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Aurora Boreale: Consigli su come, dove e quando osservarla!

L’Aurora Boreale è uno degli spettacoli più belli che Madre natura ci offre. È uno spettacolo talmente bello da togliere il fiato, farti piangere dalla gioia, farti restare sdraiato in mezzo alla neve per ore con il naso all’insù. Davanti a tanta bellezza ci si sente piccoli e impotenti, possiamo solo osservare in silenzio, dar spazio alle emozioni e alle lacrime che inevitabilmente bagneranno il viso. La prima Aurora Boreale non si scorda mai. Ed è proprio così! Ogni volta che ci ripenso mi vengono i brividi, gli occhi diventano lucidi e il cuore batte forte forte. È stato amore a prima vista.

Prima di partire la prima volta mi sono documentata tanto sull’Aurora Boreale: quando fu vista la prima volta e dove, miti e leggende e come si scatena questo fenomeno. Una volta sul posto ho ascoltato i racconti delle persone che vivono questo fenomeno tutti i giorni e ho scoperto tante cose che ancora non sapevo. E adesso voglio raccontarle a voi.

  1. Miti e leggende sull’Aurora Boreale
  2. Un po’ di storia!
  3. Come si forma l’Aurora Boreale, colorazioni e forme
  4. Dove avvistare l’Aurora Boreale
  5. Quando avvistare l’Aurora Boreale
  6. Condizioni ottimali per avvistare l’Aurora Boreale e intensità
  7. Previsioni per l’Aurora Boreale in tempo reale
  8. Partire con il giusto abbigliamento
  9. Fotografare l’Aurora Boreale

“Noi vagabondi, sempre in cerca della via più solitaria, non iniziamo mai un giorno dove abbiamo finito il precedente, e nessuna aurora ci trova dove il tramonto ci ha lasciati.” [Kahlil Gibran]

Aurora Boreale: previsioni e consigli su come, dove e quando osservarla

Aurora Boreale a forma di freccia
Aurora Boreale a forma di freccia

Miti e leggende sull’Aurora Boreale

L’Aurora Boreale è un fenomeno che fin dai tempi antichi ha sempre destato stupore e curiosità. E come dargli torto! Anche noi, tecnologicamente avanzati e con conoscenze in più, restiamo affascinati e stupiti da tanta bellezza e magia. Ma cosa pensavano gli antichi popoli nordici? Ognuno di loro ha elaborato una propria teoria, la maggior parte delle quali, purtroppo, legata in qualche modo alla morte.

Aurora Boreale deriva dall’unione dei nomi della Dea dell’Alba ‘Aurora’ e del Vento del Nord in greco ‘Borea’. Per aver visto l’Aurora Boreale addirittura nell’antica Grecia deve esserci stata un’attività solare incredibilmente forte, perché gli avvistamenti a quelle latitudini sono veramente rari. Eppure i greci sostenevano che Aurora era la sorella di Helios e Seline, rispettivamente il Sole e la Luna, e che lei correva attraverso il cielo mattutino nel suo carro multicolore per avvertire i suoi fratelli dell’alba di un nuovo giorno. Nell’antica Cina invece la gente credeva che l’Aurora Boreale fosse il respiro infuocato di un drago.

La più bella in assoluto l’abbiamo ascoltata in Finlandia, dove l’Aurora Boreale viene chiamata revontulet, che significa fuochi della volpe. Ci hanno raccontato che secondo una leggenda un giorno la Luna si rese conto di non essere abbastanza luminosa per illuminare il cielo lappone. Così decise di chiedere aiuto agli animali della foresta, trasformandoli ognuno in una costellazione differente. Una piccola volpe, vedendo i suoi amici brillare nel cielo, desiderava poter brillare anche lei. Per la volpe però la Luna aveva in serbo un’altra magia. Attratta da una luce verde, la volpe iniziò ad inseguirla fino a ritrovarsi a correre nel cielo stellato. La sua coda iniziò a creare una bellissima striscia verde, talmente brillante da illuminare tutto il paesaggio.

Un’altra versione di questa leggenda finlandese racconta invece di una volpe perennemente in ritardo che, correndo sulle cime delle montagne, con la sua coda urtava la neve generando delle scintille. Queste scintille, volando verso il cielo, generavano l’Aurora Boreale.

Secondo un’altra leggenda descritta dal popolo Sami della Lapponia finlandese, le luci erano create dalla spuma dell’acqua soffiata dalle balene. Nella lingua Sami, l’aurora boreale è chiamata guovssahas, che significa “la luce che può essere udita”. Questa parola però potrebbe anche essere tradotta come “il fuoco acceso da un uccello, il Jay siberiano”.

Le credenze Sami legate all’Aurora Boreale sono davvero tante. Alcuni credevano che le Luci del Nord fossero causate dall’energia sprigionata dalle anime dei defunti dirette verso l’aldilà. Quando le luci iniziavano a danzare nel cielo le persone assumevano un atteggiamento di rispetto e ai bambini veniva ordinato di stare tranquilli. Si credeva infatti che chiunque non avesse rispettato le luci potesse cadere in disgrazia, andando incontro a malattie e, a volte, alla morte. I Sami credevano anche che l’Aurora Boreale avesse effetti magici e infatti i tamburi degli sciamani riportano spesso immagini raffiguranti le luci, con le quali ne raccoglievano l’energia.

Aurora Boreale: Revontulet
Aurora Boreale: Revontulet

Secondo i vichinghi norvegesi invece era il riflesso del sole sugli scudi delle Valchirie a dare vita all’Aurora Boreale. Le Valchirie erano le messaggere mandate da Odino per scegliere coloro che dovevano morire in battaglia e per condurli nel Valhalla, affinché potessero appartenere al suo esercito per la grande battaglia finale. L’aurora segnalava quindi che esse erano al lavoro e che da qualche parte era in corso una battaglia. Sempre in Norvegia si credeva anche che l’Aurora Boreale rappresentasse gli spiriti delle anziane sagge delle tribù che danzavano nel cielo per salutare.

Secondo una leggenda danese, l’Aurora Boreale era causata da un gran numero di cigni che, volando verso nord, rimasero intrappolati nel ghiaccio polare e ogni volta che sbattevano le loro ali, nel tentativo di liberarsi, generavano queste splendide luci. Gli islandesi associavano l’Aurora Boreale al parto e sostenevano che avrebbe alleviato alle future mamme il dolore del parto. Un’altra bella leggenda invece è quella estone, secondo la quale si credeva che le luci dell’Aurora fossero magnifiche carrozze trainate da cavalli che trasportavano ospiti celesti in uno spettacolare matrimonio celeste.

Aurora Boreale alle isole Vesteralen
Aurora Boreale alle isole Vesteralen

Per gli Inuit della Groenlandia e del nord del Canada l’Aurora Boreale rappresentava il regno dei morti: quando le luci cambiavano velocemente significava che dei loro amici stavano provando a mettersi in contatto con i loro familiari in vita. Gli Inuit della Groenlandia credevano che le aurore (in lingua Inuit, “Qiugyat”) fossero gli spiriti dei bambini morti alla nascita e la loro danza nel cielo dava origine alla danza delle Luci del Nord. Mentre gli Inuit canadesi credevano che la terra fosse piatta e il cielo fosse una cupola piena di piccoli fori, attraverso i quali si potevano vedere le stelle quando era buio. Il nostro mondo e l’aldilà erano uniti da un sottile ponte e i morti erano guidati nel cammino da spiriti dotati di fiaccole luminose (aurora).

Altri villaggi Inuit consideravano l’Aurora come lo spirito di un uomo morto che giocava a palla con il teschio di un tricheco. Le persone della remota isola di Nunavik credevano alla stessa leggenda, ma al contrario. Per loro, l’aurora boreale era un tricheco che giocava a palla con il teschio di qualche sfortunato umano.

Babbo Natale invece ci ha detto che:

If a boy makes a promise to his girlfriend, he will see a beautiful Northern Lights. It’s like a gift!

Villaggi Sami: Aurora Boreale sull'isola sacrificale di Ukonsaari
Aurora Boreale sull’isola sacrificale di Ukonsaari

Un po’ di storia!

Le prime testimonianze sugli avvistamenti dell’Aurora Boreale risalgono addirittura al V secolo a.C., quando filosofi greci e latini, quali Ippocrate, Aristotele, etc., cominciarono ad indagare sull’origine di questo misterioso fenomeno che d’improvviso riempiva il cielo di vivaci fiamme colorate. Attorno al 450 a.C. Anassimene ipotizzò che le aurore boreali fossero vapori ardenti che cadevano dal cielo. Aristotele (384-322 a.C.) invece aveva inserito le aurore boreali nella categoria generale delle comete e degli oggetti astronomici evanescenti.

La prima descrizione realistica dell’Aurora Boreale compare nel racconto norvegese intitolato “Kongespeilet” attorno al 1220 d.C., nel quale viene descritta come un fenomeno naturale e la denominò Nordurljos (luci del nord). Fu Galileo Galilei nel 1619 a coniare il termine ‘Aurora Borealis.

Dal 1621 al 1715 ci fu un periodo di bassissima attività solare, durante il quale l’aurora scomparì completamente dai cieli nordici. Questo periodo è conosciuto come minimo di Maunder e prende il nome dagli astronomi solari Edward e Annie Maunder, i quali scoprirono la mancanza di macchie solari in quel periodo studiando le cronache dell’epoca. Terminò nel 1716, anno in cui Sir Edmund Halley osservò un’aurora molto forte.

Il 1859 è l’anno della Grande Aurora, l’Aurora Boreale più forte mai vista, un fenomeno che si pensa possa accadere ogni 500 anni. Questo fenomeno è conosciuto anche come evento di Carrington, che prende il nome dall’astronomo Richard Carrington. La mattina del 1 Settembre 1859 l’astronomo stava osservando il Sole al telescopio come di consuetudine, quando improvvisamente vide un paio di luci accecanti apparse dentro una formazione di macchie solari, erano talmente forti che superavano addirittura la luminosità del Sole stesso. Queste luci si affievolirono poco dopo e non permisero all’astronomo di approfondire gli studi. Il giorno seguente, poco prima dell’alba, l’aurora era così forte che il cielo si dipinse di rosso sangue fino a latitudini impensabili come Cuba, Bahamas, Hawaii, Messico e Florida e capì che quelle luci altro non erano che delle esplosioni solari.

Aurora Boreale a Jokulsarlon
Aurora Boreale a Jokulsarlon

Durante il Medioevo in tutta Europa l’Aurora Boreale era percepita come messaggio di sventura e punizione divina. Nel tempo, fino all’età moderna, numerosi avvenimenti furono associati all’apparizione delle aurore, tra cui: nel 44 d.C. un’aurora preannunciò l’assassinio di Giulio Cesare, nel 566 d.C. venne prevista l’invasione dei Longobardi in Italia (avvenuta 3 anni dopo). E così via fino ad arrivare all’ultimo avvenimento associato all’avvistamento di un’aurora: lo scoppio della II Guerra Mondiale, preannunciata il 25 gennaio 1938 da un’Aurora Boreale rosso intenso avvistata in gran parte dell’Europa.

Solo ad inizio novecento, grazie ai contributi degli scienziati che a partire dal seicento studiarono l’Aurora Boreale, si scoprì definitivamente che essa si genera in seguito all’interazione delle particelle solari e dell’atmosfera terreste. Sempre in questi anni, precisamente nel 1903, ci fu una Aurora Boreale molto forte che mandò addirittura in tilt i servizi telegrafici di New York, Chicago e Seattle! Il 25 Gennaio 1938 si verificò un’altra Grande Aurora Boreale che danzò nei cieli di tutta Europa, addirittura arrivando fino in Sicilia. Di quell’Aurora scrisse Guerrieri: “L’Aurora boreale osservata nella notte dal 25 al 26 gennaio 1938 è stata veramente splendida e deve considerarsi come fenomeno straordinario per la sua magnificenza, anormale per la sua visibilità, oltre che nelle regioni nordiche dell’Europa e dell’America, anche in quelle di bassa latitudine nel nostro emisfero”.

Di recente è stata scoperta la prima evidenza documentale dell’aurora boreale, risalente ad una tavoletta babilonense del 679/655 a.C.. All’epoca non esistevano tutti i mezzi tecnologici che abbiamo a disposizione al giorno d’oggi, perciò si cercava di annotare scrupolosamente tutto quello che si osservava nel cielo. Dal passaggio dei pianeti al movimento delle stelle, dalle eclissi alle aurore boreali. La recente scoperta è stata fatta da un team di ricercatori della Osaka University (Giappone) e del Rutherford Appleton Laboratory (Regno Unito). I ricercatori hanno decifrato un antico testo inciso su tre tavolette del periodo assiro-babilonense.

A conferma della loro teoria, sono state condotte delle analisi sugli alberi presenti nella zona, le quali hanno confermato che in quel periodo c’è stato un picco nell’attività solare. I babilonensi erano molto precisi nel descrivere quello che succedeva nel cielo. Prima di questa scoperta, il documento più antico che riporta l’avvistamento di un’aurora boreale è un altro loro testo risalente al 570 a.C.. Questo testo parlava di un “bagliore rosso brillante nel cielo”. Una ulteriore conferma è data dal fatto che 2.700 anni fa uno dei poli magnetici terrestri si trovava in corrispondenza della Babilonia. È quindi assolutamente possibile che assiri e babilonesi abbiano avvistato diverse aurore boreali.

Una delle ultime forti aurore boreali avvistate risale alla notte tra il 6 e il 7 Aprile 2000. In questa occasione l’Aurora Boreale fu avvistata fino a latitudini intorno al 42° parallelo, in Italia fino addirittura in Toscana. L’ultima forte ed intensa Aurora Boreale ci fu il 30 Ottobre 2003 e fu avvistata fino a Cortina e dintorni. Il cielo si tinse di un bellissimo colore rosso accesso. Di seguito le foto di Giuseppe Menardi.

Come si forma l’Aurora Boreale, colorazioni e forme

Gli studi scientifici ci raccontano che l’Aurora Boreale (così come quella australe) è generata dall’interazione tra il vento solare carico di protoni ed elettroni e la ionosfera terreste, ossia la parte di atmosfera compresa tra i 100 e i 500 km di altitudine. Quando il fenomeno elettrico si esaurisce, l’energia prodotta dagli elettroni si trasforma in luce visibile.

Tutto inizia dal sole: un’eruzione solare crea un vento solare che dal campo magnetico del sole viaggia nello spazio ad una velocità di circa 8.000.000 km/h. Il vento solare lungo il suo tragitto incontra Mercurio, il quale ha un campo magnetico troppo debole, Venere, sprovvisto di campo magnetico, e infine la Terra, con un campo magnetico forte che fa da scudo. Il vento solare collide con il campo magnetico terreste e incanala le particelle cariche di energia verso i poli dando così vita all’aurora australe al polo sud e all’Aurora Boreale al polo nord.

L’attività solare non è sempre la stessa, ma è ciclica. Un ciclo dura circa 11 anni e passa da un massimo di attività, con aurore frequenti e intense, ad un minimo. Solitamente, dall’ultimo picco di attività solare, le aurore rimangono attive per circa 3 anni prima di diminuire d’intensità.

Quando si parla di Aurora Boreale il primo colore che ci viene in mente è il verde perchè è la colorazione più frequente, ma in realtà può assumere diversi colori. A seconda della composizione del gas atmosferico, all’altitudine alla quale avviene l’interazione e all’energia posseduta dalle particelle del vento solare, l’aurora può essere:

❄ blu: nella parte più alta dell’Aurora Boreale, ma è difficile da distinguere ad occhio nudo;

❄ rossa e viola: la più rara, quando le interazioni avvengono ad altezze elevate, dai 240 chilometri in su, fascia in cui è presente l’Ossigeno atomico (O).

❄ verde: quando si verifica tra i 120 e i 200 chilometri circa, fascia in cui sono presenti l’Ossigeno molecolare (O2), che gli dona il colore verde e l’Azoto (N), che gli dona un colore bluastro, ma è più raro.

❄ rosa: a volte, solitamente quando l’attività solare è molto intensa, la parte più bassa dell’Aurora Boreale assume questo meraviglioso colore quando si verifica attorno ai 90/100 chilometri. In questa fascia si trova l’Ossido di Azoto (NO2).

Se l’aurora è debole all’occhio umano risulterà come una striscia luminosa bianca.

L’Aurora Boreale può assumere un’infinità di forme! Le più classiche sono ad arco o a ‘chiazza’, quando l’attività è debole, passando poi ai raggi, alla forma a spirale, a ‘S’. La forma più bella, rara e che si verifica solo in condizioni di massima attività solare è la Corona Boreale, ossia l’aurora forma un cerchio (che assomiglia ad una corona) in corrispondenza dello zenith.

Noi personalmente ci siamo divertiti tantissimo riguardando le varie forme che siamo riusciti a fotografare. Farfalle, angeli, infiniti, fenici, frecce, e chi più ne ha più ne metta.

Aurora boreale alle isole Vesteralen
Aurora boreale alle isole Vesteralen

Dove avvistare l’Aurora Boreale

Per vedere l’Aurora Boreale bisogna andare a Nord, meglio oltre il Circolo Polare Artico, ed è possibile ammirarla in Canada, Alaska, Groenlandia, Lapponia (svedese, norvegese, finlandese e russa), alle Lofoten, alle Svalbard, in Islanda, alle Isole Faroe e in Russia e in Siberia.

Le aurore creano, attorno ai poli magnetici dei due emisferi, il cosiddetto ovale aurorale che determina la zona in cui i fenomeni possono essere osservati più frequentemente e con un’intensità maggiore. Esso varia con l’attività solare: quando quest’ultima aumenta, l’ovale si allarga verso le zone più a sud, rendendola visibile, ad esempio, in tutta la Scandinavia.

Quindi il pensiero ‘più a nord vado, più possibilità ho di vederla’ non è del tutto vero. Durante i picchi di attività solare ad esempio alle Svalbard l’Aurora non sarà visibile, mentre al contrario sarà visibile quando l’attività è compresa indicativamente tra i kp1 e i kp3 o 4 al massimo.

Date un’occhiata ai nostri articoli i 10 posti migliori per osservare le Northern Lights in Lapponia e i 10 posti migliori per osservare le Northern Lights in Islanda.

Aurora Boreale in autunno sul Lago Inari
Aurora Boreale in autunno sul Lago Inari

Quando avvistare l’Aurora Boreale

Ma quando è possibile avvistare l’Aurora Boreale? In realtà l’Aurora Boreale si manifesta tutto l’anno, ma in estate non è possibile vederla in quanto, a queste latitudini, non è mai completamente buio essendoci il Sole di Mezzanotte.

Il periodo per poter osservare l’Aurora Boreale è quindi l’autunno, l’inverno e l’inizio della primavera, da Settembre a inizio Aprile circa. A seconda della latitudine in cui ci si reca, è possibile vedere già delle deboli aurore a fine Agosto. I mesi considerati migliori sono Febbraio e Marzo, quando c’è ancora tanta neve, le giornate sono più lunghe e fa meno freddo rispetto al pieno inverno. Questo però è un periodo abbastanza turistico, in cui si concentrano la maggior parte dei viaggi fotografici o di gruppo. Di conseguenza scordatevi di trovare silenzio e tranquillità, cosa per noi fondamentale, e perciò non ve li consigliamo! Noi abbiamo viaggiato nell’Artico in diversi periodi dell’inverno e di aurore, fidatevi, ne abbiamo sempre viste di meravigliose.

Aurora Boreale in Islanda: Jokulsarlon
Aurora Boreale in Islanda: Jokulsarlon

Condizioni ottimali per avvistare l’Aurora Boreale e intensità

L’intensità dell’Aurora Boreale è legata all’attività solare: più è forte l’attività più si avrà un’aurora intensa e colorata. Non sempre è possibile avvistare l’aurora ad occhio nudo. Per sapere se c’è è sufficiente, ad esempio, scattare una fotografia al cielo ad ISO alti.

Il livello di intensità si misura con l’indice Kp (K planetario) che va da 0 a 9. Quando si ha Kp 1 l’aurora è debole ed è possibile vederla solo in zone molto a nord. Con Kp 2-3 si inizia ad avere un’aurora più forte e la si può vedere in tutta la Lapponia e in Islanda, etc. come viene mostrato dalla mappa qui sotto:

Aurora boreale - Mappa Kp
Aurora boreale – Mappa Kp

Un altro fattore con cui misurare l’intensità dell’Aurora Boreale è l’indice G (tempesta geomagnetica). Quando l’Aurora Boreale raggiunge un’intensità tra Kp5 e Kp9, si prende in considerazione anche l’indice G, che si misura su una scala che va da 1 a 5. Quando l’intensità dell’Aurora Boreale è ad esempio a Kp5 ci sarà una tempesta geomagnetica di livello 1 (G1) e così via.

Detto questo, quali sono le condizioni ottimali per poter avvistare l’Aurora Boreale?

Innanzitutto il cielo deve essere limpido e senza nuvole. Anche se non è del tutto vero che con le nuvole non si possa vedere l’aurora. Se il cielo è leggermente velato o le nuvole sono irregolari, l’aurora sarà visibile ugualmente. Le zone interne sono preferibili alle zone costiere in quanto meno umide, ma è altrettanto vero che, vicino al mare, il clima cambia rapidamente. Basti pensare che alle Lofoten o alle Vesterålen, ad esempio, nel giro di pochi minuti si può passare da una bufera di neve ad un cielo limpido e stellato!

Uno dei luoghi considerati tra i migliori al mondo per osservare l’Aurora Boreale è l’Aurora Sky Station di Abisko (Lapponia svedese) e il parco nazionale in cui si trova. Il biglietto per la funivia costa circa 80€ (745 Sek) e si può restare in cima fino all’1.00 di notte. Personalmente, le aurore più belle non le abbiamo viste in questo posto!

Aurora Boreale a forma di farfalla
Aurora Boreale a forma di farfalla

Il cielo deve essere completamente buio e meglio se senza luna e, ovviamente, questo è possibile solo nelle ore notturne. L’orario indicato come migliore per osservare l’aurora è dalle 21.30 fino all’1.00 di notte. In alcune occasioni però, quando l’attività è alta, l’Aurora Boreale può manifestarsi anche molto prima. A noi, ad esempio, è capitato diverse volte di vederla per tutta notte, una volta è capitato addirittura di vederla dalle 17.15 fino alle 4.00 del mattino, quasi 12 ore! In questo caso siamo riusciti a vederla anche di colore rosa e blu.

La Luna, con la sua forte luce, potrebbe infastidire e affievolire la visione dell’Aurora Boreale, ma non è assolutamente vero che non si vede l’Aurora Boreale con la presenza della Luna. D’altro canto, vi aiuterà ad ottenere un paesaggio correttamente illuminato nelle vostre foto.

Bisogna allontanarsi dall’inquinamento luminoso delle città. Esso disturba la visione dell’Aurora Boreale e risulterebbe difficile capire se effettivamente c’è o meno.

Per avere sotto controllo il meteo e l’attività solare vi rimandiamo al nostro articolo Le 10 migliori app per viaggiare alla ricerca dell’Aurora Boreale.

Aurora Boreale alle isole Lofoten
Aurora Boreale alle isole Lofoten

Previsioni per l’Aurora Boreale in tempo reale

Avete mai sentito parlare della ‘caccia’ all’Aurora Boreale? Questo termine è dovuto al fatto che l’Aurora Boreale è un fenomeno imprevedibile. C’è da dire però che grazie al monitoraggio continuo dell’attività solare, si riescono a fare delle previsioni a breve termine.

È possibile trovare queste informazioni su numerosi siti e applicazioni (Aurora Forecast per iOs), che mettono a disposizione anche degli speciali Aurora Alert via email o sms. Noi li abbiamo testati e non li abbiamo trovati molto precisi e puntuali. È sempre meglio monitorare il sito internet aggiornato in tempo reale.

Tra i siti di monitoraggio più conosciuti citiamo Aurora Service per l’Europa. Per l’Alaska citiamo Aurora Forecast, aggiornato dal Geophysical Institute della University of Alaska Fairbanks. Per i più esperti citiamo invece le previsioni a 45 giorni dell’USAF e le previsioni a 27 giorni del NOAA. Per la Finlandia segnaliamo il sito Forecasting the Northern Lights gestito dal Sodankylä Geophysical Observatory. Noi siamo appassionati di previsioni sull’Aurora Boreale e tutto ciò che le ruota attorno e abbiamo imparato a leggerle negli anni.

Aurora Boreale in Islanda
Aurora Boreale in Islanda

È altrettanto importante saper leggere i dati riportati sul sito, in particolar modo su Aurora Service che è un po’ più complesso. Noi ce lo siamo fatti spiegare direttamente dai locals! All’inizio trovate la Ovation Map che indica l’intensità e la fascia in cui è visibile l’Aurora Boreale in quel momento. In questa mappa, oltre all’ovale aurorale, il valore da tenere sotto controllo è l’Hemispheric Power (GW). Si tratta dell’intensità energetica del vento solare, che si misura su una scala da 5GW e 150GW. Se il valore riportato è dai 30/40GW in su, infagottatevi e uscite per ammirare lo spettacolo! Se invece il valore è tra i 10/15GW o inferiore potete gustarvi tranquillamente la vostra cena. Scendendo si trovano altri grafici.

La prima parte (Hourly Forecast) indica il livello di attività (Kp) ora per ora, anche durante le ore diurne, così ci si può già fare un’idea di come si svolgerà la serata. La seconda parte (Daily Forecast) indica l’ultimo giorno in cui c’è stato un picco di attività con conseguente Aurora Boreale molto forte. Nella terza parte (3 Days Forecast) si può trovare la previsione dell’attività solare dei successivi 3 giorni, ma va presa con le pinze in quanto può variare molto rapidamente. È utile per farsi un idea. La quarta parte (Solar Wind Gauges) indica i monitoraggi dei 3 componenti principali del vento solare. Sono dati che arrivano quasi in tempo reale dalla navicella spaziale ACE della Nasa.

Un altro strumento molto utile per capire se sarà un’ottima serata oppure no è il magnetometro. Altro non è che uno strumento che misura il campo magnetico terrestre e le sue variazioni, comprese quelle che generano l’Aurora Boreale. Sul sito del Tromsø Geophysical Observatory potete trovare una lista di tutti i magnetometri disponibili. Vi consigliamo di prendere come esempio quello di Tromso, che può essere usato come riferimento per la Lapponia. Il valore che dovete guardare è l’H (blu) e se indica una forte variazione vuol dire che è in atto o ci sarà a breve un’Aurora Boreale degna di nota!

Aurora Boreale a forma di infinito
Aurora Boreale a forma di infinito

Partire con il giusto abbigliamento

Quando si parla del grande Nord la prima domanda che mi viene fatta è: ma come fai a resistere a quelle temperature? Vi svelo un segreto! Basta vestirsi adeguatamente e a strati. Niente di impensabile o impossibile.

È da tenere bene a mente che andare a caccia dell’Aurora Boreale è una questione seria e da non sottovalutare. Fatta questa premessa, possiamo iniziare a parlare dell’abbigliamento. La cosa fondamentale da tenere in considerazione è che bisogna vestirsi a strati, tre o quattro a seconda della situazione. Vediamoli insieme:

❄ Primo strato: è il più importante essendo a contatto diretto con la pelle. Deve essere in lana o un intimo termico traspirante, fatto apposta per permettere alla pelle di trattenere il calore e allo stesso tempo di respirare.

❄ Secondo strato: sopra l’intimo termico si può utilizzare un pile abbastanza pesante o un maglione in lana che tenga sufficientemente caldo.

❄ Terzo strato: è importante quanto il primo. È necessaria una tuta da sci pesante e resistente alle temperature artiche. Deve essere waterproof e proteggere dal vento. Il tempo cambia repentinamente e bisogna essere certi di non bagnarsi in caso di neve o pioggia.

Mani e piedi sono le prime parti che vi si congeleranno e, inutile negarlo, difficilmente non sentirete freddo in queste parti del corpo.

❄ Mani: servono dei buoni sotto guanti in materiale termico (come Gore-Tex o Polartec) o in seta, che le terranno al caldo quando scatterete qualche fotografia, e dei guantoni da sci, anch’essi abbastanza pesanti.

Piedi: potete utilizzare un paio di calzettoni in lana merino e degli ottimi scarponi doposcì. Sono indicati quelli fatti apposta per resistere a temperature artiche, con suola molto alta per tenere il piede più isolato possibile. I piedi sono la parte del corpo più difficile da tenere al caldo e che soffre di più al freddo. Se i piedi sono freddi ne risente l’intero corpo.

Per collo e testa invece potete utilizzare una sciarpa e un berretto in lana pesante o in materiale termico. È importante coprire anche le orecchie e per farlo sono sufficienti dei buoni paraorecchie in pile.

Per maggiori informazioni e per suggerimenti su quali capi acquistare vi rimandiamo al nostro articolo Come vestirsi in Lapponia e nell’Artico in inverno.

Come fotografare l'Aurora Boreale: isole Vesteralen
Aurora Boreale: isole Vesteralen

Fotografare l’Aurora Boreale

Così come non si può prevedere con certezza quando l’aurora inizierà a danzare nel cielo, così non si può prevedere la sua durata. Può durare pochi secondi, pochi minuti o addirittura tutta la notte! Bisogna essere perciò preparati anche a livello fotografico.

Vi piacerebbe poter fotografare al meglio l’Aurora Boreale e portare a casa degli scatti indimenticabili? Allora leggete la nostra mini guida su come fotografare l’Aurora Boreale!

E se siete curiosi di vedere i nostri scatti, date un’occhiata anche alla nostra Photo Gallery!

Aurora Boreale in Lapponia
Aurora Boreale in Lapponia

Aurora is never the same, you never get used to it! – fu la risposta di chi questo fenomeno lo vive tutti i giorni, alla mia domanda ‘ma non siete stufi di vederla?’. E ora posso capire il perchè!

Se dopo tutte queste informazioni siete ancora più convinti di voler organizzare un viaggio verso il Grande Nord, date un’occhiata ai seguenti articoli:

Qui invece trovate alcuni dei nostri itinerari da cui poter prendere spunto:

Date un’occhiata anche ai calendari per avere un’idea di quante ore di luce troverete nel periodo da voi scelto:

Se l’Artico vi incuriosisce potete scoprirne di più iniziando dalla nostra guida Artico: un mondo da proteggere oltre il Circolo Polare Artico e dalla nostra Photo Gallery! Per approfondimenti sulle popolazioni dell’Artico date un’occhiata al nostro progetto People of the Arctic: un viaggio alla scoperta degli abitanti dell’Artico.

13 Comments

  • Matteo Raffaelli
    20 Giugno 2020 at 7:45

    Cari Elisa e Luca, mi chiamo Matteo Raffaelli e ho un blog di astronomia divulgativa da qualche anno. Mi sto apprestando a finire una serie di post brevi sulle Aurore, partendo dall’origine sul Sole fino ad arrivare alla descrizione delle aurore vere e proprie in questi ultimi episodi.
    Tra gli altri ho trovato anche il vostro bel blog, mi complimento perché è molto bello, ricco, esaustivo e c’è tanta passione.
    Per uno degli ultimi episodi vorrei chiedervi se posso magari usare qualche parte di testo e citarvi come riferimento per chi è interessato all’aspetto pratico-operativo.

    È stato un vero piacere leggervi, “sento” la grande passione che c’è dietro, e ho apprezzato davvero molto anche il cortometraggio animato sulla leggenda della volpe, visto che noi abbiamo sempre amato i cartoni animati e gli animali.

    Grazie intanto, attendo vostra risposta.
    Il mio blog, dove piano piano sto migrando anche tutti i post del vecchio blog:
    https://blogparsec.it

    Reply
    • Elisa Polini
      20 Giugno 2020 at 12:57

      Ciao Matteo, grazie mille per i complimenti. Siamo felici di essere riusciti a trasmettere la nostra passione per queste terre e per i meravigliosi fenomeni naturali che gli ruotano attorno!
      Certo puoi tranquillamente utilizzare qualche info e citarci, grazie!
      Quando avrai finito tutto mi raccomando inviaci i tuoi racconti.
      A presto,
      Elisa

      Reply
  • Romina Ciccarella
    29 Novembre 2017 at 22:43

    bellissimo post! io vorrei andare una settimana a febbraio/marzo 2018. Vedo che sei super esperta in materia, posso chiederti che posto mi consiglieresti? io non riesco proprio a decidere 🙂

    Reply
    • Elisa Polini
      29 Novembre 2017 at 22:47

      Ciao Romina 🙂 grazie, sono contenta che ti sia piaciuto.
      Con una settimana a disposizione puoi fare un bel giretto. Io ti consiglio la bellissima isola di Senja in Norvegia. La chiamano ‘la Norvegia in miniatura’ perchè puoi trovarci tutto ciò che trovi nel resto della Norvegia, dai fiordi ai laghi, dal mare alla montagna.
      In alternativa ti consiglio la zona di Inari in Lapponia finlandese. 🙂
      Se hai bisogno di altri consigli scrivici tranquillamente!

      Reply
      • Romina Ciccarella
        30 Novembre 2017 at 22:48

        Grazie mille! in effetti mi sta attirando molto la Lapponia, per associare anche qualche escursione magari con gli husky 🙂 Secondo te metà marzo (novilunio 17/03) potrebbe essere troppo tardi? Sto cercando posti per dormire vicino ad Inari a metà febbraio e sembra quasi una missione impossibile…ho trovato qualcosa solo su kaamasmukka ma non so se senza auto possa essere troppo fuori mano.

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    • Elisa Polini
      1 Dicembre 2017 at 12:13

      Ciao Romina, come periodo va benissimo 🙂 ma ti direi di affrettarti perchè essendo alta stagione le strutture terminano in fretta la disponibilità.
      Kaamasmukka dista un’ora circa da Inari e mi sa che dovrai valutare l’opzione di prendere un taxi.

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      • Romina Ciccarella
        3 Dicembre 2017 at 20:44

        Ciao Elisa!
        Prenotato volo e dove dormire (è un po’ sperduto nel nulla ma il B&B offre transfer ad un prezzo accettabile da e per l’aeroporto). sono felicissima, non vedo l’ora di partire 🙂

        grazie per i consigli e ancora complimenti per le tue splendide foto!

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  • Paola
    6 Febbraio 2017 at 9:30

    Bellissimo ! Siete dei fotografi fantastici ! Complimenti ! Continuerò ad ammirare le aurore boreali dalle vostre foto, sia per problemi di salute che di soldi! Ciao e buon viaggio !!!

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    • Elisa Polini
      6 Febbraio 2017 at 10:43

      Ciao Paola. Grazie mille per i complimenti, ci fanno davvero molto piacere! Speriamo di continuare a farti sognare con le nostre foto e ti auguriamo, un giorno, di poterla ammirare con i tuoi occhi. Un abbraccio 🙂

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  • Mirella
    4 Gennaio 2017 at 19:56

    Elisa, ti seguo su FB e stasera ho letto tutto ciò che hai scritto sul sito. Ho gli occhi sbarrati dalla meraviglia. Tante cose le conoscevo già, ma tante altre mi torneranno utili quando deciderò di fare il viaggio tanto desiderato. Spero non tanto in là….quest’anno compio 60 anni e sono 55 circa che sogno di vedere un’aurora boreale nella Lapponia Finlandese dalle parti di Inari….(non chiedermi il perché del posto….non lo so)
    Un problema grosso per me sarà il vestiario….con tutta quella roba addosso suderò copiosamente. Mi capita spessissimo anche qui ( abito in valle di Susa Piemonte ) quando vado sulla neve e sono ben coperta e vestita a strati il sudore mi si asciuga addosso e sai che meraviglia per le mie ossa!! Ma per la visione della Revontulet sopporterei anche di più!!!! Grazie per condividere con noi questa meraviglia
    Saluti

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    • Elisa Polini
      4 Gennaio 2017 at 20:28

      Ciao Mirella, sono davvero contenta. Grazie per le tue belle parole! 🙂 se è un tuo sogno da 55 anni, direi che è proprio un bel regalo per i tuoi 60 anni, non credi? 🙂
      Non preoccuparti per l’abbigliamento, l’intimo termico apposito fa respirare la pelle senza sudare e trattiene il calore corporeo. Come secondo strato puoi mettere un pile leggero o pesante (in base alla temperatura esterna) e sopra una buona giacca da sci antivento e waterproof.
      Spero di risentirti presto e che mi dirai di aver realizzato questo tuo grande sogno! Un abbraccio.

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  • Partyepartenze
    22 Settembre 2016 at 15:04

    L’ho vista alcune volte in paesi diversi. Ogni volta riesce a stupirmi e a tenermi con gli occhi incollati al cielo e la bocca aperta, nonostante il freddo. Meravigliosa natura.

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    • Elisa Polini
      22 Settembre 2016 at 16:30

      Come ti capisco! E’ la stessa cosa per noi, tant’è che ci riproviamo a gennaio in Islanda 🙂

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