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Europa / Groenlandia

Curiosità sulla Groenlandia: tra migliaia di iceberg e Inuit!


Come ben saprete ormai, prima di partire per un nuovo viaggio amo documentarmi sulle storie, sulle leggende e sulle curiosità del posto per poi approfondire l’argomento direttamente con i locals. Sulla Groenlandia ho letto molti libri e guardato mille documentari, aumentando la mia voglia di scoprire questa terra così estrema quanto misteriosa e conoscere un popolo del quale, purtroppo, si sa ben poco e quel poco che si sa, non è di certo bello. Sono partita con la curiosità alle stelle e una volta sull’isola ne ho approfittato per fare mille domande alle nostre ‘povere’ guide! Ho raccolto in questo articolo qualche curiosità sulla Groenlandia per rispondere alle vostre domande e perché no.. Sfatare qualche mito!

Curiosità sulla Groenlandia: Icebergs al tramonto nell'Ilulissat Icefjord
Curiosità sulla Groenlandia: Icebergs al tramonto nell’Ilulissat Icefjord

Curiosità sulla Groenlandia: Un nome che negli anni ha perso il suo significato originale

Nel 982 il navigatore normanno Erik Raude (più conosciuto come Erik il Rosso) venne esiliato dall’Islanda per aver commesso un omicidio e approdò ‘sulla terra a nord-ovest’ indicatagli dai pescatori islandesi, dandogli il nome di ‘Groenlandia’. Passati i 3 anni di esilio, Erik tornò in Islanda alla ricerca di altri coloni e per convincerli gli parlò di una terra verde e rigogliosa che aveva appena scoperto.

Groenlandia in danese, così come in inglese, significa ‘terra verde’ (Grønland, in ingelse Greenland) nonostante oggi di verde non ci sia quasi più nulla. E questo ho avuto modo di verificarlo durante il nostro viaggio in questa fantastica terra. Invece nel 2007, da uno studio diretto dal professore Eske Willerslev dell’Università di Copenaghen, si scoprì che tra gli 800.000 e i 400.000 anni fa non era così!

Grazie all’estrazione del DNA da organismi presenti nel permafrost, Willerslev scoprì che ai tempi la Groenlandia era popolata da insetti, mosche, farfalle, ragni ed era ricca di abeti rossi, tassi e pini. Questa ricerca, supportata dal fatto che sono anche state trovate tracce di forme di agricoltura, ha portato il professore ad interrogarsi sul fatto che il Sud della Groenlandia non fosse ricoperto dal ghiaccio prima dell’ultima glaciazione.

Il nome in lingua Inuit invece non c’entra nulla con la geografia o la flora dell’isola ed è “Kalaallit Nunaat” che significa “terra degli uomini”.

Curiosità sulla Groenlandia: niente strade, solo slitte!
Curiosità sulla Groenlandia: niente strade, solo slitte!

Un po’ di geografia e di….record!

La Groenlandia è l’isola più grande al Mondo, a discapito dell’Australia che viene considerata un continente! Pensate che misura circa 2.600 chilometri da Nord a Sud e ben 1.000 chilometri da Est ad ovest. La Groenlandia misura un totale di ben 2 milioni e 166 mila chilometri quadrati di superficie. Di contro, è lo stato meno densamente popolato al mondo, con solo 0,03 abitanti per km². La sua capitale Nuuk è la capitale di stato più a Nord del mondo e una tra le più piccole.

Circa l’80% della Groenlandia, ben 1 milione e 732 mila chilometri quadrati, è ricoperto dalla calotta glaciale (Sermersuaq in groenlandese) ed è per questo che sulle mappe risulta come un’enorme massa di colore bianco. L’unica eccezione è l’estremo Nord (Peary Land) dove l’aria è troppo secca per produrre neve. La restante parte si estende lungo la costa, dove sorgono villaggi e piccole città. Lo spessore della calotta raggiunge i 3.000 metri nelle zone più interne dell’isola ed è per questo che la si paragona spesso all’Antartide. Infatti la calotta groenlandese è la seconda calotta glaciale più grande dopo, appunto, l’Antartide.

Recentemente, grazie a diverse scansioni della calotta glaciale, in Groenlandia sono stati scoperti 56 laghi nascosti sotto il ghiaccio, portando il numero complessivo di laghi subglaciali dell’isola a 60. Secondo gli esperti, questi laghi subglaciali si formano in base a diversi fattori: l’acqua che si scioglie in superficie e scivola nel ghiaccio attraverso delle crepe, il calore dell’interno della Terra e la pressione del ghiaccio in superficie.

Politicamente parlando la Groenlandia appartiene alla Danimarca, nonostante abbia ottenuto l’indipendenza nel 1979, ma geograficamente parlando il territorio appartiene al Nord America. A rafforzare questo fatto è l’estrema vicinanza con il Canada. La distanza tra la Franklin Island (Groenlandia) e la Ellesmere Island (Canada), attraverso lo Stretto di Nares, è di circa 25 km. Non fa parte dell’Unione Europea e spesso e volentieri quando si parla di Europa non la si prende nemmeno in considerazione. Questo mi è capitato anche, pensate un po’, quando sono andata alla Tim per attivare l’offerta internet. La Groenlandia non risulta in Europa, seppur appartenente alla Danimarca, bensì nel resto del mondo!

Curiosità sulla Groenlandia: La terra degli icebergs
Curiosità sulla Groenlandia: La terra degli icebergs

Siorapaluk non è una parolaccia ma bensì il villaggio più a Nord della Groenlandia, abitato da circa 60 persone che vivono di caccia. Ittoqqortoormiit, con il suo impronunciabile nome, è invece il villaggio più remoto dell’isola. Può essere raggiunto tramite le navi di approvvigionamento solo a Luglio e Agosto o in elicottero durante tutto l’anno. Siorapaluk si trova ad Est vicino al Scoresby Sund, il fiordo più grande del mondo con la sua lunghezza di circa 350 km. Prese il nome dall’esploratore britannico William Scoresby che nel 1822 ne tracciò una dettagliata cartografia. Nelle vicinanze si trova anche la montagna più alta della Groenlandia: la Gunnbjørn Fjeld (alta ben 3.700 metri).

La Groenlandia ha il Parco Nazionale più grande e più a Nord del mondo. Il North-East National Park of Greenland è stato fondato nel 1974 ed ha una superficie pari a 375.000 m². Ha raggiunto il primato di PN più a nord del mondo grazie all’isola di Kaffelklubben (il cui nome significa l’isola del club del caffè) che si trova a 83°40’N 29°50’O a nord del fiordo di Frederick Hyde, e all’isola di Oodaaq, estesa circa 100 m², che si trova a 83°40’N 30°40’O, entrambe appartenenti al parco. Kaffelklubben fu avvistata per la prima volta da Robert Peary, esploratore statunitense, nel 1900. Il primo a visitarla invece fu l’esploratore danese Lauge Koch nel 1921, che le diede questo nome per ricordare il club del caffè del Museo di mineralogia di Copenaghen.

Le coste della Groenlandia sono lunghe complessivamente 44.087 chilometri, superando di gran lunga i 40.075 chilometri dell’equatore!

Pensate che in un territorio di più di 2 milioni di chilometri quadrati, non ci sono ne ferrovie ne strade! Ebbene si, in Groenlandia si possono percorrere solamente 63 km di strada, concentrati nelle città più grandi come Ilulissat, Nuuk e Sisimiut. Inutile dire che gli spostamenti da un posto all’altro sono lunghi e difficoltosi. A tal proposito gli unici mezzi per potersi spostare sono barca, elicottero, motoslitta o slitta trainata dai cani. 

Durante il mio soggiorno ad Ilulissat ho potuto constatare che il mezzo più comodo ed utilizzato è la motoslitta, la quale permette di oltrepassare anche laghi e mare ghiacciati qualora lo spessore del ghiaccio sia sufficiente. Di contro, i voli che collegano i vari villaggi, soprattutto a Nord e ad Est, non sono per niente economici e ho scoperto a malincuore che i groenlandesi non hanno alcuna convenzione con Air Greenland. Diverso è il discorso per gli spostamenti via mare, per i quali i residenti hanno qualche sconticino, ma che restano ugualmente costosi e soggetti alle condizioni meteo e del mare.

Se la Groenlandia da un lato ha tanti primati, dall’altro ha solamente un solo luogo inserito nel Patrimonio Unesco (2004), ed è il bellissimo “Icefjord” di Ilulissat. Quest’area comprende anche la Disko Bay e l’area circostante.

A causa della sua latitudine e del clima artico, la temperatura più rigida mai registrata è di -68°C nella zona interna dell’isola.

Last but not least: il punto più a Nord della Groenlandia dista solamente 708 km dal Polo Nord!

Curiosità sulla Groenlandia: l'isola dei record
Curiosità sulla Groenlandia: l’isola dei record

Un po’ di… Groenlandese!

La lingua inuit è la lingua parlata nella zona artica del Canada, nella parte settentrionale dell’Alaska, in Groenlandia e in alcune zone subartiche ed è costituita da un insieme di dialetti che variano a seconda della zona in cui ci si trova.

In Groenlandia esistono ben 3 diversi dialetti legati alle tre vecchie contee in cui era suddivisa fino al 31 dicembre 2008:

❄ Il Kalaallisut o groenlandese occidentale, che fa riferimento alla vecchia contea di Kitaa, è la lingua ufficiale parlata da quasi tutta la popolazione ed è insegnata obbligatoriamente a scuola. Nonostante il legame tra Groenlandia e Danimarca, pensate che solamente il 14% circa della popolazione parla il danese, proposta come lingua a scelta nelle scuole.

❄ L’Avanersuarmiutut o groenlandese del Nord, che fa riferimento alla vecchia contea di Avanersuaq (nel Thule, dove si trova Qaanaaq), viene spesso chiamata anche Inuktun che dialettologicamente parlando si trova tra il Kalaallisut groenlandese e l’Inuktitut canadese della zona di Baffin. Questo dialetto fu descritto per la prima volta durante i primi anni del Novecento dagli esploratori Knud Rasmussen e Peter Freuchen, durante una delle loro spedizioni in Groenlandia del Nord.

❄ Il Tunumiit oraasiat o groenlandese orientale, che fa riferimento alla vecchia contea di Tunu, differisce completamente dagli altri dialetti della lingua Inuit.

Curiosità sulla Groenlandia

La lingua groenlandese non ha accenti, anche se talvolta alcune sillabe complesse vengono pronunciate accentate, ha solamente tre vocali, che sono la i, la u e la a, e viene scritta con l’alfabeto latino. Le parole sono composte da una sola radice a cui vengono aggiunti suffissi e affissi. È per questo che spesso e volentieri le parole sono lunghissime e corrispondono a vere e proprie frasi! Pensate che patata in groenlandese si dice naatsiiat che significa ‘qualcosa per cui qualcuno aspetta per molto tempo che cresca’, mentre computer in groenlandese si dice qarasaasiaq che significa ‘intelligenza artificiale’.

Avete presente la leggenda metropolitana delle infinite parole per descrivere la neve in groenlandese? Ecco, durante il viaggio in Groenlandia ho avuto modo di constatare, assieme ad una guida locale, che non è assolutamente vero! Una delle tante teorie a riguardo è quella portata a termine da Laura Martin, la quale dice che nella lingua inuit esistono solamente due radici per descrivere la neve, che sono qanik per indicare la neve nell’aria e aput per indicare la neve per terra. Da queste radici si formano a loro volta tante altre parole come ad esempio qanipalaat per indicare i soffici fiocchi di neve che cadono e apusiniq per indicare un cumulo di neve.

I groenlandesi sono molto felici quando i visitatori provano a dire qualche parola nella loro lingua ed è per questo che vi consigliamo di imparare qualche semplice parolina come le seguenti:

  • Aluu: ciao – Baaj: arrivederci – Takuss: arrivederci / a presto
  • Kumoorn: buongiorno! – Kunaat: buonanotte!
  • Kasuutta!: cin cin!
  • Qujanaq: grazie
  • Tuluttut oqalusinnaavit?: parli inglese? – Italiamiutut: italiano – Tuluttut: inglese
  • Ikiunnga: aiuto
  • Nakorsaq: dottore – Napparsimmavik: ospedale
  • Politiit: polizia
  • Ullumi: oggi – Unnugu: stasera – Ippassaq: ieri – Aqagu: domani – Maanna: adesso
  • Ataasinngorneq: lunedì – Marlunngorneq: martedì – Pingasunngorneq: mercoledì – Sisamanngorneq: giovedì – Tallimanngorneq: venerdì – Sapaat: sabato – Arfininngorneq: domenica
  • Ataaseq: uno – Marluk: due – Pingasut: tre – Sisamat: quattro – Tallimat: cinque – Arfinillit: sei – Arfineq marluk: sette – Arfineq pingasut: otto – Qulingiluat: nove – Qulit: dieci
Curiosità sulla Groenlandia
Curiosità sulla Groenlandia

Dopo il bello, viene sempre il brutto..

Nonostante l’estrema bellezza dei paesaggi e delle persone, la Groenlandia ha un lato negativo che riguarda molte problematiche sociali: l’alcolismo, il gioco d’azzardo, il suicidio e la povertà sono solo alcune di queste.

Una delle principali cause di questa situazione è la rapida modernizzazione del paese, che ha piano piano allontanato gli Inuit dalle loro tradizioni e dalla loro cultura mettendoli in serio pericolo.

Un’altra causa che negli ultimi anni sta influenzando negativamente questo angolo di mondo è il cambiamento climatico che purtroppo ho avuto modo di toccare con mano durante il mio viaggio. Le principali attività economiche (caccia e pesca) sono messe a dura prova dagli inverni sempre più caldi che si stanno verificando, chiedendo alla popolazione di adeguarsi a questo cambiamento negativo. I ghiacciai si stanno ritirando sempre più rapidamente: il Sermeq Kujalleq che si trova vicino ad Ilulissat si è ritirato di più di 10 chilometri in soli tre anni.

Questo cambiamento purtroppo incide anche sulla vita della fauna locale: in alcune zone si forma sempre meno ghiaccio ed è sempre meno spesso e gli orsi polari sono costretti a percorrere lunghe distanze a nuoto per poter cacciare le foche (le loro prede principali) o anche solo per spostarsi da un luogo all’altro, rischiando di morire lungo il tragitto o di diventare preda di orche e squali. Il rapido scioglimento dei ghiacci ha conseguenze disastrose anche per foche e cetacei come beluga e narvali, i quali solitamente erano protetti per molti mesi all’anno dallo strato di ghiaccio marino delle baie, rendendoli facili prede per le orche.

Fino a prima di partire ero convinta che il Giappone fosse il paese con il più alto tasso di suicidi al mondo ma, informandomi meglio, ho purtroppo constatato che in cima a questa classifica c’è proprio la Groenlandia. Contrariamente a quanto si possa pensare, il più alto numero di suicidi si registra durante l’estate e non durante la notte polare. Una teoria indica la mancanza di sonno e di conseguenza l’insonnia come i principali fattori che spingono al suicidio.

Un’altra cosa che ho avuto modo di constatare sia a Kangerlussuaq sia ad Ilulissat è la presenza di macchinette da gioco praticamente ovunque e la moltitudine di persone, soprattutto ragazzi, che spende intere giornate a tentare la fortuna. Sono rimasta molto delusa da questa situazione, non pensavo che il vizio del gioco arrivasse fin lassù.

Per quanto riguarda il discorso povertà invece l’ho approfondito con una delle nostre guide che ci ha spiegato che, nonostante la popolazione povera superi di gran lunga la popolazione benestante, lo stato aiuta i senzatetto e chi non ha lavoro. Lo stato fornisce loro una casa (come le nostre case popolari), da loro dei soldi per l’acquisto dei beni di prima necessità per circa 6 mesi e li aiuta a trovare un lavoro. Se in questi sei mesi la persona non riesce per qualche motivo a trovare o tenersi un lavoro e quindi non riesce a sostenere le spese di casa, lo stato gli chiede di trasferirsi a casa di un familiare o di un amico.

Curiosità sulla Groenlandia
Curiosità sulla Groenlandia

Curiosità sulla Groenlandia: una sanità coi fiocchi

Un’altra mia curiosità che ho voluto approfondire con una delle nostre guide è il discorso riguardante la sanità e l’assistenza sanitaria in Groenlandia. Reno mi ha spiegato che in Groenlandia la sanità è completamente gratuita e che il servizio è ben organizzato e servito, nonostante si possa pensare il contrario dato il luogo in cui ci si trova.

Alcune delle città più grandi hanno un proprio ospedale nel quale si possono curare le malattie principali, si possono ricevere cure di primo soccorso, hanno un reparto di chirurgia e sono organizzati per tutti i tipi di infortunio. Gli abitanti dei villaggi vengono trasportati tramite elicottero nelle città in cui si trova un ospedale per ricevere gratuitamente tutte le cure di cui hanno bisogno. I pazienti con malattie più gravi, come tumori, vengono trasportati nell’ospedale di Nuuk sempre tramite elicottero.

Per il trasporto in elicottero i groenlandesi utilizzano vecchi elicotteri militari russi convertiti in elicotteri ospedalieri d’emergenza. Gli elicotteri vengono utilizzati per trasportare i pazienti dai villaggi verso i paesi in cui è presente un ospedale.

Curiosità sulla Groenlandia: Un servizio aereo eccellente
Curiosità sulla Groenlandia: Un servizio aereo eccellente

Non chiamateli Eschimesi!

Vi sfaterò un’altro mito, o almeno in parte! Nell’immaginario collettivo, le popolazioni delle zone artiche sono dei piccoli e buffi eschimesi vestiti di pelle di foca, che pescano tutto il giorno attraverso un buchino ricavato nel ghiaccio, e che vivono in igloo di ghiaccio. Niente di più sbagliato! Gli Inuit non vivono in igloo di ghiaccio ma in bellissime casette di legno tutte colorate. Gli igloo erano utilizzati maggiormente nell’artico canadese rispetto alla Groenlandia. I cacciatori li utilizzavano come rifugio dalle rigide condizioni meteo durante l’inverno.

Prima dell’arrivo degli europei, tutti gli abiti dei groenlandesi erano ricavati dalla pelle di foche, orsi, renne e volpi. Gli abiti invernali erano solitamente costituiti da due strati. Uno esterno con il pelo rivolto verso l’esterno ed uno interno con il pelo rivolto verso il corpo di chi lo indossava. Questo strato era decorato in vari modi e lo utilizzavano singolarmente durante l’estate. Anche gli stivali, i kamik, erano realizzati con due strati: uno strato interno fatto di pelle ed uno esterno resistente ed impermeabile. Tra le suole si utilizzava un’imbottitura fatta con muschio, licheni o semplice erba per isolare il piede dal terreno ghiacciato. Ormai anche i groenlandesi indossano abiti moderni e i costumi tradizionali vengono utilizzati solamente nei giorni di festa o durante ricorrenze particolari.

La parola ‘eschimese’ la si utilizza solitamente per indicare gli abitanti della parte artica del Canada, dell’Alaska, della Siberia e della Groenlandia, ma sappiate è un termine estremamente offensivo per loro! La parola Eskimo fu coniata dagli europei (maggiormente spagnoli, francesi e danesi) e dagli americani per indicare i loro ‘vicini di casa’ ed etichettava queste popolazioni come “mangiatori di carne cruda” o “costruttori di racchette da neve”.

Per ogni zona artica esiste una specifica parola per indicarne la popolazione, ma tra queste possiamo distinguerne due principaliInuit, o al singolare Inuk, per indicare gli abitanti dell’estremo nord dell’Alaska, del Canada e della Groenlandia, e Yupiit, o al singolare Yupik, per indicare gli abitanti dell’estremo occidente dell’Alaska e della Siberia. Yupik deriva dalla parola yuk che significa persona e pik che significa reale o genuino. Si può tradurre letteralmente in persone reali, mentre Inuit significa semplicemente uomini.

I nativi groenlandesi si chiamano Kalaallit che significa uomo. Ecco perché, in groenlandese, la Groenlandia si chiama Kalaallit Nunaat che significa terra degli uomini.

Curiosità sulla Groenlandia: Case groenlandesi ad Oqaatsut
Curiosità sulla Groenlandia: Case groenlandesi ad Oqaatsut

Sole di mezzanotte ed Aurora Boreale: leggende e tradizioni

La Groenlandia è il luogo perfetto per ammirare sia il sole di mezzanotte ma soprattutto l’Aurora Boreale. L’inquinamento luminoso è assente e le condizioni meteorologiche garantiscono quasi 300 giorni all’anno di cielo limpido e libero dalle nuvole. Kangerlussuaq sembra essere il posto migliore dove avvistare l’Aurora Boreale, ma io, giustamente, ho trovato l’unica notte nuvolosa! Durante il lungo inverno è il buio della notte polare a dominare, periodo in cui il sole non sale mai sopra l’orizzonte. Condizione perfetta per passare le serate con il naso all’insù in attesa della Dama Verde.

Gli Inuit della Groenlandia credevano che le aurore (in lingua Inuit, “Qiugyat”) fossero gli spiriti dei bambini deceduti di morte violenta o nel giorno del loro compleanno.

Durante i mesi estivi invece, nelle zone situate al di sopra del Circolo Polare Artico, il Sole non tramonta mai regalando quindi 24 ore di luce ininterrotte. Già ad aprile, quando sono andata io, nonostante il sole tramontasse verso le 20.45/21.00, si potevano ammirare i colori pastello del tramonto fino a notte inoltrata.

In molti dei villaggi situati al di sopra del Circolo Polare Artico, è usanza celebrare il ritorno del Sole. Le celebrazioni includono escursioni in famiglia, canti e balli. Ad Ilulissat, ad esempio, il 13 Gennaio le attività chiudono presto per permettere ai lavoratori, alle famiglie e alle classi scolastiche di recarsi a Seqinniarfik (più conosciuta come Holms Hill), una collina situata nei pressi dell’Ilulissat Icefjord, per salutare il Sole con canti groenlandesi prima che, dopo circa 52 minuti, scompaia nuovamente dietro le montagne del fiordo. Seqinniarfik significa infatti “il luogo dove recarsi a salutare il sole”.

I villaggi situati vicino al Circolo Polare Artico sono i primi a festeggiare il ritorno del Sole. I villaggi più a Nord invece devono aspettare circa un mese in più. Aasiaat, Ilulissat e Qeqertarsuaq sono i primi a festeggiare il ritorno del Sole il 13 Gennaio, seguiti da Ittoqqortoormiit (il famoso Scoresby Sund) il 19 Gennaio, Uummannaq il 4 Febbraio, Upernavik il 6 Febbraio ed infine l’area di Qaanaaq il 17 Febbraio.

Groenlandia: tramonto sulla Baia di Disko
Groenlandia: tramonto sulla Baia di Disko

Artigianato locale: il tupilak

Nella mitologia Inuit il tupilak era una statuetta realizzata da uno sciamano (angakkuq) con uno scopo ben preciso. Per costruirla lo sciamano utilizzava i corni di narvalo, ma anche le corna dei caribù o le ossa delle balene, oppure a volte i pezzi dei cadaveri dei bambini. Alla statuetta veniva poi infusa la vita mediante incantamenti rituali. Lo sciamano la metteva poi in mare perché cercasse ed eliminasse la vittima designata.

Tuttavia l’uso di queste statuette aveva anche delle controindicazioni. Se veniva inviato ad uccidere una persona il cui potere magico era maggiore del potere di chi l’aveva mandato, questo poteva rimandare indietro la statuetta per uccidere il proprio creatore. Il costruttore poteva evitarsi la condanna ammettendo pubblicamente la propria intenzione.

I tupilak venivano costruiti in segreto, con materiali degradabili e poi gettati in mare. È per questo che non ne è stato conservato neanche uno fino ai giorni nostri. I primi viaggiatori europei giunti in Groenlandia, sentendo le leggende sui tupilak, chiesero che aspetto avessero. Così gli Inuit iniziarono a scolpire qualche statuetta utilizzando i denti di capodoglio. I groenlandesi continuano tutt’ora a realizzare queste statuette con forme e dimensioni differenti. Per costruirle utilizzano le zanne di tricheco o narvalo, legno o le corna del caribù.

Curiosità sulla Groenlandia: il Tupilak
Curiosità sulla Groenlandia: il Tupilak

Festa Nazionale e bandiera

La Festa Nazionale della Groenlandia è il 21 Giugno, chiamato Ullortuneq che significa “il giorno più lungo dell’anno“. In tutta la Groenlandia è una giornata di festa fatta da attività culturali, presentazioni e pranzi tutti insieme all’aperto.

Il 21 Giugno è anche il giorno in cui si espone ufficialmente la bandiera. Il 21 Giugno 1985 infatti fu introdotta per la prima volta la bandiera groenlandese, la Erfalasorput (che significa “la nostra bandiera”). I colori della bandiera sono il bianco ed il rosso: il semicerchio rosso indica il sole di mezzanotte, mentre la parte bianca indica la neve.

Curiosità sulla Groenlandia: La bandiera
Curiosità sulla Groenlandia: La bandiera

Qui sotto trovate il video del nostro viaggio in Groenlandia. Enjoy!

Video del nostro viaggio in Groenlandia

Se ti incuriosisce la Groenlandia, non perderti gli articoli ad essa dedicati:

Se l’Artico vi incuriosisce potete scoprirne di più iniziando dalla nostra guida Artico: un mondo da proteggere oltre il Circolo Polare Artico e dalla nostra Photo Gallery! Per approfondimenti sulle popolazioni dell’Artico date un’occhiata al nostro progetto People of the Arctic: un viaggio alla scoperta degli abitanti dell’Artico.

6 Comments

  • Simone
    19 Giugno 2017 at 12:49

    Se vuoi puoi aggiungere un altro record della Groenlandia: Qaasuitsup è il comune più esteso al mondo, con oltre 660.000 kmq, più del doppio dell’Italia. Certo, la densità della popolazione è bassina…..

    Reply
    • Elisa Polini
      19 Giugno 2017 at 13:52

      Ciao Simone! Grazie per il suggerimento 🙂 aggiorno l’articolo!

      Reply
  • Lorena Lombardi
    17 Giugno 2017 at 11:47

    Ahhhhh!!! Tu e questi post sui posti freddi…. <3 Mi fai venir voglia di lasciare il mare e scappare a Nord, soprattutto in giorni caldi come questi! Io mi sono appena lanciata in un articolo sulla Norvegia non a caso! Comunque complimenti per il tuo post, è interessantissimo. Ero a conoscenza di meno della metà delle cose.. Grazie!

    Reply
    • Elisa Polini
      19 Giugno 2017 at 7:44

      Ciao Lorena, grazie mi fa davvero piacere!! È proprio quello che cerco di fare attraverso le mie foto e le mie parole! Siamo in due a voler scappare a nord con questo caldo. Infatti la mia testa e il mio cuore sono ancora lassù ?

      Reply
  • Katia
    9 Maggio 2017 at 16:06

    I paesi nordici non mi hanno mai attirato se non per l’aurora boreale ma a vedere tutte queste belle immagini in giro, un pensierino ce lo farei!
    Il problema del riscaldamento globale così come l’alcolismo e la povertà ne avevo sentito parlare! E’ davvero un gran problema. L’unica cosa che mi domando: la Groenlandia credo sia un paese solo “naturale” con case sparse qua e là (poi dammi una conferma se è vero o meno). E credo che viva soprattutto di pesca e forse ora di turismo: quale altra alternativa hanno le persone di trovare un lavoro (soprattutto se la pesca sta subendo drasticamente e in negativo, dei cambiamenti)?

    Reply
    • Elisa Polini
      9 Maggio 2017 at 18:13

      Ciao Katia 🙂 l’Aurora Boreale è uno spettacolo al quale assistere almeno una volta nella vita! Dopo averla vista la prima volta non si riesce più a farne a meno.
      La Groenlandia si, è un paese praticamente tutto naturale, con piccoli villaggi solamente lungo la costa e pochissime città (le loro città sono grandi praticamente come i nostri paesini di campagna!)..Le puoi contare sulle dita di una mano.
      I groenlandesi vivono di pesca e caccia, al di fuori delle città, e negli ultimi anni il turismo ha avuto un buon incremento. Nei villaggi più grandi si stanno adeguando un pochino anche loro, aprendo attività commerciali, agenzie turistiche e qualche struttura ricettiva in più. Tutto questo crea nuovi posti di lavoro. Durante la mia permanenza ho constatato che il personale nelle varie attività non manca, soprattutto per le mansioni di manutenzione aeroportuale, stradale e di tutte le strutture che vanno tenute sotto controllo per via del clima ostile. Anche nei piccoli villaggi come Oqaatsut, ad esempio, vivono sia di pesca (attività principale) sia di turismo, seppur ce ne sia ancora poco. Qui si trova un ristorante e un piccolo albergo con 5/6 stanze.
      Spero solo che il turismo non arrivi a distruggere anche questo angolo di mondo ancora incontaminato e che la modernizzazione non porti gli Inuit a cambiamenti ancora più radicali e pesanti di cui non sopporterebbero le conseguenze!

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