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Cosa vedere a Buenos Aires: Guida ai quartieri più belli

Buenos Aires, conosciuta anche come Baires, è la capitale e la città più grande dell’Argentina, nonché una delle più grandi metropoli sudamericane. Sorge sulle sponde del Rio de la Plata, dal quale deriva il suo soprannome Regina del Plata. Come tutte le grandi città, Buenos Aires o la si ama al primo colpo o la si odia, ma difficilmente riuscirete a non innamorarvi di questa città così elegante e calorosa come poche altre. Anche se, come noi, non siete particolarmente interessati alle grandi città.

Con una superficie di oltre 200 chilometri quadrati e con un’infinità di attrazioni, prima di partire diventa fondamentale studiare e segnare un elenco di cosa si desidera vedere a Buenos Aires, per cercare di vivere il meglio che questa città dall’animo caliente ha da offrire. In questa piccola guida vogliamo aiutarvi nella scelta dei quartieri più belli da visitare, raccontandoveli uno per uno.

  1. Un po’ di storia!
  2. Quando andare a Buenos Aires
  3. Cosa vedere a Buenos Aires: Guida ai quartieri più belli
    1. Microcentro e Congreso
    2. San Telmo
    3. Recoleta e Retiro
    4. La Boca
    5. Puerto Madero
    6. Palermo
  4. Come arrivare a Buenos Aires
  5. Come spostarsi a Buenos Aires
    1. Transfer dall’Aeroporto di Ezeiza all’Aeroparque Jorge Newbery
    2. Transfer dall’Aeroporto di Ezeiza a Buenos Aires
  6. Dove dormire a Buenos Aires
  7. Dove mangiare a Buenos Aires
  8. Curiosità su Buenos Aires

Cosa vedere a Buenos Aires: Guida ai quartieri più belli

Buenos Aires: Floralis Generica
Buenos Aires: Floralis Generica

Un po’ di storia!

Buenos Aires fu fondata nel 1536 dallo spagnolo Pedro de Mendoza. Questa nuova occupazione però non andava a genio agli indigeni locali, i quali continuarono ad attaccare il nuovo insediamento fino a riuscire a mandare via i coloni. Nel frattempo altri partecipanti alla spedizione erano riusciti a risalire il fiume per quasi 1.600 chilometri e avevano fondato la città di Asuncion, oggi capitale del Paraguay. Nel 1580 un altro gruppo di coloni, capitanati dall’esploratore spagnolo Juan de Garay, ripopolò l’insediamento.

Per quasi 200 anni Buenos Aires è rimasto un piccolo insediamento isolato ed escluso dalle principali rotte commerciali della Spagna. Subì diversi attacchi dai pirati inglesi, danesi e francesi e divenne il paradiso dei contrabbandieri dalle restrizioni commerciali che vigevano all’epoca. Nel 1776 il Re Carlo III di Spagna dichiarò Buenos Aires capitale del nuovo Vicereame del Rio de La Plata, un’immensa area che comprendeva parti delle attuali Argentina, Cile, Bolivia, Paraguay e Uruguay.

Buenos Aires
Buenos Aires

Con la Rivoluzione di Maggio del 1810, dopo una settimana di proteste, i rivoluzionari proclamarono l’indipendenza di Buenos Aires dalla corona spagnola. Questa rivoluzione segnò l’inizio anche della Guerra d’Indipendenza Argentina che coinvolse buona parte del Sud America e terminò solamente 15 anni più tardi. Gli anni successivi furono caratterizzati da una crescita importante della popolazione e da un conseguente peggioramento delle condizioni di vita, da diverse guerre civili e da epidemie di colera e febbre gialla che decimarono la popolazione.

Nel 1880 Buenos Aires passò sotto il controllo della Casa Rosada e venne proclamata in seguito territorio federale di Buenos Aires e capitale del Paese. Questo pose fine anche al periodo delle guerre civili in Argentina. Negli anni successivi Buenos Aires continuò a crescere, la popolazione aumentò, vennero avviati una serie di importanti lavori nelle opere pubbliche e vennero costruiti i principali edifici della città. Nel 1910 si tennero numerosi festeggiamenti in occasione del centenario dell’indipendenza nazionale e, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale era ormai una delle più grandi metropoli esistenti. L’era d’oro di Buenos Aires crollò insieme a Wall Street nel 1929 e da allora la città si trovò ad affrontare anche una lunga serie di colpi di stato militari.

Da allora l’economia della città crollò portando a povertà, disoccupazione e degrado delle infrastrutture. Ma nonostante questo, dopo tutte le difficoltà, Buenos Aires è sempre riuscita a riprendersi, fino a diventare la città che conosciamo oggi.

Buenos Aires
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Quando andare a Buenos Aires

Il clima di Buenos Aires è chiamato clima pampeano, una variazione del clima subtropicale umido. Le estati sono calde, umide e piovose, mentre gli inverni sono abbastanza miti, corti e poco piovosi. Ci sono poi due stagioni di mezzo, la primavera e l’autunno, con temperature miti e variabili. Il clima di Buenos Aires è inoltre influenzato da due venti, il pampero freddo e secco e il sudestada fresco e umido che porta spesso con sé anche la pioggia. Solitamente le temperature invernali si aggirano intorno a minime di 7-8°C e massime di 16-17°C, mentre le temperature estive si aggirano tra i 20°C e i 30°C, con punte anche più alte.

Grazie al suo clima mite, Buenos Aires può essere visitata in ogni periodo dell’anno. Se dobbiamo proprio scegliere, il periodo migliore per recarsi nella capitale argentina è durante le stagioni intermedie, la primavera (tra Settembre e Novembre) e l’autunno (tra Marzo e Maggio). In questi periodi le temperature sono miti e le giornate sono spesso soleggiate, anche se a volte ci possono essere dei brevi acquazzoni pomeridiani.

Buenos Aires
Buenos Aires

Guida ai quartieri più belli

Buenos Aires è una città molto vasta, suddivisa in 48 barrios (quartieri). Il modo migliore per visitarla è suddividere la visita quartiere per quartiere, senza correre da una parte all’altra della città come delle trottole. Di seguito trovate un itinerario di cosa vedere a Buenos Aires suddiviso tra i quartieri più belli della città.

Se non avete tanto tempo a disposizione, vi consigliamo di prendere parte a dei tour guidati della città (clicca qui) oppure ad uno dei tanti free tour dei quartieri (centro storico, Recoleta, San Telmo).

Buenos Aires
Buenos Aires

Microcentro e Congreso

Questo non è proprio uno dei 48 barrios ufficiali, ma bensì si può dire che comprende tutta l’area intorno al cuore di Buenos Aires, la Plaza de Mayo, la Plaza San Martin e la Avenida 9 de Julio.

Plaza de Mayo prende il nome dalla Rivoluzione di Maggio del 1810, quella che poco dopo portò all’indipendenza dalla Spagna. È stata il cuore pulsante della città sin dalla sua prima fondazione e da allora è sempre stata teatro di rivolte e manifestazioni. Proprio qui, ogni giovedì alle 15.30, si radunano le Madres de la Plaza de Mayo per commemorare i figli desaparecidos durante la dittatura militare di Videla e per continuare la marcia per i diritti umani. Al centro della piazza si trova la Piramide de Mayo, un obelisco bianco che commemora il primo anniversario dell’indipendenza di Buenos Aires dalla Spagna.

Sulla piazza affacciano alcuni degli edifici più importanti della città. Uno di questi è la Catedral Metropolitana, costruita sulle fondamenta di un’antica chiesa coloniale e terminata nel 1827. Al suo interno si trova un piccolo museo dedicato alla sua storia. Su un altro lato si affacciano il Cabildo, il palazzo comunale risalente al XVIII secolo divenuto oggi un museo, e il Banco de la Nacion Argentina.

Un altro degli edifici che si affaccia sulla piazza è la Casa Rosada, dai cui balconi Evita Peron teneva i suoi discorsi al popolo argentino. Al suo interno si trovano gli uffici del Governo argentino. È possibile visitarla gratuitamente tramite visita guidata di circa 30 minuti (potete prenotarla qui). Alle sue spalle si trova il Museo del Bicentenario, un museo sotterraneo costruito sotto le volte della vecchia dogana (aduana). Tramite il museo è possibile vedere anche i resti del Fuerte Viejo rinvenuto durante gli scavi compiuti sotto la Casa Rosada. È aperto da mercoledì a domenica dalle 10.00 alle 18.00.

Se siete interessati ai musei, poco distanti potete visitare il Museo de la Ciudad che racconta la storia di Buenos Aires e dei porteños, il Museo Etnografico che espone costumi indigeni provenienti dal Nord-Ovest andino e dalla Patagonia, e Manzana de Las Luces che era il principale centro studi e culturale della città.

Da Plaza de Mayo parte la Avenida de Mayo, la strada cittadina più lunga del Mondo. Questa strada si estende per 2 chilometri fino ad arrivare al Palazzo del Congresso. Lungo questa via potete ammirare molti dei palazzi più belli di Buenos Aires, come il Teatro Avenida e la Casa de la Cultura. Non perdete una visita anche al Museo Mundial del Tango, situato sotto l’accademia nazionale di tango, al cui interno troverete tante foto, scarpe e manifesti d’epoca.

Buenos Aires: Casa Rosada
Buenos Aires: Casa Rosada

Continuando lungo la Avenida de Mayo troverete il Palacio Barolo, un palazzo di 22 piani come il numero di canti della Divina Commedia, dalla quale il costruttore prese ispirazione. È stato terminato nel 1923 e per molti anni fu l’edificio più alto della città. È visitabile solo tramite visita guidata. Al termine della via si trova Plaza del Congreso, su cui si affaccia il Palacio del Congreso, sormontato da una grande cupola verde. Questo palazzo segue il modello del Campidoglio di Washington DC ed è stato completato nel 1906. È possibile visitarlo solo con visita guidata dal lunedì al venerdì dalle 12.30 alle 17.00. Di fronte al palazzo si trova il Monumento a los Dos Congregos che ricorda i congressi di Buenos Aires del 1810 e di Tucuman del 1816.

Dopodiché tornate indietro fino all’intersezione con la Avenida 9 de Julio, dove troverete un altro importante edificio, il Teatro Colón, uno tra i teatri più grandi al Mondo. Il teatro fu chiamato così in onore di Cristoforo Colombo e fu inaugurato con l’Aida di Giuseppe Verdi. Se desiderate assistere ad uno spettacolo, vi consigliamo di prenotare con largo anticipo prima di partire. Lungo la via, prima di raggiungere il teatro. in Plaza de la Republica si staglia un Obelisco in pietra bianco eretto nel 1936. È altro 67 metri ed ricorda il 4° centenario della fondazione della città. Poco lontano si trova il Teatro Nacional Cervantes, uno dei teatri storici della città.

Tornate indietro lungo la Avenida Cordoba, fino a raggiungere le Galerias Pacifico, un edificio in stile francese risalente al 1889. Oggi ospita un grande centro commerciale, mentre all’ultimo piano si trova il Centro Cultural Borges. Potete poi tornare verso Plaza de Mayo seguendo la strada pedonale Calle Florida, per poi tornare lungo la Avenida de Mayo e fermarvi al Cafè Tortoni. È il primo di tutti i cafè di Buenos Aires e il più antico dell’Argentina, inaugurato nel 1858. Vi consigliamo di visitarlo la sera per un motivo ben preciso: potete assistere ad uno spettacolo di tango.

San Telmo

San Telmo è uno dei barrios più belli, secondo noi, di Buenos Aires. Ricco di storia, fascino e personalità, è contornato da edifici coloniali che conservano tutto il fascino dell’epoca, quasi come a fare un salto indietro nel tempo. Qui vivevano le famiglie più ricche della città fino a quando, nel 1871, un’epidemia di febbre gialla si diffuse nella zona. Le famiglie più facoltose di spostarono più a Nord (dove oggi si trova Recoleta) e gli edifici coloniali vennero convertiti in edifici popolari (conventillos) dove vivevano molte famiglie più povere.

Fate in modo di visitare questo quartiere di domenica, quando esplode di colori, profumi e musica grazie al mercato settimanale dell’antiquariato, la Ferìa de San Telmo. Le vie del quartiere e Plaza Dorrego si riempiono di bancarelle, turisti, artisti di strada e persone alla ricerca dell’affare del giorno. È un’occasione per immergersi un po’ nelle tradizioni popolari e per divertirsi tantissimo. Se, come noi, siete amanti dei mercati, vi consigliamo di fare un salto anche al Mercado de San Telmo, costruito nel 1897 dall’architetto italo-argentino Juan Antonio Buschiazzo. Al suo interno conserva ancora la sua struttura originale.

Plaza Dorrego risale al XVIII secolo ed è la più antica di Buenos Aires dopo Plaza de Mayo. Un tempo era il punto di sosta delle carovane che da tutta l’Argentina trasportavano le merci fino a Buenos Aires. Iniziò a cambiare nel XIX secolo, quando vennero costruiti intorno alla piazza diversi edifici coloniali, tuttora ben conservati grazia all’impegno della Comisión del Museo de la Ciudad.

Poco lontano dalla piazza si trova il Museo de Arte Moderno de Buenos Aires (MAMBA), inaugurato nel 1956 e ospitato all’interno di un’antica fabbrica di sigarette. Il museo ospita una collezione di 7.000 opere d’arte realizzare dal 1920 fino ai giorni nostri, di artisti sia argentini sia internazionali. Le esposizioni vanno dall’arte alla fotografia, includendo anche il design industriale. Il museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11.00 alle 19.00 (chiuso il martedì), fino alle 19.30 il sabato e la domenica. Il costo d’ingresso è di 50 ARS (circa € 0,70), gratuito il mercoledì.

Accanto si trova il Museo de Arte Contemporaneo de Buenos Aires (MACBA), di nuova costruzione e tappa imperdibile se amate l’arte contemporanea. Il museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11.00 alle 19.00, fino alle 20.00 il sabato e la domenica. Il costo d’ingresso è di 200 ARS (circa € 2,90).

Altri due musei interessanti del quartiere sono il Museo Penitenziario e il Museo Historico Nacional. Il primo è ospitato in un edificio costruito nel 1760 come convento, trasformato poi in carcere femminile e convertito in museo nel 1980. All’interno potete vedere le celle originali in cui vivevano le detenute. L’ingresso è gratuito ed è aperto giovedì, venerdì e domenica dalle 14.00 alle 18.00. Il secondo si trova nel Parque Lezama ed è dedicato alla rivoluzione argentina del 25 Maggio 1810. L’ingresso è gratuito ed è aperto dal mercoledì alla domenica dalle 11.00 alle 18.00.

Recoleta e Retiro

Recoleta è il quartiere più alla moda della città, dove nel 1870 si trasferirono i porteños in fuga da San Telmo. Il quartiere nacque grazie all’ordine francescano del Conventos de los Recoletos, che vi si stanziò all’inizio del XVIII secolo. I frati al loro arrivo crearono un convento, un cimitero e la Basilica di Nostra Signora del Pilar.

Se la vostra visita capiterà durante il weekend, fate un salto a Plaza Intendente Alvear dove si tiene un famoso mercato dell’artigianato. L’attrazione più famosa del barrio però è il Cementerio de la Recoleta, inaugurato il 17 Novembre 1822, è uno dei cimiteri più belli che abbiamo visitato fino ad ora. Al suo interno ci si può rimanere per ore, camminando lungo i viali fiancheggiati da monumenti e mausolei in marmo. Qui sono seppelliti personaggi illustri della storia argentina, compresa Evita Peron. È aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 17.30 e l’ingresso è gratuito.

Accanto al cimitero si trova la Basilica de Nuestra Señora del Pilar, una chiesa coloniale costruita dai gesuiti nel 1716. Al suo interno è custodito un altare peruviano decorato con motivi in argento proveniente dal Nord del Paese. Dal chiostro si può godere di una bella vista sul cimitero e si può visitare una piccola mostra di cimeli religiosi.

Poco lontano vedrete spiccare una scultura in metallo, la Floralis Generica, alta 20 metri e i cui petali si chiudono di sera. Poco distante si trova il Museo Nacional de Bellas Artes, il più importante museo di belle arti argentino. Al suo interno non mancano anche opere di artisti europei come Picasso, Monet e Van Gogh. L’ingresso è gratuito ed è aperto dal martedì al venerdì dalle 12.30 alle 20.30, sabato e domenica dalle 9.30 alle 20.30.

Buenos Aires: Floralis Generica
Buenos Aires: Floralis Generica

Tornando indietro verso il centro passerete nel quartiere di Retiro. Qui nel XVII secolo sorgeva un monastero che fu poi convertito in retiro (residenza di campagna) del governatore spagnolo Agustin de Robles. Qui sorge Plaza San Martin, che nel corso dei secoli è stata utilizzata come mercato degli schiavi, forte militare e come arena per le corride. Oggi vi si affacciano alcuni edifici pubblici della città e al suo centro sorge la Statua Equestre di José de San Martin. Ai piedi dell’altura su cui si trova la piazza sorge invece il Monumento a los Caidos de Malvinas, dedicato ai giovani caduti durante la Guerra delle Falkland (Guerra de las Malvinas).

Sull’altro lato della piazza si staglia la Torre Monumental, donata nel 1916 alla città dalla comunità britannica e costruita interamente con materiali provenienti dall’Inghilterra. Uno dei palazzi intorno la piazza è il Palacio Paz, in stile francese ex ex residenza del fondatore del giornale La Prensa José C. Paz. All’interno è davvero lussuosa, con stanze in marmo e decorate in oro zecchino e gallerie con pavimenti in legno lavorato. Se siete appassionati di armi, fate un salto anche al Museo de Armas dove troverete ben 3.500 armi di ogni genere. Il museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 19.00, sabato e domenica dalle 14.00 alle 18.00. L’ingresso costa 50 ARS (circa € 0,70).

Buenos Aires: Plaza San Martin
Buenos Aires: Plaza San Martin

Palermo

Palermo è il quartiere preferito dalle famiglie argentine, che durante i weekend ne approfittano per fare due passi o andare in bicicletta. Parque 3 de Febrero un tempo era la residenza privata del dittatore Juan Manuel de Rosas, oggi invece ospita uno zoo, un planetario e diversi giardini.

Poco distante dal Cementerio de la Recoleta si trova il Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires (MALBA). Espone tutta a collezione del milionario Eduardo Costantini, che varia da Berni e Solar a Rivera e Frida Khalo.

Il quartiere più pittoresco e bello è sicuramente Palermo Viejo, con edifici coloniali e tanti bar e negozietti davvero molto carini. Al suo interno si trova Palermo Soho, che prende il nome dai noti ‘SoHo’ di New York e Londra. Prendetevi un po’ di tempo per girarlo in lungo e in largo e lasciatevi travolgere dalla semplicità e vivacità che lo caratterizza. Plaza Serrano è il cuore di questo quartiere. Qui si svolge un bellissimo e coloratissimo mercato dell’artigianato. Un altro posticino carino da visitare se volete trovare un attimo di tranquillità sono i Jardin Japonés, inaugurati nel 1967 e regalati alla città nel 1979 in ricordo del centenario dell’arrivo dei primi migranti giapponesi in Argentina.

Buenos Aires
Buenos Aires

La Boca

La Boca crediamo sia il quartiere più bello, allegro e colorato di tutta Buenos Aires. La sua origine risale al 1536 con l’arrivo di Pedro de Mendoza e deve il suo nome alla sua posizione sulla foce del Riachuelo, dove questo si immette nel Río de la Plata. La Boca venne utilizzato come porto per molti anni e tutti gli immigranti che vi arrivarono nel XIX secolo, soprattutto genovesi in cerca di fortuna, vi si stabilirono. Dopo aver terminato di dipingere le loro barche, gli abitanti del porto utilizzarono la pittura rimasta per pitturare le pareti delle loro case, dando vita così ad un quartiere ricco di colore. La Boca è oggi un quartiere turistico, ma non è uno dei più sicuri. Perciò evitate di andarci di sera e cercate di non dare troppo nell’occhio.

El Caminito è la via più famosa di tutto il quartiere, un tripudio di colori, mercatini e ballerini di tango. Qui, un tempo, fino al 1920 passava la ferrovia. Si tratta di un vero e proprio museo all’aperto ed è una delle zone che, secondo noi, è d’obbligo inserire nella lista di cosa vedere a Buenos Aires. Lungo la via si trova anche il Museo delle Cere, che raccoglie qualche statua qua e la legate ai personaggi che hanno fatto la storia dell’Argentina. È aperto dal lunedì al venerdì dalle 11.00 alle 18.00, sabato e domenica fino alle 19.00.

Poco distante dal Caminito si trova Fundacion Proa, un piccolo museo di arte contemporanea. Se avete tempo a sufficienza e se siete amanti del calcio tanto quanto gli argentini, potete prendere parte ad un tour guidato alla Bombonera, un tempio del calcio oggi tutto pericolante.

Puerto Madero

Puerto Madero si trova lungo il Rio de la Plata ed è perfetto per una passeggiata sul lungofiume. Deve il suo nome a Eduardo Madero il quale nel 1882 ricevette li’incarico dal governo di costruire un nuovo porto. Poco dopo la costruzione del porto però con l’evolversi delle navi e il conseguente aumento anche delle dimensioni, il porto perse importanza e cadde in un profondo oblio. Nel 1989 ebbe inizio la ricostruzione dell’intero quartiere, convertendo vecchi magazzini in loft di lusso, ristoranti e locali alla moda.

Passeggiando lungo il fiume non potete non notare il Puente de la Mujer, un ponte pedonale di 160 metri in grado di ruotare di 90 gradi per consentire il passaggio delle imbarcazioni. Il ponte è un progetto dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava ed è stato costruito per buona parte in Spagna. L’enorme struttura è stata inaugurata nel 2001 e rappresenta una coppia che balla il tango. Ci vuole molta fantasia per immaginarsela perché, a noi, a prima vista è sembrato un grosso ago o, se proprio vogliamo far volare l’immaginazione, un’arpa.

Nei pressi del ponte potete vedere ancorata la Fragata Sarmiento, una nave scuola per i cadetti della Marina Argentina in uso dal 1897 al 1938. Questa nave prende il nome dal fondatore della Escuela Naval Argentina, Domingo Faustino Sarmiento, e ha circumnavigato la Terra per ben 37 volte durante i suoi anni di servizio. Se volete fare una salto indietro nel tempo vi consigliamo di visitarla. È aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 e l’ingresso costa 10 ARS (circa € 0,15).

Se siete amanti delle vecchie barche, poco lontano potete visitare la Corbeta Uruguay, una corvetta dell’Armada Argentina entrata in servizio nel 1874 e oggi adibita a museo. Tra il 1877 e il 1880 è stata utilizzata come nave da addestramento della Marina argentina. Partecipò in seguito a diverse battaglie, spedizioni, rilevamenti lungo le coste argentine e rifornimenti per le basi in Antartide. La sua impresa più famosa risale tra il 1901 e il 1903 quando, sotto il comando di Julian Irizar, partecipò al recupero della spedizione svedese capitanata da Otto Nordenskjold dispersa in Antartide. È aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 e l’ingresso costa 10 ARS (circa € 0,15).

Se avete tempo e voglia di un po’ di pace e tranquillità per staccare dal caos di Buenos Aires, potete visitare la Reserva Ecologica Costanera Sur. Sembrerà impossibile, ma nel bel mezzo della metropoli, sulle rive del fiume, si trova questo angolo verde di oltre 350 ettari e casa di 300 specie di uccelli. Potete percorrere il sentiero di 8 chilometri sia a piedi sia in bicicletta, noleggiandola direttamente all’interno della riserva (ingresso nord e ingresso sud). L’ingresso è gratuito ed è aperta dal martedì alla domenica dalle 8.00 alle 19.00 (da Aprile a Ottobre chiude alle 18.00).

Se non vi siete ancora stancati di visitare musei, in questo quartiere si trova il Faena Art Center, il più bel museo di arte contemporanea di Buenos Aires.

Buenos Aires: Puerto Madero
Buenos Aires: Puerto Madero

Come arrivare a Buenos Aires

Buenos Aires ha due aeroporti, uno in città e uno fuori città, e il modo migliore per raggiungere la capitale argentina è senza dubbio l’aereo. Potete raggiungere Buenos Aires con dei voli diretti da Roma e da Milano operati da Alitalia, Air Europa e Aerolíneas Argentinas. Il prezzo medio di un volo, non in alta stagione e prenotato con largo anticipo, si aggira intorno a € 600,00/700,00.

La maggior parte dei voli internazionali atterra all’Aeropuerto Internazionale Ministro Pistarini (EZE), anche conosciuto come Aeroporto Internazionale di Ezeiza, l’aeroporto più importante dell’Argentina. Si trova a 35 chilometri da Buenos Aires, raggiungibile in circa 40/45 minuti a seconda del traffico. Ha sostanzialmente 3 terminal: A (utilizzato dalle compagnie internazionali), B (utilizzato dalla compagnia di bandiera Aerolineas Argentina) e il nuovo C (utilizzato sia per voli nazionali sia per voli internazionali).

L’Aeroparque Jorge Newbery (AEP) ospita invece i voli domestici verso il resto dell’Argentina e i voli internazionali per l’Uruguay, il Brasile, il Cile e il Paraguay. Si trova a circa 2 chilometri dal centro di Buenos Aires ed ha un solo terminal. È raggiungibile dal centro città in circa 20 minuti per pochi pesos.

Se siete in viaggio in altre zone dell’Argentina o del Sud America invece potete raggiungere Buenos Aires, oltre che con un volo interno, anche in:

  • Autobus, effettuano collegamenti (vicini e lontani) verso le maggiori città argentine. Alcune tratte possono però essere davvero molto lunghe. Per i viaggi a lungo raggio si possono trovare autobus cama o semicama, ovvero letto o semiletto, e sono davvero molto comodi. Potete consultare le tariffe e gli orari e prenotare sul comparatore Plataforma10, oppure prenotare poi sul sito diretto della compagnia.
  • Treno, se partite da città non troppo lontane da Buenos Aires. Potete trovate informazioni su orari, prezzi e tratte su questo sito.
  • Nave, come ad esempio dall’Uruguay lungo il Rio de la Plata, da Montevideo e da Colonia del Sacramento.
Buenos Aires
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Come spostarsi

Buenos Aires è una città davvero enorme e per raggiungere alcuni luoghi inevitabilmente avrete bisogno dei mezzi di trasporto pubblici. Anche se il vostro alloggio è in pieno centro, come abbiamo scelto noi, oltre a camminare davvero tanto, preparatevi a salire e scendere da autobus, metro e taxi praticamente di continuo.

La metro di Buenos Aires, conosciuta come Subte, fu inaugurata nel 1913 ed è il primo sistema di trasporto sotterraneo costruito nell’America latina e in tutto l’emisfero australe. Purtroppo però, nonostante le 6 linee e le 83 stazioni, la rete della metropolitana non copre tutte le zone interessanti a livello turistico.

  • Linea A (azzurra). È la prima linea della metropolitana di Buenos Aires ad essere stata aperta al pubblico il 1 Dicembre 1913. La sua tratta va da Plaza de Mayo a San Pedrito, percorrendo tutta l’Avenida de Mayo e parte della Avenida Rivadavia.
  • Linea B (rossa). È la linea più utilizzata di Buenos Aires. La sua tratta va da Leandro N. Alem a Juan Manuel de Rosas.
  • Linea C (blu). È la terza linea ad essere stata aperta. La sua tratta va da Retiro a Constitución.
  • Linea D (verde). La sua tratta va da Catedral a Congreso de Tucumán.
  • Linea E (viola). La sua tratta va da Retiro, passando attraverso il quartiere Microcentro, fino a Plaza de los Virrejes. Qui si trova l’intercambio con la Linea P.
  • Linea H (gialla). È la più nuova e la sua tratta va da Facultad de Derecho a Hospitales.

Sul sito di Buenos Aires potete trovare una mappa interattiva che vi aiuterà ad organizzare al meglio i vostri spostamenti. I treni hanno una frequenza di 3-10 minuti, che variano a seconda della linea. La metropolitana è operativa dalle 5.30 alle 23.30 dal lunedì al venerdì, dalle 6.00 alle 24.00 il sabato e dalle 8.00 alle 22.30 la domenica e nei giorni festivi. Il biglietto ordinario della metro ha un costo di 16,50ARS (circa € 0,25)​.

Mappa della metro di Buenos Aires
Mappa della metro di Buenos Aires (clicca per ingrandire)

Buenos Aires dispone anche di una linea metropolitana leggera (Premetro), chiamata Linea P (arancione). Venne inaugurata del 1986 e aggiunge altre 18 stazioni al sistema metropolitano di Buenos Aires.

In alternativa alla metro, Buenos Aires offre una vasta ed efficiente rete di autobus che collega buona parte della città. Sono operativi tutto l’anno per 24 ore su 24. Basterà comunicare al conducente la vostra destinazione in modo che vi calcoli la giusta tariffa da pagare. Il prezzo del biglietto varia a seconda del tragitto. Il percorso più corto è di 3 chilometri e la tariffa è di 18 ARS (circa € 0,25). Per un percorso compreso tra i 3 e i 6 chilometri la tariffa sale a 20 ARS (circa € 0,30). La frequenza degli autobus varia dai 2 ai 40 minuti a seconda della linea. Esiste anche una rete di Metrobus, che altro non sono che autobus che viaggiano su corsie dedicate in modo da evitare il traffico ed offrire un servizio più rapido.

Un altro buon modo per girare in città sono i taxi ufficiali, quelli gialli e neri e che riportano la scritta Radio Taxi. A Buenos Aires sono davvero molti e vi basterà un cenno a bordo strada per fermarne uno. Sono abbastanza economici e quelli ufficiali hanno tutti il tassametro che accendono appena salite in auto. La tariffa di partenza è di 38,50 ARS (circa € 0,55), alla quale vanno aggiunti 3,85 ARS (circa € 0,06) ogni 200 metri e 3,30 ARS (circa € 0,05) per ogni minuto di attesa. Di notte le tariffe aumentano del 20%.

Se invece avete poco tempo potete optare per un giro sull’autobus turistico, che effettua 24 fermate nei quartieri e nei luoghi più importanti di Buenos Aires. Potete salire e scendere ogni volta che lo desiderate e ha una frequenza di 15/20 minuti. Il costo è di 1.700 ARS (circa € 24,90) per il biglietto valido 24 ore e di 2.200 ARS (circa € 32,30) per il biglietto valido 48 ore. Potete acquistare i biglietti in anticipo cliccando qui.

Se volete fare qualche escursione fuori città, vi segnaliamo anche i treni, che partono principalmente dalle stazioni Retiro, Avenida Naciones Unidas, Constitución e Libertador.

Per utilizzare i mezzi di trasporto pubblico di Buenos Aires bisogna acquistare una carta di viaggio SUBE (Sistema Único de Boleto Electrónico) ricaricabile e caricarla. Basterà appoggiarla ai tornelli d’accesso della metro oppure ai lettori posizionati sugli altri mezzi di trasporto. Potete acquistare la tessere nelle stazioni delle metro o nei Centri Sube e per acquistarla basterà compilare il modulo e presentare il vostro passaporto. Ha un costo iniziale di 90 ARS (circa € 1,30) e potete ricaricarla agli sportelli della metro, in posta, nei centri commerciali e in tanti altri luoghi.

Buenos Aires
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Transfer dall’Aeroporto di Ezeiza all’Aeroparque Jorge Newbery

Se, come noi, avete avuto la brillantissima idea di prenotare un volo interno in partenza dall’Aeroparque poco dopo l’arrivo all’Aeroporto di Ezeiza, molto probabilmente vi starete chiedendo se i due aeroporti sono collegati tra loro e qual è il modo migliore per spostarsi da uno all’altro.

Prima di rispondere alla vostra domanda però vogliamo darvi due consigli se ancora non avete premuto il tasto prenota. Evitate di prenotare due voli a distanza ravvicinata, ma calcolate almeno 5 ore dal momento in cui il vostro volo internazionale atterrerà all’Aeroporto di Ezeiza al momento in cui il volo partirà dall’Aeroparque. I controlli immigrazione a Buenos Aires possono essere davvero molto lunghi e possono farvi perdere anche 1 o 2 ore, soprattutto in periodi di alta stagione. Inoltre se il transfer avviene in orari di punta, i 45 minuti che servono per raggiungere l’Aeroparque possono tranquillamente trasformarsi in 1 o 2 ore.

Fatte queste premesse, possiamo dirvi che avete diverse possibilità per spostarvi da un aeroporto all’altro. Aerolineas Argentinas offre il trasferimento gratuito dall’Aeroporto di Ezeiza all’Aeroparque Jorge Newbery o viceversa quando si dispone di un volo di collegamento in arrivo e in partenza da questi aeroporti. Non è disponibile nel caso in cui abbiate prenotato un volo internazionale con un vettore diverso da AA. Per usufruire del servizio navetta dovrete stampare il voucher a partire dalle 48 ore prima della partenza del volo, inserendo il cognome ed il codice di prenotazione di 6 lettere per ogni persona. Se non si è in possesso del voucher, l’azienda che presta il servizio potrebbe richiedere il pagamento della tariffa piena.

Se invece volete dormire sonni tranquilli e avete poco tempo a disposizione vi consigliamo di prenotare in anticipo un transfer privato che vi preleverà all’orario desiderato. È l’opzione più costosa, ma è la più sicura e veloce. Potete prenotare il transfer tra i due aeroporti direttamente a questo link selezionando ‘altri transfer’.

Buenos Aires
Buenos Aires

Trasfer dall’Aeroporto di Ezeiza a Buenos Aires

Il mezzo più economico per raggiungere Buenos Aires è l’autobus, ma è anche il mezzo più scomodo e quello che ci impiega più tempo. L’autobus numero 8 vi porterà direttamente in Plaza de Mayo o a Congress in circa 1,5 o 2 ore al costo di € 0,60. In alternativa potete optare per un minibus che effettua diverse fermate e vi porterà direttamente in centro città in circa 50 minuti. Partono ogni mezz’ora e il prezzo è di 1.900 ARS (circa € 27,90).

Se siete almeno in due vi consigliamo di prendere il taxi, prenotabile agli sportelli ufficiali presenti all’interno dell’aeroporto (vicino all’uscita). La corsa ha un costo di circa 800/900 ARS (circa € 11,70/13,20) e impiega 40/45 minuti. Diffidate dalle tante persone che vi fermeranno offrendovi servizi di taxi o auto privata e andate dritti agli sportelli ufficiali.

Può essere conveniente anche un remis, un’auto privata con la licenza di taxi, se lo prenotate in anticipo. I costi partono dai 1.500 ARS (circa € 22,00), ma siete sicuri di avere un passaggio sicuro all’orario che volete. Vi consigliamo questa opzione per il ritorno se volete godervi la città fino all’ultimo minuto prima di tornare a casa.

Se avete poco tempo e se viaggiate in alta stagione, vi consigliamo di prenotare i vostri transfer in anticipo. Noi abbiamo provato il servizio di Civitatis e ci siamo trovati benissimo. Potete prenotare il transfer dall’Aeroporto di Ezeiza a Buenos Aires e viceversa e il transfer tra i due aeroporti direttamente sul loro sito a questo link.

Buenos Aires: La Boca
Buenos Aires: La Boca

Dove dormire a Buenos Aires

Il posto migliore dove dormire a Buenos Aires è il microcentro, meglio ancora se sulla Avenida de Mayo. Qui troverete la maggior parte dei luoghi da visitare e la via è ricca di ristoranti, bar e locali. Noi abbiamo optato per questa opzione e ci siamo trovati benissimo. La scelta di alloggi a Buenos Aires è davvero molto vasta e per tutte le tasche, perciò non faticherete a trovare l’hotel che fa al caso vostro.

Noi abbiamo soggiornato al La Fresque Hotel (Avenida de Mayo, 984), un hotel ospitato in un edificio storico risalente all’inizio del ‘900. La storia dell’hotel si basa sulla costruzione di Avenida de Mayo nel 1894, un lavoro che trasformò radicalmente l’aspetto del villaggio. Un lavoro che portò alla costruzione di 13 blocchi in soli 16 anni e ad un cambio sostanziale nell’architettura di Buenos Aires.

L’hotel offre 3 tipi di camere differenti: la executive, la studio e la suite. Noi abbiamo soggiornato in una studio, una camera costruita interamente in legno con un ampio soppalco dove si trova il letto. Le camere sono dotate di tutti i comfort, sono molto spaziose e ben arredate, mantenendo perfettamente lo stile antico e originale del palazzo. Il wi-fi è presente in tutte le camere e la colazione a buffet è inclusa nel prezzo. I ragazzi della reception sono disponibili 24 ore su 24 e sono sempre ben felici di darvi tutte le indicazioni necessarie per organizzare la vostra visita della città.

Buenos Aires
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Dove mangiare a Buenos Aires

Buenos Aires è ricca di ristoranti di ogni genere e trovare dei posticini carini e alla mano dove mangiare non è affatto difficile. Gli argentini, come noi italiani, amano il cibo e trovare locali con la classica parilla (griglia) dove poter assaporare la buonissima carne argentina è facilissimo. Tra le zone più carine dove pranzare o cenare ci sono i barrios di Puerto Madero e Palermo.

Tra i piatti che vi consigliamo di non perdere ci sono:

  • Asado, uno dei piatti tipici argentini. Si tratta di un piatto a base di carne cotta alla brace per diverse ore, tagliata seguendo il taglio reale da brodo.
  • Parilla, il piatto più diffuso a Buenos Aires e anche in Argentina. Si tratta di una grigliata mista di carne, tagliata in diversi modi.
  • Chimichirri. Si tratta di una salsa verde che viene servita insieme alla carne alla griglia. È preparata con prezzemolo tritato, olio, peperoncino e aglio.
  • Empanadas, per un pranzo veloce. Si tratta di una specie di ravioli a forma di mezzaluna ripieni di carne trita, pesce o formaggio. Potete trovarli anche in diverse varianti.

Uno tra i migliori ristoranti di carne di Buenos Aires che ci è stato consigliato, e noi non possiamo far altro che confermarlo, è il Ristorante Miranda, nel cuore del quartiere Palermo. I prezzi sono ragionevoli e la carne è davvero ottima. Un altro ottimo ristorante sempre in questa zona è La Cabrera, il migliore per la parilla. È un po’ caro, ma ne vale la pena.

Se cercate qualcosa di più alla mano, a Puerto Madero potete approfittare di un bel tenedor libre, l’all you can eat argentino, al Siga la Vaca. Prezzi buoni e buona qualità. Un altro locale buono ed economico è il Brasas Argentina, un ristorante a buffet che serve piatti sia di carne che di pesce.

Buenos Aires: La Boca
Buenos Aires: La Boca

Curiosità su Buenos Aires

☀ Durante gli scavi della stazione metropolitana di Leandro N. Alem, furono ritrovati i resti di un elefante americano risalente al Quaternario. I resti furono inviati al Museo de Ciencias Naturales de La Plata, dove tuttora è possibile osservarli. Qualche anno dopo, durante la costruzione del prolungamento in direzione de Los Incas, venne ritrovato un fossile di Glyptodon, che attualmente è in mostra presso la stazione Tronador.

☀ La Avenida 9 de Julio, inaugurata nel 1937, è davvero impressionate. Si tratta della strada più larga di Buenos Aires, ma anche del Mondo. Per la sua costruzione sono stati demoliti ben 5 isolati nel centro città.

☀ Buenos Aires è la città con il numero più alto al Mondo di librerie per abitante. Sembra che in città ci siano ben 743 librerie, ossia 25 librerie ogni quasi 100.000 abitanti. Una tra le più belle è senza dubbio El Ateneo, ricavata da un vecchio teatro in disuso. La letteratura a Buenos Aires viene presa seriamente e infatti una volta all’anno, in diverse zone della città, si tiene la Noche de Las Liberias. Durante questo evento le librerie della città rimangono aperte fino a tarda notte e offrono ai visitatori sconti, letture e serate a tema.

☀ Originariamente Buenos Aires si chiamava Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires, e pare che sia stato dedicato al Santuario di Nostra Signora di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Sembrerebbe, secondo dicerie locali, che i primi marinai a raggiungere la costa argentina dove poi venne fondata la città, furono dei marinai sardi devoti alla Madonna di Bonaria di Cagliari.

☀ Anche l’occhio vuole la sua parte e sembra che Buenos Aires si sia sviluppata seguendo regole ben precise. La capitale argentina si estende come una specie di scacchiera regolare formata da diversi cuadras, delimitati da incroci (uno all’inizio e uno alla fine). Ogni cuadra misura 129 metri.

☀ A Buenos Aires, ma anche a Montevideo, il tango e i tangueros hanno sviluppato negli anni una propria lingua, o meglio uno slang argentino, chiamato lunfardo. Questo slang viene utilizzato soprattutto a La Boca e nelle canzoni del tango. Il lunfardo ha origini nelle carceri, dove i prigionieri lo inventarono per non farsi capire dalle guardie.

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