La Nuova Zelanda è spesso vista come una terra lontana, quasi irraggiungibile, dall’altra parte del Mondo rispetto all’Italia. Una piccola perla di rara bellezza situata nel cuore dell’Oceano Pacifico, nell’estremo Sud dell’Emisfero Australe, circondata da chilometri e chilometri di mare. Una terra selvaggia, maestosa ed incontaminata, oltre il cui orizzonte si intravede qualche piccola isoletta e poi più nulla fino all’Antartide. Una terra che fa parte del Continente Nuovissimo, l’Oceania, l’ultimo ad essere stato scoperto dagli europei, insieme all’Australia e ad altri luoghi paradisiaci come la Polinesia, la Melanesia e la Micronesia.
Ed in effetti, la Nuova Zelanda si trova quasi agli antipodi dell’Italia, alla stessa latitudine Sud, risultando per noi una tra i Paesi più lontani da raggiungere. Ma non è tutto! Se guardate bene una cartina, vi accorgerete che le similitudini con l’Italia non sono finite qui. La forma della Nuova Zelanda ricorda molto il nostro stivale, anche se capovolto da Nord a Sud e da Est ad Ovest.
Di curiosità sulla Nuova Zelanda da raccontare ce ne sono tante e in questo articolo abbiamo racchiuso le più simpatiche e caratteristiche, con l’intento di farvi innamorare di questo splendido Paese ancor prima di andarci di persona.

Qualche numero e…Record!
❄ Wellington, la capitale della Nuova Zelanda, si trova sul 41° parallelo Sud ed è la capitale più a Sud del Mondo. Nella regione dell’Otago invece si trovano i vigneti più a Sud del Mondo.
❄ La Nuova Zelanda è una terra dove Madre Natura ha dato il massimo di se, dove la natura è rigogliosa e ancora incontaminata. Questo grazie anche al fatto che il 30% del territorio neozelandese è protetto sottoforma di riserve e parchi nazionali. Inoltre, circa l’80% della flora è endemica, tra cui l’iconica felce argentata.
❄ Le coste della Nuova Zelanda sono lunghe circa 15.000 chilometri e nessuna località della Nuova Zelanda dista più di 128 chilometri dall’oceano. Questo è infatti uno dei pochi posti al Mondo dove è possibile sciare la mattina e andare al mare al pomeriggio.
❄ La Nuova Zelanda è uno dei soli due paesi al Mondo ad avere due inni nazionali ufficiali e di pari valore, l’altro è la Danimarca. God Save the King è l’inno tradizionale utilizzato in occasioni reali o vicereali, mentre God Defend New Zealand è utilizzato in occasioni in cui l’identità nazionale è posta al centro dell’attenzione, come gli eventi sportivi dove viene cantato con versi inglesi e maori.

❄︎ Le cinque montagne più alte della Nuova Zelanda sono chiamate The Navigators. Ognuna è stata nominata in onore di un famoso capitano: Cook, Tasman, La Perouse, Dampier ed Elie de Beaumont.
❄︎ Nel mare della Nuova Zelanda nuotano i Delfini di Hector, i delfini più piccoli al Mondo, purtroppo in pericolo di estinzione (circa 7.270 esemplari). Hanno distintivi segni neri sul viso, raggiungono 1 metro e mezzo di lunghezza e hanno una pinna dorsale a forma di orecchio di Topolino. I Delfini di Maui, una sottospecie del Delfino di Hector, sono i più rari al Mondo in quanto ne restano solo 110 esemplari.
❄︎ La Nuova Zelanda ospita l’unico pappagallo al Mondo incapace di volare, il Kakapo, e l’unico pappagallo alpino al Mondo, il Kea.
❄︎ La strada più ripida al Mondo si trova a Dunedin ed è la Baldwin Street, con una pendenza del 35%.
❄︎ La Nuova Zelanda ha aperto la strada ai diritti delle donne, ben prima di altri paesi come Stati Uniti o Regno Unito, diventando il primo Paese al Mondo ad aver dato a tutte le donne il diritto di votare nel 1893.

❄︎ Il bunjee jumping fu inventato in Nuova Zelanda negli anni ottanta da A.J. Hackett, che prese ispirazione dal rituale del land diving sull’isola di Vanuatu.
❄︎ In Nuova Zelanda il Natale si festeggia due volte. Alcuni neozelandesi, non accontentandosi del classico Natale, lo festeggiano due volte all’anno: una il 25 Dicembre e una a Luglio, che per loro segna la metà dell’inverno. Quindi se viaggerete in Nuova Zelanda a Luglio, potreste trovare diversi locali ancora addobbati per festeggiare il Mid-Winter Christmas.
❄︎ Il Pōhutukawa è un bellissimo albero originario del Paese, spesso chiamato l’albero di Natale della Nuova Zelanda. È noto per la sua splendida fioritura di fiori rossi durante i mesi estivi, che avviene solitamente durante il periodo natalizio in Nuova Zelanda.
❄︎ Gisborne, una piccola città neozelandese, è uno dei primi posti al Mondo a vedere il sorgere del Sole, insieme alle Isole Chatham (isole della Nuova Zelanda) e al Kiribati. La città dista infatti poche centinaia di chilometri dalla linea internazionale del cambio data.
❄︎ Nel 2006, la Nuova Zelanda ha riconosciuto la lingua dei segni neozelandese (NZSL) come una delle sue lingue ufficiali, insieme all’inglese e al Te Reo Māori, la lingua indigena del Paese.

Terra della Lunga Nuvola Bianca
Aotearoa, così fu originariamente chiamata la Nuova Zelanda dai coloni Maori, significa terra della lunga nuvola bianca. In realtà il significato originario non è noto, ma la parola può essere suddivisa in ao (che significa nuvola, alba, giorno o mondo), tea (che significa bianco, limpido o luminoso) e roa (che significa lungo). Può anche essere suddivisa in Aotea, così erano chiamate le canoe che usarono i primi coloni per emigrare verso la Nuova Zelanda, e roa (lungo).
Secondo alcune leggende, il primo esploratore a scoprire Aotearoa fu l’antenato Kupe. Egli navigò, a bordo della sua waka hourua (canoa da viaggio), da Hawaiki attraverso l’Oceano Pacifico seguendo le stelle e le correnti oceaniche e sbarcò sulla nuova terra circa 1.000 anni fa. Si dice che sua moglie, Kuramārotini, mentre osservava l’orizzonte, vide una lunga nuvola bianca e urlò: “He ao! He ao! He Aotearoa!” (Una nuvola! Una nuvola! Una lunga nuvola bianca!), dando così il nome Aotearoa alla nuova terra.
Prima dell’arrivo dei coloni europei i Maori non usavano il nome Aotearoa per l’intero arcipelago, ma solo per l’isola del Nord. Hanno iniziato ad utilizzare questo nome per la Nuova Zelanda solamente verso la fine del 1800.

I Maori hanno anche due nomi separati per l’isola del Nord e l’isola del Sud. La prima è chiamata Te Ika-a-Māui, che significa Pesce di Maui. La seconda invece è chiamata Te Waipounamu, che significa Acqua della Pietra Verde, o anche Te Waka a Māui, che significa Canoa di Maui.
Secondo una leggenda, Maui era un audace ed intelligente semidio a cui piaceva oltrepassare i limiti. Un giorno, i suoi fratelli organizzarono una battuta di pesca e decisero di non invitarlo. Maui però si nascose nella canoa e uscì solamente quando ormai erano già al largo. In quella battuta di pesca, Maui catturò il suo pesce più grande di sempre: l’Isola del Nord. Si dice che il Monte Hikurangi rappresenti la prima parte del pesce ad essere emersa dal mare e oggi è considerato sacro dalla tribù locale Ngāti Porou, che si considera discendente diretta di Maui.
Secondo alcune leggende, si narra che la canoa di Maui divenne l’isola del Sud. Si ritiene che la penisola di Kaikōura, sulla costa orientale dell’isola, sia il luogo in cui Maui si fermò per tirare su la sua gigantesca preda.
Stewart Island, situata nella punta Sud della Nuova Zelanda, è invece chiamata Te Punga a Maui, che significa Ancora di Maui. Secondo la leggenda, l’isola rappresenta l’ancora che teneva la waka di Maui mentre tirava su il pesce gigante.

Storia della Nuova Zelanda in pillole
La Nuova Zelanda, insieme alla Nuova Caledonia, fa parte di un micro-continente chiamato Zealandia, la maggior parte del quale è sommerso (94%). Circa 540 milioni di anni fa, la Nuova Zelanda si stava formando sul bordo orientale del supercontinente Gondwana, che conteneva anche il Sud America, l’Africa, il Madagascar, l’India, l’Antartide e l’Australia. Nel corso di milioni di anni, i sedimenti trasportati dai fiumi e i depositi di cenere vulcanica sul fondale marino contribuirono pian piano a formare le rocce basali della Zealandia.
Tra 130 e 100 milioni di anni fa, alcune grandi eruzioni iniziarono a creare delle grosse faglie nel supercontinente e una grossa parte di esso, che conteneva l’Antartide, l’Australia e la Nuova Zelanda, iniziò a staccarsi. Circa 83 milioni di anni fa, la Zealandia iniziò a separarsi dall’Australia formando il Mar di Tasman, fino a separarsi completamente 8 milioni di anni dopo.
25 milioni di anni fa la Zealandia si trovava vicino alla giunzione delle placche australiana e pacifica e iniziò un lento processo di divisione. Vicino al confine della placca, parte del continente sommerso fu spinto verso l’alto, creando così l’area terrestre della Nuova Zelanda. Il paesaggio odierno è stato modellato a partire dagli ultimi 1,8 milioni di anni. Le Alpi Meridionali si sono sollevate, violente eruzioni vulcaniche hanno modificato la superficie e i ghiacciai hanno modellato le valli durante le Ere Glaciali.
L’ultima Terra ad essere popolata
La Nuova Zelanda fu l’ultima terra ad essere colonizzata dagli esseri umani. I primi a raggiungere le isole circa 1.000 anni fa furono i polinesiani, partiti dalla loro patria originaria Hawaiki, il vecchio nome di Raiatea, a bordo delle loro waka hourua (canoe da viaggio). Tra il 1280 e il 1350 iniziarono a stabilirsi sulle isole, sviluppando una cultura Maori differente da quelle della Polinesia orientale. Alcuni Maori, in seguito, si distaccarono e migrarono alle isole Chatham, dove diedero vita ad una nuova cultura chiamata Moriori. Una successiva invasione del 1835 da parte dei Maori portò al massacro e alla virtuale estinzione dei Moriori.
Nel 1642, l’esploratore olandese Abel Tasman divenne il primo europeo ad avvistare e registrare la Nuova Zelanda. La sua spedizione però non ci mise mai piede e se ne andò subito dopo essere stati attaccati. La Nuova Zelanda fu chiamata Nieuw Zeeland, che significa terra di mare, in onore di una regione nei Paesi Bassi. Gli europei non rivisitarono la Nuova Zelanda fino al 1769, quando l’esploratore britannico James Cook divenne il primo europeo a mettere piede nel Paese e mapparne gran parte della costa. In questa occasione, il nome fu anglicizzato in New Zealand. Qualche giorno dopo, arrivarono anche i francesi, capitanati da Jean-François de Surville, che esplorarono il Nord del Paese.

Dopo la spedizione di Cook, sulle isole arrivarono molte altre navi europee ed americane. Gli europei commerciavano con i nativi, portando loro cibo europeo, armi ed utensili in metallo in cambio di cibo locale ed acqua fresca. Introdussero la patata, che cambiò l’agricoltura locale, e il moschetto, che ebbe un forte impatto sui rapporti di forza tra le varie tribù locali. Questo portò alle famose Guerre del Moschetto, una serie di guerre avvenute tra vari gruppi Maori tra il 1807 e il 1837. Si stima che durante queste guerre persero la vita tra i 20.000 e i 40.000 Maori.
Preoccupato per le mire espansionistiche dei francesi, il Governo inglese inviò in Nuova Zelanda un rappresentante, William Hobson, al fine di reclamare la sovranità britannica e stipulare un trattato con i nativi. Tra il 1788 e il 1840 la Nuova Zelanda fece formalmente parte della Colonia del Nuovo Galles del Sud. Nel 1840, i rappresentanti del Regno Unito e i capi Maori firmarono il Trattato di Waitangi che aprì la strada alla dichiarazione di sovranità della Gran Bretagna e alla fondazione della Colonia della Nuova Zelanda nel 1841.
Successivamente alla crescita degli insediamenti dei bianchi, i Maori iniziarono a temere di perdere il controllo della loro terra. Questo, tra gli anni ’60 e ’70 dell’800, li portò a combattere contro i britannici nelle famose Guerre Maori, dove persero gran parte delle loro terre. Nel mentre, nel 1854, fu istituito il primo parlamento neozelandese, un primo passo verso l’indipendenza del Paese. La Nuova Zelanda divenne un dominio della Gran Bretagna nel 1907 e ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1947.

Un tempo era la Terra del Moa
Un tempo la Nuova Zelanda, grazie alla sua remota posizione, ospitava numerose specie di uccelli uniche, alcune delle quali si sono purtroppo estinte a causa dell’attività umana e dell’introduzione di specie invasive. Uno degli uccelli che un tempo viveva in Nuova Zelanda è il Moa, un gruppo ormai estinto di grandi uccelli incapaci di volare.
Pensate che ne esistevano ben 9 specie. La specie più grande raggiungeva un’altezza di 3,6 metri e poteva pesare fino a 230 kg. La più piccola invece aveva le dimensioni di un tacchino. Erano i più grandi animali terrestri e gli erbivori dominanti negli ecosistemi forestali e subalpini della Nuova Zelanda. L’unica specie predatrice dei Moa era l’Aquila di Haast (estinta), la specie di aquila più grande mai esistita. Aveva un peso di 15 kg, un’apertura alare di oltre 2,5 metri e una velocità di attacco di 80 km/h.
La popolazione di Moa, prima dell’arrivo dei polinesiani, era stimata all’incirca in 2,5 milioni di esemplari. I Maori purtroppo li cacciarono fino all’estinzione e scomparvero un centinaio di anni dopo l’arrivo dell’uomo in Nuova Zelanda. I primi popoli polinesiani cacciavano i Moa per procurarsi il cibo. Dalle loro ossa ricavavano invece le punte delle lance, uncini e ornamenti, mentre dalle uovo ricavavano dei contenitori per l’acqua.

Oggi è la Terra dei Kiwi
Spesso quando si parla della Nuova Zelanda la si associa alla parola kiwi. Ma da cosa deriva questo soprannome? Il kiwi è un piccolo e simpatico uccello incapace di volare, endemico della Nuova Zelanda. Fa parte della famiglia dei ratiti, che include anche struzzi, emù, nandù, casuari e gli estinti uccelli elefante e moa. Queste piccole creature sono preziose e protette, con solo il 5% che sopravvive in natura dalla schiusa all’età adulta.
Il kiwi è notturno, ha un lungo becco con le narici sulla punta, un denso piumaggio grigio-bruno simile a una pelliccia e due minuscole alette praticamente inutili per il volo. Inoltre, ha zampe corte e robuste e ha un olfatto ben sviluppato, insolito tra gli uccelli, che utilizza per cercare insetti e altri invertebrati nascosti nel terreno della foresta. Il kiwi depone uova che arrivano fino al 20% del suo peso corporeo, rientrando tra le più grandi di qualsiasi altro uccello al Mondo in proporzione alle dimensioni del corpo.
Questo piccolo uccello è riconosciuto come un’icona nazionale. L’associazione è così forte che il termine kiwi è utilizzato a livello internazionale per identificare i neozelandesi ed è raffigurato persino sul logo della Royal New Zealand Air Force. Il kiwi è importante anche nella tradizione Maori, in quanto le sue piume sono utilizzate nel mantello kahu kiwi indossato in occasioni speciali.
Sebbene sia associato alla Nuova Zelanda, il kiwi (frutto) è originario della Cina. Arrivò in Nuova Zelanda in un secondo momento, dopo che un neozelandese si recò in Cina, lo provò e ne riportò con se qualcuno. Dal 1910 i neozelandesi avviarono le coltivazioni di kiwi in Nuova Zelanda, diventando il secondo maggior produttore di kiwi al Mondo. Da allora, il Paese viene associato anche al frutto!

E la Terra dei Pinguni!
La Nuova Zelanda, inclusa la Dipendenza di Ross, ospita 13 delle 18 specie di pinguini presenti al Mondo, un numero che non si trova da nessun’altra parte. Sulle isole principali della Nuova Zelanda si riproducono, e possono essere avvistate, tre specie di pinguini: l’Hoiho (Pinguino dagli Occhi Gialli), il Tawaki (Pinguino dal Ciuffo del Fiordland) e il bellissimo Kororā (Pinguino Blu), il pinguino più piccolo al Mondo.
Rakiura (Stewart Island), grazie alla sua posizione isolata e protetta, ospita un gran numero di esemplari di tutte e 3 le specie. Altre specie che vivono solo nel territorio della Nuova Zelanda sono il Pinguino Crestato di Snares, che vive solo sulla Snares Island, e il Pinguino Crestato Eretto, che vive nelle acque più fredde delle isole neozelandesi sud-antartiche.
In Nuova Zelanda sono in atto molti lavori per cercare di proteggere e ripopolare questi splendidi pinguini, tra cui ricerca, ripristino e protezione dell’habitat, controllo dei predatori e monitoraggio delle popolazioni. È un processo lungo e molto duro, ma sta dando degli ottimi risultati.


Un paesaggio dominato da Montagne e Vulcani
La Nuova Zelanda sorge sul confine delle placche tettoniche del Pacifico e dell’Australia, il che la rende una delle regioni sismiche e vulcaniche più attive al Mondo. Qui si trova, inoltre, l’Anello di Fuoco, un’area di vulcani e siti sismici che racchiude circa il 75% dei vulcani attivi di tutto il Mondo.
Questa specie di ferro di cavallo è lungo circa 40.000 chilometri, comprende una serie di 452 vulcani e si estende dalla punta meridionale del Sud America su per le coste del Nord America, attraversa lo Stretto di Bering e scende passando dal Giappone e dalla Nuova Zelanda.

L’Isola del Sud è dominata dalle Alpi Meridionali (Kā Tiritiri o Te Moana), mentre gran parte del centro dell’Isola del Nord è ricoperto da un altopiano vulcanico. Questo altopiano comprende la Taupo Volcanic Zone, il complesso della Caldera di Okataina e il centro vulcanico di Tongariro ed è attualmente l’area vulcanica più attiva e produttiva al Mondo. Il solo Vulcano Taupo ha prodotto due delle eruzioni più potenti al Mondo, in tempi geologicamente recenti.
L’isola del Nord ospita alcuni tra i vulcani più attivi, come lo splendido Monte Tongariro, il Monte Ruapehu, il vulcano attivo più alto del Paese, il Monte Ngauruhoe, il Monte Tarawera e la Whakaari (White Island), il più grande vulcano attivo della Nuova Zelanda.
L’isola del Sud, invece, è caratterizzata da paesaggi montuosi grazie alla presenza delle Kā Tiritiri o Te Moana, che in lingua Maori significa Miraggio dell’Oceano. Questa catena comprende lo splendido Aoraki/Monte Cook, la montagna più alta della Nuova Zelanda con i suoi 3.724 metri, e altre 17 cime sopra i 3.000 metri. Secondo uno studio condotto negli anni ’70, le Alpi Meridionali custodivano inoltre oltre 3.000 ghiacciai, tra il Ghiacciaio Tasman, il più lungo della Nuova Zelanda.

Haka: L’antica danza della guerra
Una delle principali cose che vengono in mente quando si parla della Nuova Zelanda è l’Haka, una danza Maori diventata famosa in tutto il Mondo grazie agli All Balcks e alla New Zealand Defence Force. Ben pochi però ne conoscono il significato e le origini.
Secondo una leggenda Maori, il Dio del Sole Tama-Nui-Te-Ra e sua moglie, la Dea dell’estate Hine-Raumati, ebbero un figlio chiamato Tane-Rone. Durante l’estate, Tane-Rone danzava abitualmente per la madre, provocando attorno a se un tremolio dell’aria, quello che si vede sull’orizzonte nelle giornate più calde. Nell’Haka, questo tremolio è simboleggiato dal gesto delle mani tremanti.
Tradizionalmente, l’Haka era un modo consuetudinario per dare il benvenuto alle tribù in visita, ma serviva anche a incitare i guerrieri mentre si dirigevano in battaglia. Era una dimostrazione di abilità fisica, ma anche un’incarnazione di orgoglio culturale, forza e unità. L’Haka varia a seconda della regione e molte Haka raccontano gli eventi più significativi nella storia di un iwi (tribù). Oggi, si utilizza l’Haka come segno di rispetto e si esegue in occasioni importanti, come gli eventi sportivi degli All Blacks (ma non solo), matrimoni, funerali e Pōwhiri (un tradizionale benvenuto).

L’Haka interpretata dai giocatori degli All Blacks è la Ka Mate, che ripetono ad ogni partita, dopo gli inni nazionali, per intimorire gli avversari. Al contrario di quello che si pensa, questa versione non è una danza di guerra ma celebra la forza della vita sulla morte. Te Rauparaha, il capo dei Ngati Toa, la pronunciò per la prima volta circa 200 anni fa quando sfuggì alla cattura da parte di un iwi (tribù) nemico. Ricevette rifugio da un altro iwi, che lo nascose sottoterra tra le kumara (patate dolci). La Ka Mate racconta questa storia, descrivendo come Te Rauparaha vinse sulle avversità, emerse dall’oscurità e tornò alla luce.
Esistono diverse forme di Haka, ognuno con uno scopo ed un significato specifico:
☀︎ Peruperu: è l’Haka di guerra, tradizionalmente eseguita dai guerrieri prima di una battaglia. Comprende l’uso delle armi, come una Taiaha (lancia) o una Patu (mazza), e movimenti vigorosi, contorsioni facciali come mostrare il bianco degli occhi (pūkana), tirare fuori la lingua (whetero, eseguita solo dagli uomini), schiaffeggiare le mani contro il corpo e battere i piedi. Alla fine della danza i guerrieri effettuano un salto in alto a gambe ripiegate.
☀︎ Taparahi: è un tipo di Haka cerimoniale, utilizzata per accogliere qualcuno dopo un lungo viaggio, celebrare i risultati ottenuti, per un addio, per un pensionamento, oppure per un matrimonio o un funerale. Quest’ultima serve a far sapere alla famiglia del defunto che non è sola. Mentre l’Haka eseguita ad un matrimonio è una sfida allo sposo per dimostrare di essere un degno marito. Se partecipa anche la sposa, significa che va tutto bene ed è una richiesta alla sua famiglia per lasciarla andare con suo marito.
☀︎ Powhiri: è una cerimonia di benvenuto, fatta per accogliere una tribù in visita o quando i capi di stato stranieri visitano la Nuova Zelanda. Questa cerimonia, oltre all’Haka, include anche discorsi, Waiata (canti) e un Hongi, un saluto tradizionale Maori in cui fronte e naso di due persone si toccano brevemente.

85 lettere: Una parola da record
Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapikimaungahoronukupokaiwhenuakitanatahu: sembra una parolaccia, ma in realtà è il posto con il nome più lungo al Mondo e si trova proprio in Nuova Zelanda. È una parola composta da 85 lettere, il cui significato è più o meno: Il luogo in cui Tamatea, l’uomo dalle grandi ginocchia, che discese, scalò e ingoiò montagne, conosciuto come divoratore di terre, suonò il suo flauto per il suo amato (fratello).
Dietro questo nome si nasconde la storia di Tamatea. Si narra infatti che questo luogo fu, in passato, il teatro di una grande battaglia tra lui e il popolo Ngati Hine, durante la quale perse il fratello. Secondo una leggenda Tamatea rimase talmente addolorato dalla sua perdita che si fermò qui per alcuni giorni, recandosi sulla collina ogni mattina per suonare il Kōauau (il flauto maori) in memoria del fratello perduto.

Più pecore che persone, ma nessun serpente!
La Nuova Zelanda, così come la nostra amata Islanda, è un paese scarsamente popolato e la sua popolazione conta solamente poco più di 5 milioni di abitanti. Ma non è solo questo ad accumulare i due paesi: anche in Nuova Zelanda ci sono più pecore che persone! Ebbene si, anche quaggiù ci sono circa cinque pecore per ogni essere umano, uno dei rapporti più alto al Mondo. Pensate che negli anni di massimo splendore, il rapporto arrivava a 22 pecore per ogni persona.
Un’altra particolarità della Nuova Zelanda è che, grazie alla sua storia geologica, tra cui la separazione dal Gondwana e il successivo isolamento, ha sviluppato una serie ben distinta di flora e fauna rispetto agli altri paesi. In Nuova Zelanda non ci sono serpenti terrestri autoctoni, ma in compenso ci sono insetti molto grandi. Tra questi ci sono la Weta, l’insetto più grande al Mondo con un peso di circa 70 grammi e 10 centimetri di lunghezza, e la Powelliphanta, una lumaca carnivora che pesa circa 90 grammi e può vivere fino a 20 anni. Gli unici mammiferi terrestri autoctoni sono i pipistrelli, tutti gli altri sono stati introdotti dai Maori e dagli europei.

Nulla da invidiare ad Hollywood
La Nuova Zelanda non è solo un Paradiso per gli amanti della natura incontaminata, ma è anche una meta scelta da molti registi. I suoi meravigliosi e differenti paesaggi, che spaziano dalle cime innevate alle rigogliose foreste, hanno fornito lo sfondo perfetto per alcuni dei più grandi successi cinematografici.
Una tra tutti, forse la più famosa, è la trilogia de Il Signore degli Anelli, girata in diverse locations sparse per tutta la Nuova Zelanda. I luoghi di LOTR sono diventati una famosa attrazione turistica e richiamano ogni anno turisti da tutto il Mondo che seguono diversi itinerari a tema. Il posto più famoso è senza dubbio Mordor, con il Monte Fato, situato nel Parco Nazionale del Tongariro. Matamata rappresenta la Contea, dimora degli hobbit, il Fiordland National Park rappresenta la Foresta di Fangorn, le Alpi Meridionali rappresentano le Montagne Nebbiose, Glenorchy rappresenta Isengard e Paradise rappresenta Lothlórien.
Un’altra famosa trilogia filmata in Nuova Zelanda è Lo Hobbit, girato principalmente sul set Hobbiton vicino a Matamata. Anche alcuni luoghi di Avatar prendono ispirazione dai paesaggi del Paese, oltre che dal meraviglioso Zhangjiajie National Park in Cina. In particolare, le splendide foreste della Kauaeranga Valley, situata nella penisola di Coromandel, sono state trasformate nelle vivaci giungle di Pandora. L’Ultimo Samurai, con Tom Cruise, è stato girato in gran parte nella regione di Taranaki, per i suoi paesaggi che ricordano alcune parti del Giappone. In particolare, il maestoso Egmont/Monte Taranaki è stato scelto per la sua sorprendente somiglianza al Monte Fuji.
Tra gli altri film girati in Nuova Zelanda troviamo King Kong, Vertical Limit, The Piano, Mission Impossible: Fallout, Covenant e The Meg.



La Bandiera della Nuova Zelanda
La bandiera della Nuova Zelanda (Te Haki o Aotearoa in Maori) è caratterizzata da uno sfondo blu reale, con una Union Jack nel primo quarto e quattro stelle rosse e bianche. Questa bandiera fu progettata e adottata per l’uso sulle navi della colonia già nel 1869, ma fu adottata come bandiera nazionale solamente nel 1902.
L’Union Jack riflette le origini della Nuova Zelanda come colonia britannica e rappresenta oggi la sua appartenenza al Commonwealth, un’organizzazione intergovernativa facente capo a quello che un tempo era l’impero britannico. Il passato coloniale è tutt’oggi oggetto di dibattito, tanto che nel 2015 fu indetto un referendum per scegliere una nuova bandiera. Furono proposte diverse alternative raffiguranti alcuni dei principali simboli neozelandesi, come la felce argentata. Nel 2016 però, al secondo referendum si decise di mantenere la vecchia bandiera.
Le stelle rappresentano la Croce del Sud, simbolo della posizione della Nuova Zelanda nell’Oceano Pacifico meridionale. Nella mitologia Maori, la Croce del Sud è identificata come Māhutonga, un’apertura in Te Ikaroa (la Via Lattea) attraverso la quale fuoriuscivano i venti tempestosi.

La prima bandiera fu adottata in Nuova Zelanda nel 1834 durante un incontro dei capi Maori a Waitangi insieme al britannico James Busby. In quell’occasione, il missionario Henry Williams disegnò tre differenti bandiere, ma i capi Maori rifiutarono tutte quelle che includevano la Union Jack. La scelta ricadde su una bandiera contenente la Croce di San Giorgio modificata e una bandiera più piccola con quattro stelle ad 8 punte. La Bandiera delle Tribù Unite della Nuova Zelanda divenne ufficiale nell’Agosto del 1835.
La Nuova Zelanda ha anche una bandiera non ufficiale, la Silver Fern Flag, caratterizzata da uno sfondo nero e una foglia di Felce Argentata. La foglia rappresenta simbolicamente il cambiamento e la rinascita del popolo neozelandese. Questo simbolo è utilizzato anche sulla moneta da 1 dollaro e sull’emblema nazionale, ed è il simbolo della nazionale di rugby, gli All Blacks. Comparve per la prima volta sulle insegne militari neozelandesi durante la seconda guerra anglo-boera.


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