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Cosa vedere a Bosa: il pittoresco borgo colorato della Sardegna

Durante la nostra breve fuga in Sardegna in compagnia dei ragazzi di Blueberry Travel e Gaveena, ne abbiamo approfittato per gironzolare un po’ qua e là nei dintorni di Alghero. Tra i tanti posti che abbiamo visitato, spicca un piccolo borgo variopinto che ancora in pochi forse conoscono. Stiamo parlando di Bosa, un pittoresco borgo colorato che sorge sulle rive del fiume Temo, l’unico fiume navigabile della Sardegna.

Bosa, con il suo colorato quartiere medievale di Sa Costa, spicca come un arcobaleno immerso in un magnifico contesto naturale punteggiato da colline rocciose, campagne verdeggianti, il fiume da una parte e il mare dall’altra. Non a caso, Bosa è uno tra i Borghi più Belli d’Italia. Prendetevi almeno mezza giornata per visitare Bosa e i suoi dintorni, o una giornata intera se volete poi rilassarvi al mare, a Bosa Marina.

Bosa: cosa vedere nel pittoresco borgo colorato della Sardegna

Ponte Vecchio di Bosa e quartiere di Sa Costa
Ponte Vecchio di Bosa e quartiere di Sa Costa

Un po’ di storia!

Una leggenda vuole che Bosa sia stata fondata da Calmedia, una donna legata al mitologico Re Sardus Pater, rimasta ammaliata dalla Valle del Temo. In realtà il colorato borgo sardo vanta origini molto antiche, raccontateci da numerosi resti archeologici di epoca preistorica e protostorica giunti fino ai giorni nostri. Tra questi ci sono diverse grotticelle funerarie e le domus de janas, strutture sepolcrali preistoriche scavate nella roccia, tipiche della Sardegna prenuragica.

Poco si sa invece dell’epoca nuragica, fatta eccezione di due nuraghi rinvenuti vicino a Monte Furru e D’Abba Druche, e della permanenza dei Fenici e dei Punici. Bosa iniziò a fiorire durante l’epoca dei Romani, che la costruirono lungo la Tibula Sulcos, dove oggi sorge la Chiesa di San Pietro. Grazie alla presenza del porto, divenne ben presto una città ricca e ben sviluppata.

Panoramica di Bosa e del Castello di Malaspina
Panoramica di Bosa e del Castello di Malaspina

Durante il Medioevo Bosa divenne capoluogo della Curatoria di Planargia e, successivamente, sede vescovile. Prima dell’anno 1000, vide il completamento della cattedrale dedicata a San Pietro. Il secolo successivo, nel 1112, i Malaspina costruirono il Castello sul colle di Serravalle, segnando l’inizio del graduale spostamento della popolazione ai piedi della fortezza, abbandonando definitivamente la zona di Calameda.

Nel corso dei secoli successivi Bosa passò di mano in mano, prima agli arborensi, poi agli aragonesi, fino a quando nel 1468 il castellano di Bosa, Giovanni di Villamarí, la ottenne in feudo perpetuo. Da allora i privilegi commerciali aumentarono e il borgo divenne ricco e prospero, tanto che Ferdinando il Cattolico il 30 settembre 1499 la nominò città imperiale.

Nel 1528 iniziò un lento declino, causato dallo sbarramento della foce del Temo per contrastare gli sbarchi dei francesi comandati da Andrea Doria. A rincarare la dose ci si misero le epidemie di peste e i violenti incendi all’inizio del ‘600, rendendo Bosa un borgo povero e ormai spopolato. Solamente nel corso del ‘700 la situazione iniziò a migliorare, quando la città, passata prima agli Asburgo d’Austria e poi ai Savoia, tornò a prosperare. Nel corso dell’800 tornò a popolarsi e si svilupparono diverse attività artigianali, tra cui la concia delle pelli, continuando a svilupparsi anche nel corso del ‘900.

Quartiere di Sa Costa a Bosa
Quartiere di Sa Costa a Bosa

Cosa vedere a Bosa

Arrivando da Alghero, costeggerete il lato destro del fiume, che offre una bella vista sulle barche dei pescatori e sulla sponda sinistra del fiume. Percorrete tutta la strada, fino a raggiungere il Ponte Vecchio di Bosa, un bellissimo ponte in pietra risalente al 1871. Venne costruito sul fiume Temo per permettere il collegamento tra il centro di Bosa e la parte Sud della città. Il Ponte Vecchio di Bosa è talmente bello ed interessante da essere stato inserito da Skyscanner tra i 30 ponti più belli d’Italia, insieme a nomi noti come i ponti di Rialto e dei Sospiri a Venezia, il ponte Vecchio a Firenze, il ponte di Pietra di Verona, i ponti Milvio e Sant’Angelo a Roma, e tanti altri.

Ponte Vecchio di Bosa
Ponte Vecchio di Bosa

Oltrepassato il ponte, troverete uno dei punti panoramici più belli da cui ammirare e fotografare il colorato borgo di Bosa da vicino. Altri punti panoramici li troverete lungo la Via Belvedere, da dove si possono ammirare il borgo, il fiume e le concerie, e lungo la strada che collega Macomer a Cuglieri.

Vicino al Ponte Vecchio, al di fuori dell’antica cinta muraria, si trova la Chiesa di Sant’Antonio, risalente al XVI secolo. Si ritiene che sia appartenuta ai monaci camaldolesi e che sia stata successivamente gestita dai carmelitani fino al 1606.

Panoramica di Bosa sull'altro lato del fiume
Panoramica di Bosa sull’altro lato del fiume

Trovandovi a questo punto sulla sponda sinistra del fiume, vi consigliamo di visitare le Antiche Concerie, chiamate in sardo San Conzas, uno dei luoghi più importanti di Bosa. Dichiarate monumento nazionale nel 1989, rappresentano un importante esempio di architettura industriale della Sardegna. Risalenti all’Ottocento, vennero costruite sulle rive del fiume per garantire l’approvvigionamento d’acqua necessario alla lavorazione delle pelli, e lontano dal centro abitato per evitare il diffondersi di cattivi odori in paese.

Al loro interno ospitavano le vasche di immersione per le pelli al piano terra e le stanze per la rifinitura al primo piano. I prodotti realizzati in queste concerie venivano poi esportati ed apprezzati non solo in tutta Italia, ma anche in Europa. Dopo più di un secolo di attività, l’ultima conceria venne chiusa nel 1962, ed oggi, in uno degli edifici, è stato allestito il Museo delle Conce. Al suo interno potete osservare come avveniva il processo della lavorazione delle pelli, fotografie, vecchi macchinari, vecchi oggetti degli operai e conoscere qualcosa in più su questo antico mestiere sardo, che alcuni fanno risalire addirittura ai romani.

Il museo è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 e il biglietto d’ingresso costa € 3,50.

Antiche Concerie di Bosa
Antiche Concerie di Bosa

Terminata la visita, vi consigliamo di dirigervi subito verso la Cattedrale di San Pietro, una delle più antiche chiese romaniche della Sardegna, situata in località Calameda. La cattedrale è stata costruita tra il 1062 e il 1073 nei pressi dell’antica necropoli di Bosa Vetus, l’antica città fondata dai romani.

I primi documenti della chiesa risalgono ad un’iscrizione del 1073 del vescovo Costantino de Castra. In età giudicale la chiesa fu sede della Diocesi di Bosa, fino a quando, in seguito alla fondazione del vicino villaggio medievale (l’attuale Bosa), venne spostata nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione.

Interessante l’arcata sopra al portale, il cui architrave è scolpito con archetti che ospitano la Madonna col Bambino (al centro), l’imperatore Costantino il Grande (a sinistra), e i santi Pietro e Paolo (ai lati).

Bosa: Cattedrale di San Pietro
Bosa: Cattedrale di San Pietro

Tornate poi verso Bosa e perdetevi tra le bellissime stradine lastricate dell’antico quartiere medievale di Sa Costa. Qui potete spostarvi solo a piedi, il modo migliore per districarsi tra vicoli, porticati, piazzette e ripide scalinate. Passeggiate lungo la colorata via principale di Bosa, Corso Vittorio Emanuele II, dove troverete la maggior parte dei bar, ristoranti e negozi.

In Piazza Costituzione, precedentemente intitolata a Umberto I, troverete Sa Funtana Manna, una fontana monumentale marmorea. La piazza è circondata inoltre dai palazzi signorili Delitala e Don Carlo.

Visitate la bellissima e settecentesca Cattedrale dell’Immacolata Concezione, il Duomo di Bosa, con le sue cupole ricoperte da maioliche colorate e il campanile in arenaria rossa. La prima documentazione sulla chiesa di Santa Maria, nome precedente della chiesa, è del 1388. Più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, deve il suo attuale aspetto ai lavori di rifacimento iniziati nel 1803 e terminati nel 1810.

Poco distante, lungo il Corso Vittorio Emanuele II, si trova la Chiesa di Nostra Signora del Rosario, nota anche come Chiesa del Rosario, rimaneggiata nel XIX secolo. L’attuale edificio religioso sorge su una chiesa più antica, di cui ad oggi resta solamente il portale.

Altre chiese carine da visitare, se avete tempo, sono la Chiesa di San Giovanni Battista e la Chiesa di Santa Maria degli Angeli con l’annesso Convento dei Cappuccini.

Bosa: Cattedrale dell'Immacolata Consezione
Bosa: Cattedrale dell’Immacolata Consezione

Raggiungete infine la cima del colle di Serravalle, dove sorge il Castello di Serravalle (o Malaspina), edificato nel 1112 dalla famiglia toscana dei Malaspina. L’edificazione del castello segnò l’inizio del trasferimento del paese dalla zona bassa lungo il fiume Temo, poco difendibile dagli attacchi nemici, alla zona sottostante il castello protetta dalle mura.

Il castello fu realizzato in più fasi. Nel XII secolo vennero erette una torre e parte delle mura a nord. Nel XIV secolo venne costruita la Torre Maestra, un tempo di tre piani, in pietra chiara. Qui probabilmente vivevano il comandante della guarnigione di difesa del castello e i suoi uomini più fidati. Successivamente vennero costruite la cinta muraria che percorre tutto il colle e sette torri quadrate. Sotto gli aragonesi, intorno al 1330, si aggiunse una torre pentagonale in trachite grigia e rossa.

Come ogni castello che si rispetti, anche il Castello di Bosa ha la sua leggenda. Secondo la leggenda, il marchese, gelosissimo della moglie, fece costruire un passaggio sotterraneo che collegava il castello alla cattedrale, così che sua moglie potesse recarvisi senza essere vista da altri uomini. Un giorno, preso da un momento di follia, il marchese tagliò le dita della consorte, avvolgendole poi in un fazzoletto. Qualche ora più tardi, durante una festa, il marchese ebbe bisogno del fazzoletto e lo tirò fuori davanti a famigliari e amici. Le dita caddero a terra, tutti rimasero senza parole e il marchese venne imprigionato. Secondo la tradizione, le dita della marchesa sono rimaste li, pietrificate nel pressi del castello.

All’interno del castello, in Piazza delle Armi, sorge la Chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos con la sua Cappella Palatina, impreziosita al suo interno da un meraviglioso ciclo di affreschi realizzati tra il XIV e il XV secolo.

Bosa: Castello di Serravalle (o Malaspina) e il quartiere di Sa Costa
Bosa: Castello di Serravalle (o Malaspina) e il quartiere di Sa Costa

Cosa fare a Bosa

La prima cosa che noterete arrivando a Bosa è sicuramente il fiume Temo, l’unico fiume navigabile della Sardegna per circa 6 chilometri, dalla sua foce alla Chiesa di San Pietro. Risalire il fiume a bordo di una barca d’epoca è un’interessante esperienza che in Sardegna si può fare solo a Bosa. La navigazione lungo il fiume Temo permette di ammirare le Antiche Concerie che caratterizzano l’aspetto della riva sinistra, mentre sulla riva destra spicca il bellissimo quartiere medievale colorato di Sa Costa con i suoi palazzi ottocenteschi, dominato dal Castello Malaspina.

Un’altra esperienza carina da fare è un’escursione in SUP, per gli amanti del genere, lungo il fiume fino a raggiungere il mare. Nella zona è possibile prendere parte anche a voli in parapendio, uscite a cavallo oppure in bicicletta, canottaggio, windsurf e immersioni.

Bosa: Panoramica del Fiume Temo
Bosa: Panoramica del Fiume Temo

Se siete amanti del trekking e del birdwatching, i luoghi migliori da visitare sono il parco biomarino di capo Marrargiu e la riserva naturale di Badde Aggiosu e Monte Mannu.

Se invece siete amanti del relax al mare, allora non dovete perdervi un giro tra le spiagge deserte e incontaminate lungo la costa nei dintorni di Bosa. A circa 2 chilometri dal borgo si trova Bosa Marina con la sua grande spiaggia premiata da Legambiente con ben 5 vele nel 2016, il piccolo porticciolo e qualche negozietto. A fare da cornice alla spiaggia c’è la torre difensiva di Isola Rossa, costruita nel ‘500. Lungo la strada panoramica che va verso Alghero, a circa 3 chilometri da Bosa, si trova la spiaggia di S’Abba Druche. Qui troverete calette con spiagge di sabbia finissima, mare cristallino e una natura incontaminata come sfondo. Altre spiagge degne di nota sono quelle di Cala Managu, Turas, Cumpoltittu e Capo Marrargiu.

Birdwatching a Bosa
Birdwatching a Bosa

Come arrivare a Bosa

Bosa si trova sulla costa ovest della Sardegna, a sud di Alghero da cui dista circa 45 chilometri. Se viaggiate in aereo potete atterrare all’Aeroporto di Alghero – Fertilia e da qui noleggiare un’auto come abbiamo fatto noi. Ci impiegherete circa 1 ora per raggiungere il borgo. Dovete seguire prima la SP105 e successivamente la SP49 fino a Bosa. Questa strada è molto piacevole da percorrere, si snoda lungo la costa e regale dei bellissimi panorami. L’altro aeroporto più vicino è quello di Olbia Costa Smeralda, che dista circa 140 chilometri da Bosa (circa 2 ore d’auto).

Se viaggiate in nave, il porto più vicino a Bosa è quello di Porto Torres. Da qui vi consigliamo di noleggiare un’auto per raggiungere il borgo. Ci impiegherete circa un’ora e mezza.

Da Alghero e Porto Torres potete raggiungere Bosa anche in autobus, rispettivamente con la ARST e la Digitur.

Bosa: Panoramica del quartiere di Sa Costa
Bosa: Panoramica del quartiere di Sa Costa

Festività ed eventi: il Carnevale di Bosa

In tutta la Sardegna il Carnevale è una festa molto sentita ed è un’occasione per far rivivere le antiche tradizioni. A Bosa il Carrasegare Osincu, uno dei carnevali più caratteristici e affollati della Sardegna, è un momento di festa a cui partecipano gli abitanti locali e non. Si tiene ogni anno durante la seconda metà di febbraio, mentre il martedì grasso sfilano le attittadoras, le maschere tradizionali del Carnevale di Bosa. Queste maschere sono vestite di nero come le anziane in lutto e sfilano già dalla mattina presto piangendo la morte di Giolzi, il Re Carnevale. Insceneggiando il s’attittidu, il lamento funebre, girano per il paese chiedendo un goccio di latte per sfamare il bambino che sta morendo, ovvero il Carnevale ormai giunto alla fine.

Giunta sera, le attittadoras lasciano il posto a nuove figure vestite di bianco che girano per il paese con delle lanterne, invocando Giolzi, il Re Carnevale. Il tutto si conclude bruciando i pupazzi di Carnevale in piazza.

Strada panoramica per arrivare a Bosa
Strada panoramica per arrivare a Bosa

Altre feste di Bosa sono:

  • Bosa Wine Festival al quale partecipano una quarantina di cantine regionali, nazionali ed europee. Questo evento non è solo una vetrina di grandi vini, ma è l’occasione per promuovere e valorizzare il centro storico di Bosa e le sue tradizioni.
  • Settimana Santa: durante la settimana che precede la Pasqua, si celebrano i riti che rievocano la Passione e la morte di Gesù, fino alla sua Resurrezione. Il Martedì Santo si svolge la “processione dei Misteri” durante la quale dalla chiesa di Santa Croce parte la processione con cinque grandi statue raffiguranti Gesù nell’orto, la flagellazione, la coronazione di spine, il viaggio di Cristo verso il Calvario e la Vergine Addolorata.
  • Nostra Signora di Sos Regnos Altos: solitamente si svolge il secondo fine settimana di settembre. Questo evento rievoca il voto fatto dagli abitanti di Bosa, intorno al ‘500, per scampare ad un’epidemia di peste. La processione con il simulacro della Madonna s’inerpica dallo storico corso fino alle pendici del Castello, passando per il quartiere Medievale. Per l’occasione, in segno di devozione, si allestiscono gli altarittos, piccoli altari ornati con pregiati ricami e fiori.
Strada panoramica per arrivare a Bosa
Strada panoramica per arrivare a Bosa

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