ talmente grave il pericolo che si corre nel riconoscere una costa in questi mari gelati e sconosciuti, che io oso asserire che nessuno potrà mai penetrare più in là di quanto mi venne concesso e le terre che possono trovarsi al sud non saranno mai toccate da piede umano.”

Ma la voglia di scoperta non arrestò le esplorazioni negli anni seguenti, tanto che il primo avvistamento ufficiale e confermato avvenne nel 1820. Secondo diverse organizzazioni, la scoperta è stata contesa da ben 3 equipaggi: Fabian Gottlieb Thaddeus von Bellingshausen capitano della Marina Imperiale Russa con una spedizione organizzata dallo Zar Alessandro I, Edward Bransfield capitano della Royal Navy e Nathaniel Palmer cacciatore di foche statunitense. Oggi si attribuisce la scoperta dell’Antartide a Von Bellinghausen avvenuta il 27 Gennaio 1820, ben 3 giorni prima di Bransfield e 10 mesi prima di Palmer. Le navi guidate da Von Bellinghausen e da Mikhail Petrovich Lazarev arrivarono a circa 32 chilometri di distanza dal continente, avvistandone le distese di ghiaccio.

Tre anni dopo, nel 1823, l’esploratore inglese James Weddel con le sue navi Jane e Beaufoy terminò il rilievo delle Orcadi Australi e a Febbraio dello stesso anno raggiunse i 74°15′ di latitudine Sud, scoprendo il mare che oggi porta il suo nome. Nel 1937 salpò da Tolone con due navi, l’Astrolabe e la Zélée, Jules Sebastien Cesar Dumont d’Urville il quale avvistò il continente e scoprì un tratto di terraferma che chiamò Terra Adelie in onore della moglie. A lui oggi è dedicata la base antartica francese.

La spedizione che portò a termine il maggior numero di rilevamenti fu quella di James Clark Ross nel 1839. Con le sue due navi, la HMS Erebus e Terror, passò ben 3 anni in Antartide scoprendo la Terra Vittoria, il McMurdo Sound, il Mare di Ross a lui dedicato e la Ross Ice Barrier (la grande piattaforma di ghiaccio Ross). I monti Erebus e Terror vennero dedicati alle navi della sua spedizione. Nel 1847 Ross scrisse uno dei libri più importanti mai scritti sull’Antartide: A Voyage of Discovery and Research in the Southern and Antarctic Regions 1839-1843.

Spedizioni in Antartide
Spedizioni in Antartide

Dopo la spedizione di Ross, ci furono tante altre spedizioni aventi lo scopo di raggiungere il tanto agognato Polo Sud. Tra il 1901 e il 1904 ci fu la prima spedizione britannica, la Discovery, comandata da Robert Falcon Scott e organizzata grazie al supporto della Royal Society e della Royal Geographical Society. La spedizione aveva come obiettivo l’esplorazione del continente e una serie di ricerche scientifiche. Scott raggiunse lo Stretto di McMurdo, vi costruì una capanna in legno e si avventurò in una serie di traversate in slitta della Piattaforma di Ross e dei dintorni della base. Tra il 1902 e il 1903 l’esploratore tedesco Erich Von Drygalski con la sua nave Gauss eseguì diverse osservazioni meteorologiche con i palloni aerostatici e condusse uno studio approfondito sulle abitudini delle foche e dei pinguini.

Nel 1908 Ernest Shackleton guidò la spedizione Nimrod, durante la quale gli uomini guidati da Edgeworth furono i primi a scalare il Monte Erebus e a raggiungere il Polo Sud magnetico. Shackleton e altri tre uomini del suo equipaggio furono i primi ad attraversare a piedi la Piattaforma di Ross e i primi ad attraversare la catena dei Monti Transantartici attraverso il ghiacciaio Beardmore.

La conquista del Polo Sud è attribuita all’esploratore norvegese Roald Amundsen. Con la sua nave Fram, nel Gennaio del 1911 raggiunse la Piattaforma di Ross da dove partì per la sua impresa. Insieme ad altri 3 uomini e a bordo di 4 slitte trainate dai cani raggiunse il Polo Sud geografico il 14 Dicembre 1911. Arrivò circa 5 settimane prima del suo storico rivale Scott il quale, insieme ai suoi uomini, perse la vita durante il viaggio di ritorno. Nel 1915 Shackleton tornò in Antartide con una seconda spedizione, la Imperial Trans-Antarctic Expedition, a bordo della nave Endurance. Durante la spedizione la nave rimase incagliata nel pack marino e successivamente affondò. Nonostante questo, Shackleton e alcuni compagni riuscirono a raggiungere la Georgia del Sud con una scialuppa di salvataggio, riuscendo poi a salvare tutti gli altri membri dell’equipaggio.

Tra le due Guerre Mondiali, l’esplorazione antartica fece un salto di qualità e da allora vennero utilizzati mezzi aerei. Il primo volo sul continente antartico avvenne nel 1924 e fu l’esploratore australiano George Hubert Wilkins a compierlo. Nei 4 anni successivi scoprì la Terra di Hearst, fece rilevazioni topografiche della Terra di Graham e scattò diverse foto alla Penisola Antartica. L’anno seguente, nel 1929 l’americano Richard Byrd sorvolò il Polo Sud a bordo del suo biplano. Esplorò il Mare di Ross e scoprì la catena di Edsel Ford, i Monti Rockefeller e la Terra di Marie Byrd.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con l’operazione High Jump le forze americane arrivarono in Antartide con 13 navi portaerei e rompighiaccio, un sommergibile, diversi aerei ed elicotteri. Tra il 1955 e il 1957 furono costruite la base McMurdo con la prima base di atterraggio per aerei pesanti e la base Amundsen-Scott. Negli stessi anni anche Australia e Francia iniziarono a costruire le proprie basi. Da allora le esplorazioni antartiche virarono verso le attività di ricerca scientifica e con l’Anno Geofisico Internazionale (1 luglio 1957 – 31 dicembre 1958) furono costruite in totale 40 basi.

Spedizioni in Antartide
Spedizioni in Antartide

L’importanza dell’Antartide sul clima globale

L’Antartide e l’Oceano Antartico, insieme all’Artico, giocano un ruolo fondamentale nell’equilibrio climatico-ambientale della Terra: regolare il clima dell’intero pianeta e la circolazione oceanica e atmosferica, nonché il livello del mare. Un equilibrio indispensabile ma allo stesso tempo fragile. Purtroppo negli ultimi anni questo equilibrio è stato messo a dura prova dal riscaldamento globale.

L’Oceano Antartico, interagendo con la circolazione atmosferica e con le acque di scioglimento dei ghiacciai antartici, è il motore della circolazione delle correnti oceaniche dell’intero Pianeta. La corrente circumpolare antartica è la più imponente di tutta la Terra e si dirige da ovest verso est, guidata dai venti occidentali e dalla topografia del fondale marino.

È proprio nell’Oceano Meridionale, o Oceano Antartico, che avviene uno dei processi più importanti per il mantenimento del clima globale: lo scambio di energia e del contenuto di sali tra le acque fredde antartiche e le acque settentrionali più calde, un processo che serve per compensare la troppa energia prodotte dalle acque equatoriali e a mantenere intatto il fragile ecosistema antartico. Tutto questo avviene in particolar modo nella Convergenza Antartica, dove l’acqua superficiale antartica più fredda ma con meno salinità incontra l’acqua superficiale subantartica più calda e più salata. In questa zona si verifica anche un susseguirsi di cicloni che causano forti tempeste con vento molto forte e onde altissime.

Contatti

Se avete qualche altra curiosità da chiederci o se volete scambiare due parole in merito a questo meraviglioso angolo di mondo, se siete operatori del settore e avete un progetto interessante da proporci, non esitate a contattarci. Potete farlo utilizzando il modulo contatti oppure mandandoci una mail a: info@unviaggioinfiniteemozioni.it.