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Curiosità sui Pinguini: Cosa sapere sul Re dell’Antartide (ma non solo)

Carini e coccolosi, spesso buffi ed impacciati, i pinguini sono il simbolo indiscusso dell’Antartide, ma non solo. Riuscire ad ammirarli nel loro ambiente naturale era il nostro più grande sogno e, quando si è realizzato, è stata una delle esperienze più belle della nostra vita. Adesso come obiettivo abbiamo quello di vedere tutte le specie di pinguino esistenti al Mondo! Dopo anni di spedizioni in Antartide, studio e ricerca sul campo, abbiamo pensato di raccontarvi qualche curiosità sui pinguini che abbiamo imparato, per farvi conoscere meglio queste splendide creature che tanto amiamo.

I pinguini non sono solo buffi animali che inciampano sul ghiaccio, ma sono uno dei capolavori migliori che la Natura potesse creare. Nuotatori provetti travestiti da maggiordomi, questi straordinari animali hanno barattato il cielo per l’oceano, trasformando le ali in pinne e le ossa in zavorre in un viaggio evolutivo lungo ben 60 milioni di anni. Dalle specie giganti che dominavano le coste preistoriche ai piccoli nuotatori blu della Nuova Zelanda, ogni dettaglio del loro corpo racconta una storia di adattamento straordinario.

Purtroppo i pinguini, insieme all’orso polare, sono diventati anche il simbolo delle campagne sul riscaldamento globale. Purtroppo, sono sempre più frequenti le informazioni di intere colonie che falliscono annualmente il ciclo riproduttivo per la mancanza di ghiaccio marino. O che non riescono a procurarsi il cibo per nutrire i cuccioli a causa della pesca intensiva di krill. Il 25 Aprile si festeggia la Giornata Mondiale del Pinguino, che ogni anno ricorda quanto sia importante proteggerli.

Curiosità sui Pinguini: Tutto quello che devi sapere!

Curiosità sui Pinguini: Lo splendido Pinguino Imperatore
Curiosità sui Pinguini: Lo splendido Pinguino Imperatore

L’origine del nome Pinguino: Un’identità rubata!

L’origine del nome Pinguino è in realtà un caso di scambio di identità tra due specie non imparentate tra loro, causato da un errore degli esploratori del passato. La maggior parte dei linguisti concorda sul fatto che il termine derivi dal gallese Pen Gwyn, che significa letteralmente Testa Bianca. In origine però questo nome era riferito all’Alca Impenne (Pinguinus Impennis), un grande uccello marino del Nord Atlantico, incapace di volare. Aveva un piumaggio quasi interamente nero, con due grandi macchie bianche proprio sopra gli occhi, che lo fecero battezzare come Testa Bianca.

Quando i navigatori europei iniziarono ad esplorare l’Emisfero Australe, incontrarono per la prima volta i pinguini antartici. Si trovarono davanti ad un animale molto simile all’uccello che conoscevano, entrambi bianchi e neri, incapaci di volare, goffi sulla terra ma agili in acqua. Per semplificazione, o per pigrizia, i marinai gli diedero il nome che già conoscevano: pinguino.

L’Alca Impenne era uno splendido uccello molto diffuso nell’Emisfero Boreale, fino a quando fu portato all’estinzione dall’uomo. Veniva cacciato sin dalla preistoria per la sua carne, poi in seguito per il suo piumaggio e poi per il loro grasso come combustibile. Nel 1800 le enormi colonie di Alca Impenne non esistevano più. L’ultima coppia rimasta si trovava sulla piccola isola di Eldey in Islanda, ma fu uccisa nel 1844 da dei pescatori locali mandati, si dice, da un collezionista danese. La coppia era intenta a covare il loro uovo, che purtroppo non sopravvisse, segnando così l’estinzione di questo splendido uccello.

In seguito all’estinzione del Pinguino del Nord, il nome rimase saldamente incollato ai Pinguini del Sud, quelli che possiamo osservare oggi, che gli scienziati classificarono poi nell’ordine degli Sphenisciformes.

Curiosità sui Pinguini: Uno splendido Pinguino Macaroni che abbiamo visto su Half Moon Island
Curiosità sui Pinguini: Uno splendido Pinguino Macaroni che abbiamo visto su Half Moon Island

Curiosità sui Pinguini: Qualche numero da…Record!

La “Nonna” dei Pinguini: in natura, la vita media di un pinguino è di circa 15-20 anni. Tuttavia, in cattività dove non hanno predatori, la longevità aumenta. Il record è detenuto da Spneb, una femmina di Pinguino di Humboldt che vive in Inghilterra e ha superato i 37 anni di età.

I Pinguini più numerosi: la specie di pinguino più numerosa al Mondo è il Pinguino Macaroni, con una popolazione stimata di circa 18 milioni di individui.

I Pinguini più rari: la specie di pinguino più rara e meno numerosa al Mondo è il Pinguino delle Galapagos, con una popolazione stimata tra i 1.200 e i 3.000 individui. Un’altra specie che, purtroppo, contende questo ‘titolo’ è lo splendido Pinguino dagli Occhi Gialli, con una popolazione stimata di meno di 3.000-4.000 individui.

La Migrazione più lunga: il record del viaggio più lungo registrato per un pinguino appartiene al Pinguino di Adelia, con distanze che raggiungo i 17.600 km in un solo anno. Durante i mesi invernali questi pinguini migrano verso il Nord dell’Antartide, dove vivono ai margini del ghiaccio marino avendo sempre accesso ad ampie quantità di cibo. In estate tornano verso Sud, sulle spiagge costiere alla ricerca di zone libere dal ghiaccio per costruire il loro nido.

Curiosità sui Pinguini: Il raro Pinguino Occhi Gialli che abbiamo visto in Nuova Zelanda
Curiosità sui Pinguini: Il raro Pinguino Occhi Gialli che abbiamo visto in Nuova Zelanda

Il salto fuori dall’acqua: per scappare dalle foche leopardo o per risalire sugli iceberg più alti, i pinguini possono saltare fuori dall’acqua fino a 1,8 – 2 metri di altezza. Per farlo, utilizzano una tecnica chiamata air lubrication, ovvero rilasciano piccole bollicine di aria intrappolata nelle loro piume. In questo modo creano una specie di ‘mantello’ attorno al loro corpo che riduce l’attrito dell’acqua, permettendogli di raddoppiare la velocità e spararsi fuori dall’acqua come dei proiettili.

Pressione della cacca: gli scienziati hanno calcolato che i pinguini possono espellere le loro feci con una pressione incredibile, lanciandole fino a 40-50 centimetri di distanza dal nido. Questo serve a mantenere il nido pulito senza doversi alzare o spostare, evitando di lasciare le uova al freddo o in balia dei predatori.

Micro pisolini: è stato studiato che i pinguini, in particolare il Pinguino Antartico (Chinstrap), gestiscono la stanchezza attraverso circa 10.000 micro pisolini al giorno. Questi pisolini durano pochi secondi, circa 3 o 4, e gli permettono di restare sempre vigili per proteggere il nido.

Curiosità sui Pinguini: Pinguino Gentoo che salta fuori dall'acqua mentre nuota!
Curiosità sui Pinguini: Pinguino Gentoo che salta fuori dall’acqua mentre nuota!

25 Aprile: La Giornata Mondiale del Pinguino

Esistono due giornate dedicate agli splendidi Pinguini: il Penguin Awareness Day, che si celebra il 20 Gennaio, e la più famosa World Penguin Day (Giornata Mondiale dei Pinguini), che si celebra il 25 Aprile.

Tutto è iniziato alla Stazione McMurdo, la principale base scientifica degli Stati Uniti in Antartide, dove gli scienziati notarono che, per anni, intorno a questo giorno i Pinguini di Adelia lasciavano la zona per dirigersi verso Nord, verso il mare aperto, dove avrebbero passato l’inverno sulle banchise di ghiaccio. Per celebrare questo momento, i ricercatori iniziarono a festeggiare il loro saluto annualmente. La voce si sparse tra le basi internazionali e questa data divenne ufficialmente la Giornata Mondiale del Pinguino.

Questa festa, oltre a celebrare i pinguini, serve a sensibilizzare le persone sull’importanza della loro conservazione, della conservazione dei loro habitat e sull’impatto dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e dell’industria della pesca.

Curiosità sui Pinguini: L'elegante Pinguino di Adelia
Curiosità sui Pinguini: L’elegante Pinguino di Adelia

Quante specie di pinguino esistono al Mondo?

Attualmente sono riconosciute ben 18 specie di pinguini esistenti al Mondo riconosciute dall’Unione Internazionale degli Ornitologi, suddivise in sei generi differenti. Tra queste però non sono riconosciute le specie preistoriche estinte, le specie ibride o le presunte specie non ancora classificate.

Grandi Reali (Genere Aptenodytes). Il nome Aptenodytes deriva dal greco antico e significa subacqueo senza ali. In questa categoria rientrano pinguini forse più belli che si possano vedere: il Pinguino Imperatore (Aptenodytes Forsteri), il re assoluto, e il Pinguino Reale (Aptenodytes Patagonicus), il fratello più piccolo. Si pensa che questo genere si sia separato dal ramo principale, che ha portato alla nascita di tutte le altre specie di pinguino, circa 40 milioni di anni fa.

Pinguini dalla Coda a Spazzola (Genere Pygoscelis). Il nome Pygoscelis deriva dal greco antico e si riferisce alle penne della coda rigide e lunghe che questi pinguini utilizzano come appoggio. Questi pinguini sono di taglia medio-piccola e sono: il Pinguino di Adélie (Pygoscelis Adeliae), il Pinguino Papua (Gentoo) (Pygoscelis Papua) e il Pinguino Antartico (Chinstrap) (Pygoscelis Antarcticus). Si pensa che questo genere si sia separato dal ramo principale circa 38 milioni di anni fa e che, a loro volta, il Pinguino di Adelié si sia separato dagli altri due circa 19 milioni di anni fa.

Curiosità sui Pinguini: Un gruppo di Pinguini Imperatore che abbiamo visto nel Mare di Weddell
Curiosità sui Pinguini: Un gruppo di Pinguini Imperatore che abbiamo visto nel Mare di Weddell

Pinguini Crestati (Genere Eudyptes). Il nome Eudyptes deriva dal greco antico e significa vero tuffatore. Questi pinguini hanno tutti delle creste gialle e occhi e becco rossi e sono: il Pinguino Macaroni (Eudyptes Chrysolophus), il Pinguino Reale dal Ciuffo (Royal) (Eudyptes Schlegeli), il Pinguino Saltarocce Meridionale (Southern Rockhopper) (Eudyptes Chrysocome), il Pinguino Saltarocce Settentrionale (Northern Rockhopper) (Eudyptes Moseleyi), il Pinguino del Fiordland (Eudyptes Pachyrhynchus), il Pinguino delle Snares (Eudyptes Robustus) e il Pinguino Crestato Eretto (Erected Crested) (Eudyptes Sclateri).

Pinguini Fasciati (Genere Spheniscus). Il nome Spheniscus deriva dal greco antico e significa cuneo, in riferimento alle pinne sottili e a forma di cuneo di questi pinguini. Questi pinguini sono caratterizzati da una fascia nera sul petto e becchi con una piccola riga verticale bianca e sono: il Pinguino di Magellano (Spheniscus Magellanicus), il Pinguino di Humboldt (Spheniscus Humboldti), il Pinguino delle Galapagos (Spheniscus Mendiculus) e il Pinguino Africano (Spheniscus Demersus). Gli scienziati ritengono che il genere Spheniscus abbia avuto origine in Sud America, anche se i fossili più antichi provengono dall’Antartide.

Specie Uniche (Genere Eudyptula e Megadyptes). Sono due generi distinti che racchiudono una sola specie di pinguino ciascuno. Il Pinguino Minore Blu (Little Blue) (Eudyptula Minor), il pinguino più piccolo del Mondo, e il Pinguino dagli Occhi Gialli (Yellow-Eyed) (Megadyptes Antipodes), si pensa che sia la specie più antica ancora vivente.

Curiosità sui Pinguini: Tutte le 18 specie di Pinguino al Mondo
Curiosità sui Pinguini: Tutte le 18 specie di Pinguino al Mondo

Dove vivono i Pinguini: Habitat e distribuzione nel Mondo

I pinguini sono spesso associati solo all’Antartide, ma in realtà vivono anche a latitudini più calde, sempre solo ed esclusivamente nell’Emisfero Australe (con una piccola eccezione!). Sono animali estremamente adattabili e il loro habitat varia a seconda della specie. Passano dal ghiaccio marino alle spiagge sabbiose e rocciose, dalle foreste alle ripide scogliere. I pinguini passano gran parte della loro vita in mare, tornando sulla terraferma solo per riprodursi, nidificare e fare la muta delle piume.

Antartide e Isole Antartiche (Shetland e Orcadi Meridionali). L’Antartide è la casa del meraviglioso Pinguino Imperatore, l’unico che si riproduce durante l’estremo inverno antartico. Vive esclusivamente sul ghiaccio marino antartico, in particolare nel Mare di Ross, nel Mare di Weddell e nella Baia di Atka. Sempre in Antartide vivono anche:

  • Pinguino Papua (Gentoo): si trova lungo del coste della Penisola Antartica.
  • Pinguino di Adélie e Pinguino Antartico (Chinstrap): vivono sia in Antartide sia sulle Isole Antartiche.
  • Pinguino Macaroni: vive sulle Isole Shetland Meridionali.
Curiosità sui Pinguini: Pinguino Chinstrap nel nido
Curiosità sui Pinguini: Pinguino Chinstrap nel nido

Georgia del Sud: è la casa indiscussa del Pinguino Reale, la cui più grande colonia si trova a St. Andrews Bay. Visitare questa baia lascia decisamente a bocca aperta dalla grande quantità di Pinguini Reali che si riescono a vedere in un solo luogo. Altre colonie numerosi si trovano a Salisbury Plain e Gold Harbour. Sull’isola si trova anche la colonia più grande del Pinguino Macaroni, con milioni di esemplari che popolano le sue coste. Altri pinguini che si trovano in Georgia del Sud sono:

  • Pinguino Papua (Gentoo): si trovano ampiamente lungo la costa, ma con colonie più piccole e separate dagli altri.
  • Pinguino Antartico (Chinstrap): meno numerosi degli altri, con colonie molto più piccole.

Isole Falkland: queste splendide isole ospitano la più grande popolazione mondiale di Pinguino Papua (Gentoo) e importanti colonie di Pinguino Saltarocce Meridionale e Pinguino di Magellano. Sulle isole si trovano anche grandi colonie di Pinguino Reale, principalmente a Volunteer Point, e qualche esemplare di Pinguino Macaroni, seppur molto meno comune, che si mischia nelle colonie di Saltarocce.

Altre Isole Sub-Antartiche: sulle altre piccole e remote isole Sub-Antartiche, si possono trovare:

  • Pinguino Reale: vive anche sulle Isole Crozet e sulle Isole Kerguelen.
  • Pinguino di Adélie: vive anche sulle Isole Sandwich Australi e sull’Isola Bouvet.
  • Pinguino Antartico (Chinstrap): vive anche sull’Isola Bouvet, ma la sua colonia più grande si trova sull’Isola Zavodovski (Isole Sandwich Australi).
  • Pinguino Papua (Gentoo): vive anche sulle Isole Kerguelen.
  • Pinguino Macaroni: vive anche sulle Isole Sandwich Australi, sulle Isole Crozet, sulle Isole Kerguelen e sull’isola Marion.
  • Pinguino Saltarocce Settentrionale: vive sull’Arcipelago Tristan da Cunha, l’isola più remota al Mondo, sull’Isola Gough, anch’essa remotissima, e sulle Isole Amsterdam e St. Paul.
Curiosità sui Pinguini: Uno splendido Pinguino Macaroni che abbiamo visto su Half Moon Island
Curiosità sui Pinguini: Uno splendido Pinguino Macaroni che abbiamo visto su Half Moon Island

Isole Galapagos: qui si trova l’unico pinguino che vive poco più a Nord dell’equatore. Il Pinguino delle Galapagos è piccolissimo e sopravvive grazie alla corrente fredda di Humboldt. Si trova maggiormente sulle isole Isabela e Fernandina, ma può essere visto anche sulle isole Bartolomé, Santiago e Santa Cruz.

Sudafrica e Namibia: sembra strano pensare ai pinguini in Africa, eppure vivono anche qui. Il piccolo Pinguino Africano è famoso per popolare la splendida Boulders Beach in Sudafrica. Ma si trova anche sull’Isola Robben, sull’Isola Dyer, sull’Isola Dassen e in Namibia, sulle isole Mercury e Ichaboe.

Curiosità sui Pinguini: Il piccolo Pinguino Magellano che abbiamo visto in Patagonia
Curiosità sui Pinguini: Il piccolo Pinguino Magellano che abbiamo visto in Patagonia

Nuova Zelanda e isole Sub-Antartiche neozelandesi. L’isola Sud della Nuova Zelanda e le sue isole Sub-Antartiche sono la casa di ben sei specie di pinguini:

  • Pinguino Minore Blu: il pinguino più piccolo al Mondo, si trova lungo tutte le coste dell’isola e sulle Isole Chatham.
  • Pinguino Occhi Gialli: Il pinguino più raro al Mondo. Si trova soprattutto nella Penisola di Otago, sull’Isola Stewart e sulle isole Sub-Antartiche Auckland e Campbell.
  • Pinguino del Fiordland: si trova soprattutto lungo la costa Sud e ad Ovest, anche nello splendido Milford Sound, e sulle isole Stewart e Solander.
  • Pinguino delle Snares: è endemico e si trova solamente sulle Isole Snares, che sono isole Sub-Antartiche neozelandesi.
  • Pinguino Crestato Eretto: si trova solamente sulle Isole Antipodi e sulle Isole Bounty, che sono isole Sub-Antartiche neozelandesi.
  • Pinguino Saltarocce Meridionale: si spinge fino in Nuova Zelanda, precisamente sulle Isole Campbell e Isole Auckland, che sono isole Sub-Antartiche neozelandesi.

Australia e isole Sub-Antartiche australiane. Pensare all’Australia, così lontana dall’Antartide e dalle sue isole, di certo non fa venire in mente di poterci trovare dei pinguini. Eppure l’isola e le sue isole Sub-Antartiche ne ospitano ben sei specie differenti:

  • Pinguino Minore Blu: il pinguino più piccolo al Mondo e l’unica specie di pinguino che si riproduce sulla terraferma australiana. Si trova lungo le coste meridionali e in Tasmania.
  • Pinguino Reale: si trova sull’Isola Macquarie e sull’Isola Heard, che sono isole Sub-Antartiche australiane.
  • Pinguino Papua (Gentoo): si trova e si riproduce sull’Isola Macquarie.
  • Pinguino Saltarocce Meridionale: si spinge fino alle isole Sub-Antartiche australiane, precisamente si trova e si riproduce sull’Isola Macquarie e sull’Isola Heard.
  • Pinguino Macaroni: si trova sulle isole Heard e McDonald, che sono isole Sub-Antartiche australiane.
  • Pinguino Reale dal Ciuffo: è endemico e si trova solo sull’Isola Macquarie, una piccola isola Sub-Antartica australiana, situata a metà strada tra l’Australia e l’Antartide.
Curiosità sui Pinguini: Il piccolo Pinguino Minore Blu che abbiamo visto in Nuova Zelanda
Curiosità sui Pinguini: Il piccolo Pinguino Minore Blu che abbiamo visto in Nuova Zelanda

I colori dei Pinguini: Perché sono bianchi e neri

La tipica colorazione bianca e nera dei pinguini è uno dei più sofisticati esempi di mimetismo presenti in natura. In gergo tecnico, questo schema cromatico viene chiamato controcolorazione (o countershading). Per poter vivere, il pinguino deve difendersi e cibarsi in un ambiente ostile come l’oceano, dove il pericolo può arrivare sia dall’alto che dal basso.

Se un predatore vola o nuota sopra ad un pinguino, il nero del dorso si fonde con le acque più profonde e scure dell’oceano, rendendo il pinguino quasi indistinguibile dal fondale. Se un predatore si trova sotto al pinguino, il bianco del ventre si confonde con il riverbero della luce solare e la superficie dell’oceano illuminata.

Oltre alla protezione, il colore nero ha una funzione termica fondamentale in quanto assorbe la luce trasformandola in calore. Quando i pinguini sono fuori dall’acqua spesso voltano le spalle al Sole, immagazzinando calore che li aiuta a riscaldare il corpo più velocemente dopo un’immersione nelle acque gelide.

Curiosità sui Pinguini: Pinguino Chinstrap con la sua pietra
Curiosità sui Pinguini: Pinguino Chinstrap con la sua pietra

Il Pinguino Giallo e il Pinguino Nero

Seppur le variazioni cromatiche nei pinguini siano eventi rarissimi, non sono totalmente impossibili. È il caso dello splendido Pinguino Giallo, un Pinguino Reale completamente giallo e bianco, documentato per la prima volta nel 2019 da un fotografo naturalista in Georgia del Sud. Non si tratta di un pinguino albino, altrimenti non avrebbe pigmenti e avrebbe gli occhi rossi, ma bensì di un pinguino che soffre di leucismo. Si tratta di una condizione genetica che impedisce alla melanina di depositarsi nel piumaggio. In questo esemplare la sfenicina gialla, un pigmento che solitamente gli conferisce il colore giallo sulla testa e sul collo, ha prevalso sul resto in quanto mancava la melanina nera.

Un altro caso è l’altrettanto splendido Pinguino Nero, un Pinguino Reale completamente nero, documentato dallo stesso fotografo naturalista sempre in Georgia del Sud. Si tratta di un pinguino che soffre di melanismo, una mutazione che causa un’eccessivo deposito di melanina. In questo caso il pinguino ha perso il suo colore bianco sul petto, diventando completamente nero o con deboli sfumature grigie sul petto.

In entrambi i casi, questi rari pinguini diventano un bersaglio più facile per i predatori a causa della mancanza di mimetismo, sebbene alcuni riescano a vivere e riprodursi con successo all’interno delle colonie.

Esiste una terza variazione genetica, il Pinguino Isabella, in cui la melanina non è assente ma è estremamente poca, facendo diventare il pinguino color grigio chiaro o marroncino. Questa rara condizione si chiama isabellinismo.

La cacca di Pinguino monitorata dallo Spazio!

Le colonie di pinguini sono così grandi e la loro cacca è talmente abbondante che i ricercatori utilizzano le macchie di cacca visibili dai satelliti per localizzare nuove colonie. L’Antartide è un territorio enorme, inospitale e difficile da visitare, perciò i ricercatori hanno dovuto trovare un metodo alternativo e questo sembra funzionare alla perfezione. Ma perché proprio la cacca? L’Antartide è ricoperta da un candido manto di neve e ghiaccio bianco immacolato, che crea un perfetto contrasto con la cacca dei pinguini che ha una colorazione tra il marrone rossastro e il rosato. Man mano che la cacca di una grande colonia si accumula e si espande, crea delle chiazze così grandi da essere chiaramente visibili dai satelliti.

Tutto è iniziato quasi per caso nel 2009, quando i ricercatori della British Antarctic Survey hanno utilizzato le immagini del satellite Landsat per mappare la costa antartica. Inizialmente l’intento era quello di cercare i Pinguini Imperatore, che però sono troppo piccoli per essere visti individualmente dai satelliti commerciali standard. Scrutando le immagini notarono però queste enormi chiazze color ruggine ed ipotizzarono che potesse trattarsi della cacca di una colonia.

Ovviamente, dietro a tutto questo ci sono software che vengono istruiti per riconoscere la lunghezza d’onda specifica del colore marrone/rosato della cacca sul ghiaccio e un algoritmo che scansiona migliaia di chilometri quadrati in pochi minuti, ignorando rocce o ombre create dalle montagne. Una volta trovata una macchia sospetta, i ricercatori acquistano le immagini satellitari ad alta risoluzione che gli permettono di vedere persino i gruppi più grandi di pinguini.

Grazie a questa tecnica, nel corso degli ultimi decenni, il numero di colonie di Pinguino Imperatore conosciute è quasi raddoppiato. Sono nel 2020, ad esempio, sono state scoperte ben 11 nuove colonie portando il numero totale a 66. Inoltre, è il metodo di ricerca più ecologico possibile e permette di monitorare gli spostamenti delle colonie di anno in anno, aiutando a capire anche quali sono le zone in cui il ghiaccio marino si sta sciogliendo più velocemente a causa del cambiamento climatico.

❣️ Curiosità: il colore della cacca indica ai ricercatori cosa hanno mangiato i pinguini. Una macchia rosa/rossa indica che la colonia sta mangiando principalmente krill. Una macchia grigio/marrone indica che la colonia sta mangiando principalmente pesce e calamari.

Curiosità sui Pinguini: L'elegante Pinguino di Adelia
Curiosità sui Pinguini: L’elegante Pinguino di Adelia

Il Maggior Generale Nils Olav: Un Pinguino ai vertici militari

Ebbene si, non siamo impazziti ma è proprio vero! Allo zoo di Edimburgo, in Scozia, vive un Pinguino Reale di nome Nils Olav III a cui è stata assegnata la carica di Maggior Generale e Mascotte della Guardia Reale Norvegese. Ogni volta che la Guardia Reale Norvegese visita lo zoo, Nils Olav III passa in rassegna le truppe, camminando con estrema dignità davanti ai soldati sull’attenti.

Per capire come tutto ebbe inizio, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo fino agli inizi del ‘900, quando Roald Amundsen, un esploratore polare norvegese, di ritorno da una spedizione in Antartide regalò dei Pinguini Reali allo zoo di Edimburgo. Nel 1961, la Guardia Reale Norvegese (Hans Majestet Kongens Garde) visitò Edimburgo in occasione della Edinburgh Military Tattoo e, tra i vari luoghi, visitarono anche lo zoo per una dimostrazione di addestramento. Un giovane tenente di nome Nils Egelien rimase folgorato dall’eleganza dei Pinguini Reali, trovando i loro movimenti incredibilmente simili a quelli dei soldati della sua unità.

Quando la Guardia Reale tornò ad Edimburgo nel 1972, Egelien convinse il reggimento ad adottare un pinguino come mascotte ufficiale. A questo pinguino fu dato il nome di Nils, in onore del tenente, e di Olav, in onore dell’allora Sovrano di Norvegia, Re Olav. Il pinguino inizialmente ricevette il grado di Visekorporal (vice caporale) e da quel momento, ogni volta che la Guardia Reale Norvegese fece visita allo zoo, Nils Olav ricevette una promozione. Nel 1982 è stato nominato Caporale, nel 1993 è stato nominato Sergente Maggiore del Reggimento e nel 2005 è stato nominato Colonnello in Capo. Nel 2008, con l’approvazione di Re Harald V di Norvegia, Nils Olav è stato nominato Cavaliere, diventando ufficialmente Sir Nils Olav.

Ma l’ascesa non è finita qui! Nel 2016 è stato promosso a Brigadiere, con oltre 50 soldati della Guardia Reale Norvegese che si sono schierati in parata davanti al suo recinto per rendergli onore. Durante l’ultima visita ufficiale della Guardia Reale Norvegese ad Edimburgo, nell’Agosto del 2023, Sir Nils Olav ha ricevuto la promozione suprema a Maggior Generale (Generalmajor). Ovviamente il primo pinguino non c’è più, ma Nils Olav III ha ereditato il nome e i gradi dai suoi due predecessori.

❣️ Curiosità: il titolo completo attuale di Sir Nils Olav III è Sua Altezza il Maggior Generale Sir Nils Olav III, Barone delle Isole Bouvet e mascotte ufficiale della Guardia Reale di Sua Maestà il Re di Norvegia.

Curiosità sui Pinguini: Sir Nils Olav III nel 2008 davanti ai soldati della Guardia Reale Norvegese
Curiosità sui Pinguini: Sir Nils Olav III nel 2008 davanti ai soldati della Guardia Reale Norvegese (©Mark Owens)

Gli starnuti dei Pinguini

Dato che i pinguini passano la maggior parte della loro vita in mare e si nutrono di prede salate, come krill, pesci e crostacei, ingeriscono enormi quantità di sale che ammazzerebbero i reni di qualsiasi animale terrestre. Per rimediare, hanno sviluppato una ghiandola chiamata ghiandola supraorbitale (o ghiandola del sale), posizionata in una depressione del cranio, proprio sopra le orbite oculari. Questa ghiandola è composta da migliaia di piccoli condotti che circondano i vasi sanguigni, che estraggono gli ioni di sodio e cloruro dal sangue tramite un processo di trasporto attivo.

La ghiandola concentra il sale in una soluzione estremamente densa, fino a 10 volte più salata dell’acqua dell’oceano, che si raccoglie all’interno della cavità del becco o sulle narici. Una volta accumulata, il pinguino deve liberarsene per evitare che venga riassorbita e la espelle con un soffio potente dalle narici, uno starnuto. Lo starnuto del pinguino non è quindi sintomo di malattia, ma la prova che il suo sistema di desalinizzazione sta funzionando correttamente!

Curiosità sui Pinguini: Il piccolo Pinguino Magellano che abbiamo visto in Patagonia
Curiosità sui Pinguini: Il piccolo Pinguino Magellano che abbiamo visto in Patagonia

Essere il primo della fila non sempre è positivo!

Quante volte capita di correre per poter essere il primo in fila, che sia per un evento, un concerto, un film o qualsiasi altra cosa. Ecco, per i pinguini essere il primo non è affatto un vantaggio, anzi. Quando un gruppo di pinguini deve tuffarsi in acqua, se sospettano che possa esserci una foca leopardo, il loro peggior incubo, si ammassano sul bordo del ghiaccio o dell’iceberg e iniziano a spingersi. Aspettano che uno di loro cada, o spesso venga spinto, in acqua per testare il terreno.

Se il pinguino sacrificato riemerge, significa che non c’è pericolo e tutto il gruppo si tuffa. Se invece non riemerge, gli altri fanno dietrofront e trovano un altro punto da cui tuffarsi. Così facendo sacrificano un solo pinguino per salvarne molti altri.

Curiosità sui Pinguini: Pinguino Gentoo cacciato da una Foca Leopardo
Curiosità sui Pinguini: Pinguino Gentoo cacciato da una Foca Leopardo

I Pinguini hanno… Le ginocchia invisibili!

A prima vista, il loro dondolio goffo e le zampe che sembrano attaccate direttamente al bacino fanno pensare ad una struttura rigida, come se fossero dei pali. In realtà, però, se si osserva un pinguino ai raggi X si può notare che la struttura della zampa è simile a quella umana o di altri animali, con tanto di femore, tibia e perone, tarso e metatarso, e… ginocchio con tanto di rotula!

Il motivo per cui non le vediamo è che il femore e il ginocchio sono posizionati molto in alto e sono racchiusi all’interno del tronco del pinguino. Sono avvolti da uno strato densissimo di muscoli, grasso e piume isolanti che servono a mantenere il calore corporeo. Ma perché sono fatte così? Il pinguino è un uccello super adattato all’acqua, se le sue gambe fossero lunghe e flessibili come quelle di altri uccelli creerebbero un’enorme resistenza all’acqua. Tenendo le gambe retratte e più vicine al baricentro, il corpo del pinguino ha una forma perfetta per nuotare con il minimo attrito.

In acqua, il pinguino nuota con le ali-pinne, mentre le zampe fungono da timoni. La posizione arretrata e la struttura compatta permettono al pinguino di virare bruscamente con piccoli movimenti del tarso, mantenendo però la stabilità del tronco. Sulla terraferma, questa struttura permette al pinguino di camminare dondolando per risparmiare energia. Con delle gambe così arretrate e corte camminare dritti richiederebbe un enorme sforzo muscolare e dispendio di energia. Dondolando da un lato all’altro, i pinguini riescono a spostare il peso comportandosi come un pendolo. Gli studi condotti hanno dimostrato che questo dondolio gli permette di risparmiare fino all’80% dell’energia spesa per ogni passo.

Curiosità sui Pinguini: Un giovane Pinguino Imperatore che abbiamo visto nel Mare di Weddell
Curiosità sui Pinguini: Un giovane Pinguino Imperatore che abbiamo visto nel Mare di Weddell

I Pinguini volano… Sott’acqua

Sulla terraferma i pinguini possono sembrare goffi e impacciati, ma nel momento in cui toccano l’acqua si trasformano in abili nuotatori. A differenza della maggior parte degli uccelli acquatici, che usano le zampe palmate per nuotare, i pinguini usano solamente le ali. Le loro ali sono composte da tante ossa corte, piatte e ben incastrate tra loro, che le rendono rigide e perfette per spingere in acqua. Inoltre, contrariamente agli altri uccelli che hanno ossa vuote per volare, i pinguini hanno ossa completamente piene e pesanti che fungono da zavorra naturale, che permette loro di nuotare più velocemente in quanto riduce la tendenza a galleggiare.

Quando devono percorrere lunghe distanze più velocemente, i pinguini saltano fuori dall’acqua mentre nuotano. Questo comportamento riduce l’attrito e permette loro di respirare senza fermarsi, mantenendo la velocità. Quando invece hanno bisogno di più velocità per sfuggire ad un’orca o ad una foca leopardo o per saltare su un iceberg, scuotono le piume rilasciando migliaia di micro-bollicine d’aria intrappolate nel piumaggio. Queste bolle formano uno strato sottile intorno al corpo che riduce l’attrito dell’acqua e gli permette di raddoppiare la velocità.

❣️ Curiosità: il Pinguino Papua (Gentoo) in acqua raggiunge una velocità di 36 km/h, mentre il Pinguino Imperatore è il campione di profondità, arrivando ad oltre 500 metri.

Curiosità sui Pinguini: Pinguini Gentoo che saltano fuori dall'acqua mentre nuotano!
Curiosità sui Pinguini: Pinguini Gentoo che saltano fuori dall’acqua mentre nuotano!

Un piumaggio unico ed impermeabile

Come tutti gli uccelli, anche i pinguini hanno il corpo ricoperto interamente di piume ma, nel loro caso, si tratta di un piumaggio molto particolare. Le loro piume esterne sono corte e molto più dure rispetto a quelle degli uccelli, in quanto devono resistere alla pressione dell’acqua. Sono disposte come le tegole di un tetto, ovvero ogni piuma si sovrappone alla successiva, creando una barriera che impedisce all’acqua e al vento di raggiungere la pelle. Alla base di ogni piuma esterna c’è un piumino setoso, che intrappola una grande quantità d’aria che funge da isolante termico.

Il piumaggio del pinguino però non è impermeabile solo grazie alla sua struttura. Vicino alla coda si trova la ghiandola dell’uropigio, che produce una sostanza oleosa ed idrorepellente. I pinguini usano il becco per strofinarsi la coda e spalmare questa sostanza su tutto il corpo, rendendo le piume perfettamente impermeabili. Questo adattamento non solo permette ai pinguini di rimanere asciutti, ma permette loro anche di scivolare più agilmente sul ghiaccio. Quest’olio si pensa abbia anche proprietà antigelo, proteggendo il pinguino dal freddo estremo e permettendogli di sopravvivere a temperature che possono scendere anche fino a -60°C.

Curiosità sui Pinguini: Lo splendido Pinguino Imperatore
Curiosità sui Pinguini: Lo splendido Pinguino Imperatore

La muta catastrofica e il digiuno

Mentre gli uccelli cambiano le piume gradualmente durante l’anno, per i pinguini sarebbe una catastrofe se perdessero anche solo una piuma in mare, in quanto l’acqua gelida penetrerebbe nello strato isolante. Per questo motivo, una volta all’anno, i pinguini subiscono ciò che viene chiamata una muta catastrofica, ovvero in circa 2-3 settimane tutte le vecchie piume cadono e vengono sostituite da quelle nuove.

Durante questo periodo i pinguini sono costretti a restare sulla terraferma in quanto il loro piumaggio non è più impermeabile, rimanendo a digiuno per tutto il tempo della muta. Nelle settimane precedenti alla muta i pinguini mangiano freneticamente, fino a raddoppiare il loro peso corporeo, aumentando le riserve di grasso che serviranno sia come dispensa sia come isolante termico per quando cadranno le piume. Durante la muta i pinguini appaiono spettinati e possono arrivare a perdere fino al 40-50% del loro peso corporeo.

Una volta terminata la muta, le nuove piume sono nerissime e bianchissime, e i pinguini passano ore a prelevare l’olio dalla ghiandola dell’uropigio e a spalmarlo su tutto il corpo. Non rientrano in acqua senza essere sicuri di essere nuovamente completamente impermeabili.

Curiosità sui Pinguini: Pinguino Gentoo che sta facendo la muta
Curiosità sui Pinguini: Pinguino Gentoo che sta facendo la muta

Un perfetto meccanismo di termoregolazione

I pinguini si ritrovano in una situazione complicata in cui devono mantenere la temperatura corporea interna intorno ai 37-38°C, sopravvivere ad un ambiente esterno che può raggiungere e superare i -60°C e nuotare in acque con temperature intorno agli 0°C. Per farlo, mettono in atto un mix di isolamento passivo e sistemi di termoregolazione perfetti.

Le zampe del pinguino sono progettate per non congelare sulla neve, grazie ad un sistema vascolare di scambio di calore controcorrente. Questo sistema permette al pinguino di regolare il flusso sanguigno in base alla temperatura delle zampe, consentendo loro di inviare solo la giusta quantità di sangue necessaria per non farle congelare. Durante questo processo, il sangue caldo che dal cuore va verso le estremità incrocia il sangue freddo che risale verso il corpo, riscaldandolo prima che quest’ultimo torni in circolazione e raffreddandosi prima di raggiungere le zampe. In questo modo, il calore rimane all’interno del corpo e le zampe ricevono sangue appena sufficiente per non congelare. Se le zampe fossero calde come il resto del corpo, il pinguino perderebbe calore in pochi minuti.

Il corpo del pinguino invece ha un isolamento multistrato composto da tre elementi fondamentali. Lo strato più esterno è composto dalle piume, più dense rispetto ad altri uccelli, che si incastrano alla perfezione, creando una barriera impenetrabile all’acqua e all’aria. Sotto le piume esterne hanno uno strato di piumino soffice che intrappola uno strato d’aria, uno dei migliori isolanti termici esistenti. Infine, sotto la pelle hanno uno strato di grasso spesso fino a 2-3 centimetri che, oltre ad essere una riserva energetica, funge da isolante termico.

Quando i pinguini si surriscaldano, specialmente dopo un’intensa attività fisica o quando c’è il Sole, sollevano le pinne lontane dal corpo per disperdere il calore in eccesso. In alternativa, pompano più sangue caldo verso le zampe per disperdere calore e raffreddare il corpo.

❣️ Curiosità: i Pinguini Imperatore, durante i rigidi inverni antartici, si stringono in un cerchio compatto per riscaldarsi. Al centro del cerchio la temperatura può superare i +30°C. Quando i pinguini al centro si sono riscaldati, si spostano verso l’esterno per lasciare il posto a chi è infreddolito.

Curiosità sui Pinguini: Un Pinguino di Adelia solitario su un iceberg
Curiosità sui Pinguini: Un Pinguino di Adelia solitario su un iceberg

La lingua dei Pinguini: Una trappola di spine

L’aspetto carino e coccoloso dei pinguini passa in secondo piano nel momento in cui aprono il becco e mostrano la loro lingua spinosa. La superficie della lingua e il palato dei pinguini sono ricoperti da centinaia di protuberanze chiamate papille. Sono fatte di cheratina, come le nostre unghie, ed hanno una forma ad uncino rivolta rigorosamente all’indietro, verso l’esofago.

Poiché i pinguini non hanno denti per masticare e si cibano principalmente di prede viscide e veloci come il krill, il pesce e i calamari, queste spine impediscono alla preda di scivolare fuori dal becco mentre viene ingoiata intera. Questo meccanismo fa si che le prede vengano spinte sempre più a fondo, impedendone la fuga.

❣️ Curiosità: studi genetici hanno confermato che i pinguini hanno perso quasi tutti i ricettori del gusto, ma distinguono solo il salato e l’acido.

Curiosità sui Pinguini: Una mamma di Pinguino Gentoo che da il cibo al suo cucciolo
Curiosità sui Pinguini: Una mamma di Pinguino Gentoo che da il cibo al suo cucciolo

I Pinguini comunicano tra loro tramite suoni unici e segnali

Per ritrovarsi, i pinguini comunicano principalmente attraverso richiami unici e personalizzati, che funzionano come vere e proprie firme vocali. Nelle enormi e numerose colonie, dove tutti i pinguini sembrano praticamente identici, i pinguini si affidano a questi suoni unici per ritrovare i loro compagni e pulcini. È stato studiato che i pinguini utilizzano richiami sonori anche mentre sono in acqua per cibarsi o per avvertire i compagni di una minaccia, come ad esempio un predatore nelle vicinanze.

Ogni specie, e singolo individuo, possiede una voce unica e i partner memorizzano i richiami specifici l’uno dell’altro durante il corteggiamento. I pinguini usano la siringe, il loro organo vocale, per produrre due frequenze diverse contemporaneamente. Questo crea un ritmo unico che può essere udito anche a grandi distanze e può sovrastare il rumore di una colonia affollata. I pinguini che usano i richiami sonori per comunicare sono i Pinguini Imperatore e Reali. Non costruendo nidi non hanno un luogo preciso dove tornare per ricongiungersi al partner e al pulcino, a differenza dei Pinguini Papua e Adelia che sanno dove ritornare per ritrovare i propri partner e pulcini.

Quando sono in gruppo, a breve distanza l’uno dall’altro, i pinguini utilizzano molto anche la comunicazione visiva, fatta di gesti decisamente chiari e poco amichevoli:

  • Esibizione Estatica: è il gesto più iconico e quello che abbiamo avuto modo di vedere tantissime volte durante le nostre spedizioni in Antartide. Con questo modo di comunicare il pinguino si alza, allunga la testa con il becco rivolto verso l’alto, allarga e sbatte continuamente le pinne, per marcare il territorio o cercare una compagna con cui accoppiarsi.
  • Inchino: quando il pinguino si piega in avanti verso il partner o verso il nido, in segno pacifico, per proteggerli.
  • Beccata e scuotimento della testa: è un segnale di avvertimento che indica fastidio e precede un possibile scontro se l’intruso non si allontana.
Curiosità sui Pinguini: Un Pinguino Gentoo intento a urlare!
Curiosità sui Pinguini: Un Pinguino Gentoo intento a urlare!

Evoluzione dei Pinguini: dai giganti del passato ad oggi

Circa 62-60 milioni di anni fa, quando i dinosauri erano appena scomparsi, gli antenati dei pinguini decisero che l’oceano offriva opportunità migliori del cielo. In quel periodo viveva il Waimanu Manneringi, il pinguino più antico conosciuto, che era già incapace di volare, ma aveva ancora un corpo snello e ali che non erano ancora rigide come quelle dei pinguini odierni.

Durante l’Eocene e l’Oligocene, i pinguini avevano dimensioni enormi, arrivando a misurare 2 metri di altezza e a pesare oltre 100 kg. In quell’epoca non c’erano grandi mammiferi marini, come foche o balene, a competere per il cibo o a cacciarli e diventare enormi permetteva loro di fare immersioni più profonde e restare in acqua più a lungo.

Nel mentre, nel corso di milioni di anni, il corpo dei pinguini ha subito modifiche strutturali radicali. Per resistere alla densità dell’acqua, le ossa si sono appiattite e fuse diventando solide e pesanti. L’ala è diventata una pinna rigida e le gambe si sono spostate verso l’estremità posteriore del corpo.

Circa 15-20 milioni di anni fa, l’Antartide si isolò definitivamente e si formò la Corrente Circumpolare Antartica che portò ad un raffreddamento globale. Con essa, arrivarono i primi cetacei e foche, contro i quali i pinguini giganti non riuscirono più a competere per il cibo. La selezione naturale favorì specie più piccole, veloci e incredibilmente resistenti al freddo. In questo periodo si perfezionò il sistema di piume a incastro e lo strato di grasso sottocutaneo. Il piumaggio bianco e nero divenne la strategia di mimetismo definitiva per sfuggire ai nuovi predatori marini.

Quasi tutti i pinguini che possiamo osservare oggi appartengono a lignaggi che si sono diversificati negli ultimi 10-12 milioni di anni. Contrariamente a quanto si pensa, i pinguini moderni non si sono evoluti in Antartide, ma probabilmente nelle acque temperate dell’Australia o della Nuova Zelanda, per poi colonizzare il resto dell’Emisfero Australe seguendo le correnti fredde.

Curiosità sui Pinguini: L'elegante Pinguino di Adelia
Curiosità sui Pinguini: L’elegante Pinguino di Adelia

I Pinguini sono a rischio estinzione?

Purtroppo, come molti altri animali, anche molte specie di pinguino sono classificate come vulnerabili, in pericolo o in pericolo critico di estinzione nella Lista Rossa dell’IUCN. Tra i più in pericolo ci sono il Pinguino dagli Occhi Gialli, di cui ne restano solo tra i 3.000 e i 4.000 esemplari, il Pinguino delle Galapagos, di cui ne restano solo tra i 1.200 e i 3.000 esemplari, e il Pinguino Africano, di cui si prevede l’estinzione in natura entro il 2035. Recentemente è stato inserito nuovamente anche il Pinguino Imperatore, di cui si prevede l’estinzione entro il 2100 se il ghiaccio marino continua all’attuale velocità. Nel 2023/24 è stato registrato un fallimento riproduttivo totale in diverse colonie del Mare di Bellingshausen.

Tra le principali minacce che i pinguini devono affrontare c’è la crisi alimentare e l’intensiva pesca di krill, il quale viene pescato massivamente per poter produrre integratori di Omega-3. Meno krill significa maggiori distanze da coprire per trovarlo e per poter sfamare i propri cuccioli, che nel frattempo muoiono di fame. Inoltre, i pinguini spesso rimangono intrappolati e annegano nelle reti da pesca, aggravando il declino della popolazione. Un’altra importante minaccia è il cambiamento climatico, che porta ad una diminuzione del ghiaccio marino. I Pinguini Imperatore, ad esempio, hanno bisogno del ghiaccio marino per diversi mesi per poter covare e crescere i pulcini. Se il ghiaccio si rompe in anticipo, i piccoli che non hanno ancora le piume impermeabili cadono in acqua e annegano o muoiono di freddo istantaneamente.

Tra le altre minacce ci sono i predatori terrestri introdotti dall’uomo, soprattutto in Nuova Zelanda, Sudafrica e Australia, che sterminano i pulcini e le uova nei nidi che non erano stati progettati per difendersi da essi. Infine troviamo le perdite di petrolio, che può incollare le piume dei pinguini togliendoli l’impermeabilità e portandoli alla morte.

Negli ultimi due o tre anni, purtroppo l’influenza aviaria ha raggiunto anche l’Antartide, sterminando intere colonie in poco tempo. Questo purtroppo abbiamo avuto modo di toccarlo con mano nelle nostre spedizioni di gruppo più recenti.

Curiosità sui Pinguini: Lo splendido Pinguino Imperatore visto al Wilkins Ice Shelf
Curiosità sui Pinguini: Lo splendido Pinguino Imperatore visto al Wilkins Ice Shelf

I Grandi Pinguini estinti del passato

Quando si pensa ai pinguini moderni vengono spesso in mente gli splendidi Pinguini Imperatore, i pinguini più grandi al Mondo, ai quali sono stati dedicati diversi documentari e il simpatico cartone Happy Feet. Ma, se facciamo un salto indietro nel tempo, milioni di anni fa le coste dell’Antartide erano popolate da pinguini molto più grandi di quelli ancora esistenti.

Nella formazione La Meseta sull’isola di Seymour, situata nel Mare di Weddell in Antartide, nel 2014 sono stati ritrovati alcuni resti fossili di Palaeeudyptes Klekowskii risalenti all’Eocene Superiore (34-37 milioni di anni fa). Si tratta del pinguino più grande esistito rinvenuto fino ad ora, con un’altezza stimata fino a circa 2 metri ed un peso di circa 115 kg. Si stima che un pinguino di queste dimensioni potesse immergersi più in profondità e rimanere in acqua più a lungo rispetto a quelli più piccoli, fino a circa 40 minuti, avendo più tempo per cibarsi.

Nel Genere Palaeeudyptes, oltre a questo Mega Pinguino, attualmente rientrano anche altri 3 pinguini estinti riconosciuti. Erano più grandi di quasi tutti i pinguini viventi, con le specie più piccole che avevano all’incirca le dimensioni di un odierno Pinguino Imperatore. Tra queste c’è il Palaeeudyptes Antarcticus, conosciuto anche come Pinguino dalle Pinne Strette, il primo pinguino fossile ad essere conosciuto dalla scienza. Le sue ossa sono state ritrovate sia in Nuova Zelanda sia sull’isola di Seymour in Antartide ed hanno permesso di stimarne l’altezza fino a circa 1,4 metri.

Sempre sull’isola di Seymour, in Antartide, sono state rinvenute anche ossa di Palaeeudyptes Gunnari, un altro grande pinguini di questo genere vissuto tra i 34 e i 50 milioni di anni fa. Questo pinguino era grande più o meno come l’odierno Pinguino Imperatore, con un’altezza stimata tra i 110 e i 125 centimetri. L’ultima specie di questo genere era il Pinguino di Marples (Palaeeudyptes Marplesi), le cui ossa sono state rinvenute in Nuova Zelanda. Aveva un’altezza compresa tra 105 e 145 centimetri ma non si sa molto altro, in quanto le sue ossa sono ancora oggetto di studio.

Curiosità sui Pinguini: Illustazione del megapinguino estinto (Palaeeudyptes Klekowskii) con un uomo e un Pinguino Imperatore (Aptenodytes Forsteri)
Curiosità sui Pinguini: Illustazione del megapinguino estinto (Palaeeudyptes Klekowskii) con un uomo e un Pinguino Imperatore (Aptenodytes Forsteri) (© Chris Shields/Nature Picture Library)

Un altro genere di Mega Pinguini è il Genere Anthropornis, che in greco antico significa uomo uccello, un genere estinto di pinguino gigante vissuto in Antartide tra i 52 e i 34 milioni di anni fa, durante l’Eocene Inferiore e Superiore. In questo genere vi rientrano due specie: il Pinguino Gigante di Nordenskjöld (Anthropornis Nordenskjoeldi), il cui nome onora Otto Nordenskjöld che ne scoprì i primi resti conosciuti, e il più piccolo Anthropornis Grandis, di sui è stato ritrovato anche un cranio fossile. I fossili di entrambe le specie sono stati trovati nella formazione La Meseta sull’isola di Seymour, in Antartide. Questi enormi pinguini raggiungevano un’altezza di 1,8 metri e un peso di 90 kg.

Anche in Sud America si trovava una specie di Pinguino Gigante, l’Icadyptes Salasi, vissuto nel tardo Eocene, le cui ossa sono state ritrovate in Perù. Aveva un becco molto lungo e appuntito ed aveva un’altezza di circa 1,5 metri. La scoperta di questo pinguino ha portato ad una rivalutazione di come i pinguini si siano adattati a vivere in climi caldi vicino all’equatore.

Un altro Pinguini Gigante scoperto in Perù è l’Inkayacu Paracasensis, con un’altezza di circa 1,5 metri, un becco molto lungo e ali simili a pagaie. Lo scheletro ritrovato era quasi completo ed è l’unico ritrovato al Mondo con ancora delle piume. Gli studi condotti sulle piume hanno permesso di determinare che avesse un piumaggio grigio scuro e bruno-rossastro rispettivamente sul dorso e sulla pancia.

Infine, un altro Mega Pinguino sia per dimensione che per peso, è il Kumimanu Fordycei, vissuto tra i 55 e i 60 milioni di anni fa. Le sue ossa sono state ritrovate nella Formazione Moeraki in Nuova Zelanda tra il 2017 e il 2023 e hanno permesso di stabilire che raggiungesse un’altezza di circa 170 centimetri e un peso di circa 150-160 kg. Questo è il pinguino più pesante esistito rivenuto fino ad ora.

Curiosità sui Pinguini: Scheletro ricostruito di A. Nordenskjoeldi in scala con un Pinguino Chinstrap, un Pinguino Imperatore e un Piccolo Pinguino Blu. Illustrazione di Kristin Lamm.

Nuova Zelanda: La più ricca concentrazione fossile di pinguini al Mondo

La Nuova Zelanda possiede la più ricca documentazione fossile di pinguini al Mondo, con circa 30 specie differenti rinvenute, che coprono gli ultimi 60 milioni di anni. Molte delle prime specie rinvenute provengono da qui e gli scienziati ritengono che sia proprio in Nuova Zelanda che i pinguini abbiano iniziato ad evolversi.

Dopo essersi staccato dal Gondwana e dopo l’estinzione dei dinosauri, il continente sommerso della Zealandia offriva enormi estensioni di acque costiere poco profonde e territori isolati dove questi pinguini potevano nidificare. La posizione isolata della Nuova Zelanda ha evitato in seguito la diffusione dei grandi mammiferi predatori terrestri, permettendo ai pinguini di evolversi diventando abili nuotatori e, in molti casi, enormi.

I fossili che sono stati ritrovati, e che continueranno ad essere rinvenuti in futuro, sono ben conservati grazie ai sedimenti che si sono depositati dolcemente sui fondali marini per milioni di anni, seppellendo i resti dei pinguini e proteggendoli dall’erosione. Il sollevamento tettonico della Nuova Zelanda ha poi riportato queste rocce in superficie, mettendole oggi a disposizione dei paleontologi.

Nella regione di North Canterbury sono state rinvenute le ossa fossili del pinguino più antico mai ritrovato, risalente a circa 61-62 milioni di anni fa, poco dopo l’estinzione dei dinosauri. Si tratta del Waimanu Manneringi, il cui nome in lingua Maori significa uccello acquatico, più simile ad un cormorano o ad una strolaga rispetto che ad un pinguino. Le sue dimensioni erano una via di mezzo tra i moderni Pinguini Imperatore e Reale. Sebbene avesse già perso la capacità di volare, le sue ali non erano ancora rigide come quelle dei pinguini odierni, ma erano una via di mezzo.

Altre importanti specie di pinguino ritrovate in Nuova Zelanda, importanti per comprendere come gli antichi pinguini si siano evoluti fino ai moderni pinguini, sono:

Muriwaimanu Tuatahi: è una specie estinta vissuta in Nuova Zelanda, scoperta grazie al ritrovamento di ossa fossili risalenti al Paleocene. È tra le specie più antiche rinvenute. Aveva un becco lungo e stretto e ali a forma di pagaia, che si ipotizza tenesse flesse durante le immersioni, suggerendo che questa potrebbe essere una specie in transizione verso i moderni pinguini.

Kupoupou Stilwelli: è una specie estinta vissuta sulle Isole Chatham della Nuova Zelanda, risalente al Paleocene. È tra le specie più antiche rinvenute e il primo ad avere proporzioni simili ai pinguini moderni. Era un pinguino di medie dimensioni, leggermente più piccolo di un moderno Pinguino Imperatore, ma con zampe e piedi più corti rispetto ad altri pinguini primitivi. Era completamente adattato all’ambiente acquatico e si pensa che sia il tassello evolutivo tra i pinguini giganti estinti e i pinguini moderni più piccoli.

Kairuku Waitaki: è una specie estinta vissuta in Nuova Zelanda, risalente al tardo Oligocene, circa 26-27 milioni di anni fa. Il suo nome in Maori significa tuffatore che torna con il cibo. Era alto circa 130-150 centimetri ma erano più snelli, avevano un becco più lungo e sottile e ali enormi rispetto ai pinguini giganti. Si pensa che anche questo pinguini rappresenti un ramo evolutivo tra i pinguini giganti estinti e i pinguini moderni.

Pinguino di Ridgen (Aptenodytes Ridgeni): è una specie estinta vissuta in Nuova Zelanda, scoperta grazie al ritrovamento di ossa fossili risalenti al Pliocene. Aveva dimensioni intermedie tra i suoi cugini viventi, l’Imperatore e il Reale, arrivando a misurare circa 90-100 centimetri di altezza.

Pinguino di Tyree (Pygoscelis tyreei): è una specie estinta anch’essa vissuta in Nuova Zelanda, scoperta grazie al ritrovamento di ossa fossili risalenti al tardo Pliocene. Aveva dimensioni leggermente più piccole rispetto all’attuale Pinguino Papua, arrivando a misurare circa 70-80 centimetri di altezza. Il loro ritrovamento dimostra che la presenza di pinguini del genere Pygoscelis all’epoca fosse molto più a Nord rispetto ad oggi.

Pinguino Crestato delle Chatham (Eudyptes Warhami): è una specie estinta vissuta sulle Isole Chatham della Nuova Zelanda, scoperta grazie al ritrovamento di ossa fossili. Si pensa che si estinse dopo circa 150-200 anni dall’arrivo dei Polinesiani sulle isole, intorno al 1500 d.C., a seguito dell’intensiva caccia. Sulla base degli studi condotti, si pensa che questa specie si sia separata dal suo parente più prossimo, il Pinguino Crestato Eretto, circa tra 1,1 e 2,5 milioni di anni fa. Ciò corrisponde all’emersione delle Isole Chatham dal mare circa 3 milioni di anni fa.

Pinguino Waitaha (Megadyptes Waitaha): è una specie estinta vissuta sulla costa Est dell’Isola del Sud. Si estinse poco dopo l’arrivo dei Polinesiani, attorno al 1500 d.C., a causa della caccia intensiva, lasciando spazio all’arrivo dell’odierno Pinguino dagli Occhi Gialli (Megadyptes Antipodes) che fino ad allora viveva solo sulle isole Sub-Antartiche.

Curiosità sui Pinguini: Un giovane Pinguino Imperatore che abbiamo visto nel Mare di Weddell
Curiosità sui Pinguini: Un giovane Pinguino Imperatore che abbiamo visto nel Mare di Weddell

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