Menu
Europa / Islanda

Fiordi dell’Ovest: informazioni e itinerario di 6 giorni nei Westfjords

Esiste un luogo in Islanda dove Madre Natura si è davvero superata, dando il meglio di se. Ed è difficile crederlo, dato che ogni angolo di questa piccola isola è un capolavoro capace di lasciare senza parole. Eppure lassù, puntando il dito verso ovest in alto sulla cartina, si trova una delle regioni più remote, incontaminate e belle dell’Islanda: i meravigliosi Fiordi dell’Ovest (Vestfirðir). A causa della loro posizione remota, lontana dai luoghi più conosciuti, e della loro vastità, i Fiordi Occidentali sono la parte meno visitata dell’isola, insieme alle splendide Highlands. I Fiordi Occidentali sono l’ultimo lembo di terra islandese, oltre alla quale non c’è più nulla fino alla costa della Groenlandia.

Visitare i Fiordi dell’Ovest richiede tempo, flessibilità, pazienza, spirito di adattamento. Non fate piani, o meglio fateli ma siate pronti a stravolgerli una, due, dieci volte in quanto lassù l’unico a decidere è il meteo. Tutto questo però verrà ripagato dalla maestosità e dalla bellezza della natura incontaminata che incontrerete man mano che ne raggiungerete il cuore, l’anima più profonda. E, molto probabilmente, sarà uno spettacolo tutto per voi. Qui sembra di essere in un altro Mondo, totalmente diverso dal resto dell’Islanda, e vi invitiamo ad entrarci in punta di piedi, di non lasciare traccia del vostro passaggio e di rispettarlo.

In questo articolo vi diamo tutte le informazioni necessarie per organizzare un viaggio nei Fiordi dell’Ovest, su cosa vedere e cosa fare. Trovate inoltre informazioni su come arrivare, sulle tipologie di strade e su dove dormire.

Cosa vedere nei Fiordi Occidentali in Islanda: itinerario di 6 giorni

Fiordi dell'Ovest: itinerario di 6 giorni
Fiordi dell’Ovest: itinerario di 6 giorni

Quando andare nei Fiordi dell’Ovest

I Fiordi dell’Ovest sono accessibili solamente per pochi mesi l’anno, in estate, da Giugno a Settembre. A volte si riesce ad accedervi anche ad inizio Ottobre ma, alla prima nevicata, le strade vengono chiuse. Durante il periodo invernale le nevicate nei Westfjords sono molto abbondanti e, data la piccola popolazione che ci vive, le strade non vengono mantenute regolarmente.

È possibile visitare i Fiordi Occidentali in inverno, ma vi consigliamo di non andarci da soli e di affidarvi ad un tour organizzato o a qualcuno che abbia esperienza di guida in questi luoghi così remoti.

Fiordi dell'Ovest: spiaggia bianca
Fiordi dell’Ovest: spiaggia bianca

Come arrivare nei Fiordi dell’Ovest

Nonostante la loro posizione remota, i Fiordi dell’Ovest sono facilmente raggiungibili anche in aereo. Da Reykjavik durante tutto l’anno partono voli giornalieri della Icelandair che la collegano ad Ísafjörður, la città più grande dei Westfjords. Ci sono anche altri due aeroporti molto più piccoli serviti dalla Norlandair, uno a Bíldadalur e uno a Gjögur. Il volo da Reykjavík impiega circa 40-50 minuti, a seconda dell’aeroporto di destinazione.

Un altro buon mezzo di trasporto per raggiungere i Fiordi Occidentali è il traghetto Baldur della Seatours, con trasporto auto. Questo traghetto copre la tratta tra Stykkihólmur, nella Penisola di Snaefellsnes, e Brjánslækur nei Westfjords. Durante l’alta stagione, da metà Giugno a metà Agosto circa, sono previste due partenza al giorno. Durante l’inizio e la fine della stagione, ovvero ad inizio Giugno e alla fine di Agosto, è prevista una sola partenza giornaliera. In inverno invece c’è una partenza giornaliera domenica, martedì, mercoledì e giovedì, e due partenze il lunedì e il venerdì. Le partenze sono sempre soggette al meteo: se è brutto tempo o il mare è troppo mosso il traghetto non parte. Il traghetto impiega circa tre ore, con una sosta alla piccola isola Flatey. Potete verificare gli orari e acquistare i biglietti sul sito della Seatours.

Una delle strade dei Fiordi dell'Ovest
Una delle strade dei Fiordi dell’Ovest

I Fiordi Occidentali sono collegati alla Hringvegur 1 (la Ring Road) dalle strade 60 e 68. Noi vi consigliamo di raggiungerli in auto, magari dopo una bella visita alla splendida Penisola di Snaefellsnes. Secondo noi l’auto è il modo migliore per visitarli e godersi gli splendidi paesaggi che offrono. Per farvi un’idea della loro grandezza, vi indichiamo qualche distanza da Reykjavík:

  • Ísafjörður (via Hólmavík) 455 chilometri
  • Ísafjörður (via Dynjandi): 420 chilometri
  • Patreksfjörður: 392 chilometri
  • Hólmavík: 233 chilometri
  • Reykhólar: 228 chilometri

È possibile spostarsi e raggiungere i Fiordi dell’Ovest in autobus, ma tenete presente che gli orari sono molto limitati, nonostante operino durante tutto l’anno. Ovviamente orari e tariffe variano stagionalmente. Esistono inoltre autobus che collegano i paesi dei fiordi, come ad esempio gli autobus che collegano Ísafjörður alle città vicine Þingeyri, Suðureyri, Flateyri e Bolungarvík. Oppure gli autobus che collegano Patreksfjörður a Tálknafjörður e Bíldudalur. L’autobus 61 due volte a settimana collega Ísafjörður e Hólmavík, mentre l’autobus 62 tre giorni a settimana effettua la tratta Patreksfjörður-Brjánslækur-Dynjandi-Ísafjörður. Potete verificare orari e tariffe direttamente sul sito della Straeto.

Girovagando per i Fiordi dell'Ovest
Girovagando per i Fiordi dell’Ovest

Strade ed F-Roads: Guidare nei Fiordi dell’Ovest

La maggior parte delle strade dei Fiordi dell’Ovest sono strade sterrate, spesso anche malmesse e piene di buche, che richiedono molta attenzione alla guida. Qui si trovano inoltre alcune tra le strade più pericolose d’Islanda, come la 622, alcuni passi in montagna impegnativi e strade a strapiombo sul mare. Ecco perché durante il periodo invernale molte strade dei Westfjords diventano impraticabili e vengono chiuse.

È possibile guidare nei Fiordi dell’Ovest con un 2WD ma, data la condizione di alcune strade sterrate, vi consigliamo di noleggiare un buon 4×4 ben rialzato da terra. Nei Fiordi Occidentali c’è anche una F-Road, la F66, che può essere percorsa solamente con un 4×4. Vi consigliamo inoltre di stipulare l’assicurazione totale, che azzera la franchigia a vostro carico, ma tenete presente che nessuna assicurazione coprirà i danni causati al sottoscocca, i danni causati dall’acqua durante un guado o i danni causati dal vento alle portiere.

Guidare nei Fiordi dell'Ovest: strade sterrate
Guidare nei Fiordi dell’Ovest: strade sterrate

Nei Fiordi dell’Ovest, ancor più che nel resto dell’isola, è fondamentale controllare la condizione delle strade e del meteo prima di mettersi in marcia. Se nel resto d’Islanda il brutto tempo e il vento possono causare grossi problemi alla viabilità, nei Fiordi Occidentali il rischio si moltiplica. Controllate road.is per le condizioni stradali, per le aperture o le chiusure, e vedur.is per il meteo. Anche durante il periodo estivo può capitare di rimanere bloccati per forti raffiche di vento o bufere di neve improvvise.

Ricordatevi di fare benzina ogni volta che ne avrete la possibilità. Le stazioni di servizio sono poche, spesso concentrate vicino ai centri abitati, e le distanze tra una pompa e l’altra possono essere molto lunghe. Preparatevi a percorrere lunghe distanze e evitate di voler vedere troppi posti in un giorno. Nei Westfjords gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo ed è fondamentale non avere fretta.

Guidare nei Fiordi dell'Ovest: strade sterrate
Guidare nei Fiordi dell’Ovest: strade sterrate

Cosa vedere nei Fiordi dell’Ovest: itinerario di 6 giorni

I Fiordi dell’Ovest sono talmente vasti e belli che meriterebbero un viaggio a parte. Se desiderate invece includerli nel vostro viaggio in Islanda, per noi 6 giorni sono il tempo minimo per godersi davvero i Westfjords. Le distanze sono enormi, le strade sono sterrate e spesso piene di buche e il meteo qua varia ancor più velocemente che nel resto dell’isola. Cercate di non inserire una marea di tappe al giorno e, se non avete abbastanza tempo, saltateli e teneteli come una buona scusa per tornare e dedicargli il tempo che meritano.

Vi consigliamo di visitarli partendo dalla Penisola di Snaefellsnes, in modo da accorciare di molto le distanze di percorrenza. Partire da Reykjavik richiede davvero molto più tempo e tante, troppe, ore di guida. Arrivereste già stanchi e rischiate di non godervi i meravigliosi paesaggi che offrono lungo la strada.

Per non far diventare troppo lungo l’articolo, vi indichiamo brevemente cosa vedere nelle varie tappe. Di alcune ne parleremo più approfonditamente in articoli dedicati.

Fiordi dell'Ovest: panoramica sul villaggio di Breidavik
Fiordi dell’Ovest: panoramica sul villaggio di Breidavik

Giorno 1: il Sud dei Fiordi Occidentali

Il primo giorno dell’itinerario nei Fiordi dell’Ovest inizia con la visita di Patreksfjordur, un piccolo villaggio affacciato sull’omonimo fiordo. Il villaggio prende il nome da San Patrizio, santo irlandese che fu la guida spirituale del primo colonizzatore di questa zona, Örlygur Hrappsson.

Il villaggio di per se è molto piccolo è non offre molto da visitare, ma la sua posizione è davvero molto bella e scenografica. Passeggiate sul lungomare dalla Chiesa di Patreksfjörður fino al piccolo porto e iniziate ad immergervi nell’atmosfera magica e tranquilla che i Fiordi dell’Ovest sanno regalare.

L’itinerario continua verso il Sud dei Westfjords, dove si trovano alcuni dei luoghi più belli e famosi di tutta la regione. Lungo la strada 612 troverete il relitto Gardar BA64, una vecchia nave norvegese che si è spiaggiata nel fiordo di Patreksfjörður nel 1981. La Gardar BA64 è stata costruita nel 1912 come barca per la caccia alle balene e per la pesca delle aringhe ed è la più antica nave in acciaio in Islanda.

Fiordi dell'Ovest: relitto del Gardar BA64
Fiordi dell’Ovest: relitto del Gardar BA64

Continuate a percorrere la strada 612, fino a raggiungere la deviazione per la strada 614. Questa strada è sterrata e ripida, ma offre panorami mozzafiato sulla bellissima spiaggia di Rauðasandur. Questa spiaggia è famosa per la sua sabbia rossa, colori non comuni dato che la maggior parte delle spiagge islandesi sono nere a causa della loro origine vulcanica. Qui avrete anche ottime possibilità di avvistare qualche foca riposare sulla sabbia, tra cui le foche grigie e le foche comuni. Lungo la strada si trova la piccola chiesa nera Saurbaejarkirkja.

Vi consigliamo di visitare la spiaggia con la bassa marea (controllate gli orari cliccando qua) e durante una giornata soleggiata. I giochi di colore che creano la sabbia e il mare sono davvero meravigliosi e si godono pienamente solo con queste due condizioni. Così facendo potete inoltre passeggiare sulla spiaggia, che si estende per circa 10 chilometri.

Tornate indietro lungo la strada 614 fino a ricongiungervi alla strada 612 e proseguite il vostro itinerario verso ovest. Subito dopo la svolta incontrerete la piccola e calma spiaggia di Örlygshöfn, una spiaggia di finissima sabbia dorata che da il meglio di se durante le giornate soleggiate. Questa spiaggia si estende per chilometri ed è possibile fare lunghe passeggiate o visitarla in sella ad un cavallo islandese.

Qualche chilometro più avanti troverete il Minjasafn Egils Ólafssonar Museum, un museo davvero curioso fondato nel 1983 e curato da un abitante locale. La collezione ospitata al suo interno comprende barche recuperate dal mare, resti vichinghi, diverse attrezzature per la pesca che sono state utilizzate in questa zona per secoli e mostre sulla storia regionale, dalla caccia alle balene all’agricoltura. Interessante il filmato del 1947 che racconta il naufragio di un peschereccio. All’esterno ospita invece i resti di un aereo americano.

Proseguite ancora lungo la strada 612 fino a raggiungere il luogo più bello di tutta la giornata, le splendide Scogliere di Latrabjarg, il punto più occidentale sia dell’Islanda che dell’Europa (dopo le isole Azzorre). Queste scogliere sono famose, oltre che per la loro immensa bellezza, per essere la più grande scogliera d’Europa dove nidificano milioni di uccelli, tra cui le splendide pulcinella di mare. La scogliera è lunga 14 chilometri e alta 441 metri e ci sono diversi sentieri da percorrere per poterla visitare. È possibile osservare le pulcinella di mare a Látrabjarg da metà Maggio fino a circa metà Agosto.

Prima del sentiero che conduce in cima alle scogliere, si trova Bjargtangaviti, il piccolo faro di Bjargtangar, costruito nel 1913 e ricostruito nel 1948.

Tornate indietro lungo la stessa strada, fino a raggiungere la spiaggia di Breiðavík, una splendida spiaggia dorata che, con il bel tempo, sembra quasi una spiaggia tropicale. Prendetevi un po’ di tempo per passeggiare lungo la spiaggia, ammirando le montagne che la circondano riflesse sull’acqua. Qui potete gustarvi uno splendido tramonto, se non viaggiate durante i mesi in cui c’è il Sole di Mezzanotte o comunque luce fino a tarda sera, oppure ammirare l’Aurora Boreale danzare sul mare.

Noi ci siamo fermati in questo splendido posto per la notte e abbiamo dormito all’Hotel Breidavik Guesthouse. Questo hotel a conduzione familiare è aperto dall’1 Maggio al 30 Settembre ed è chiuso in inverno. Qui troverete sistemazioni per tutti i gusti, dalle camere matrimoniali con bagno privato alle camere più economiche con bagno in comune. È possibile inoltre campeggiare nello spiazzo situato davanti all’hotel. Nell’edificio principale, che un tempo era una scuola, ci sono un ristorante, un bar e una cucina in comune. Noi abbiamo cenato al ristorante e, seppur abbastanza costoso, vi consigliamo di provarlo. Serve ottimi piatti tipici locali e piatti vegetariani, il tutto condito da una splendida vista panoramica sulla baia.

Giorno 2: da Dynjandi a Sudureyri

Il secondo giorno dell’itinerario nei Fiordi dell’Ovest inizia con la visita alla Cascata Dynjandi, il gioiello dei Fiordi Occidentali, una delle cascate più belle, maestose e scenografiche di tutta l’Islanda. Questa splendida cascata è alta circa 100 metri in totale ed è composta da 7 salti, di cui il più spettacolare è proprio Dynjandi, il più grande e maestoso, largo 30 metri in alto e largo 60 metri in basso.

Calcolate almeno 1 ora e mezza per visitarla e godervela almeno un po’. Potete visitare tutti e 7 i salti grazie ad un sentiero che conduce fino in cima in circa 10-15 minuti. Inizialmente il sentiero è composto da passerelle in legno, per poi proseguire su roccia fino alla cascata finale. È tutto in salita, ma non è per niente impegnativo.

Continuando verso Nord e poco distanti dalla cascata Dynjandi, raggiungerete le case di torba di Hrafnseyri. Hrafnseyri, che prende il nome da uno dei suoi primi abitanti, Hrafn Sveinbjarnason, che visse qui nel XII secolo, è un’antica città risalente all’epoca della colonizzazione ed ha legami con il movimento indipendentista islandese. Proprio qui nacque Jón Sigurðsson, il padre del movimento per l’indipendenza dell’Islanda dalla Danimarca.

Jon purtroppo non visse abbastanza per vedere il suo sogno realizzarsi, ma a lui e alla sua battaglia è stato dedicato un interno museo, il Museo di Jón Sigurðsson, inaugurato nel 1980. Ancora oggi Jon è venerato a livello nazionale. All’interno delle antiche casette con il tetto di torba si trova oggi un piccolo bar dove potersi fermare qualche minuto e di fronte potete visitare una piccola chiesetta in legno risalente al 1886.

Da qui prendete la strada interna 626 e continuate fino a raggiungere il piccolo e grazioso villaggio di Þingeyri, uno dei più antichi insediamenti dei Fiordi Occidentali e primo centro di commercio della zona (1787). Si pensa che il suo nome derivi dal fatto che nel Medioevo il villaggio fu la sede di un’assemblea (þing) e che tutt’oggi ci siano le rovine di un edificio medievale utilizzato dai visitatori dell’assemblea. Come per molti altri piccoli insediamenti in Islanda, anche Thingeyri ha basato la sua economia sul commercio sulla pesca. Attività condivisa con gli americani, che dal 1884 al 1898 hanno pescato l’halibut nella regione.

Prendetevi un po’ di tempo per passeggiare tra le stradine del villaggio e visitate la graziosa Þingeyrikirkja, costruita tra il 1909 e il 1911. Fermatevi per una pausa al Simbahöllin, un piccolo bar specializzato in waffle belgi, situato in un’antica casa norvegese ristrutturata del 1915. Nel villaggio si trova anche la più antica officina meccanica funzionante in Islanda, fondata nel 1913.

Þingeyri si trova alla base della montagna Sandafell, facilmente accessibile sia in auto che a piedi. Questa montagna è famosa per i suoi sentieri facili da percorrere e le incredibili viste panoramiche sul fiordo. Se avete tempo, vi consigliamo vivamente di incamminarvi su uno dei sentieri e di fermarvi a pranzare vista fiordo. Dal villaggio si può raggiungere anche la montagna più alta dei Fiordi Occidentali, Kaldbakur (998 metri).

Continuate ancora verso Nord, fino a raggiungere il piccolo villaggio Flateyri, immerso in uno scenario meraviglioso nell’Önundarfjörður. Passeggiate tra le vie del villaggio, dalla piccola Chiesa di Flateyri fino al piccolo porto. Rivolgendo lo sguardo verso le montagne, potete vedere la diga deviatrice che è stata costruita per proteggere il villaggio in seguito ad una valanga del 1995, nella quale persero la vita 20 persone.

Flateyri è famoso inoltre per i suoi numerosi e stravaganti musei, come il Museo Nonsense, il Museo del Villaggio, conosciuto anche come The Old Bookstore, che racconta la storia del villaggio compresi i dettagli della valanga del 1995, e il Museo delle Bambole, fondato nel 2001.

Cosa vedere nei Fiordi Occidentali: Flateyri
Fiordi dell’Ovest: Flateyri

Terminate la vostra giornata con la visita del piccolo villaggio Sudureyri, un bell’esempio di villaggio di pescatori islandese. Il villaggio, arroccato sulla punta del Súgandafjörður, risale all’inizio del XX secolo. Questa piccola perla dei Fiordi dell’Ovest è stata isolata per anni, nascosta tra maestose montagne, in quanto era raggiungibile solo tramite una brutta strada accidentata che passava sopra alle montagne. Ora il villaggio è collegato ad Ísafjörður da un tunnel di 5 chilometri.

Anche qui, prendetevi un po’ di tempo per passeggiare tra le stradine del paese, partendo dalla piccola Chiesa di Sudureyri, costruita nel 1937, fino ad arrivare al piccolo porto. Proprio da qui partono alcune escursioni di pesca, organizzate dai pescatori locali, alle quali potete partecipare se desiderate provare a pescare il merluzzo o l’halibut. A Sudureyri si trova inoltre una piscina all’aperto, riscaldata da acqua geotermale. Poco fuori dal villaggio si trova una piccola laguna brulicante di merluzzi, carina da visitare per osservare da vicino questi curiosi pesci.

Noi abbiamo passato la notte a Sudureyri e abbiamo soggiornato al Fisherman Hotel Westfjords. Si tratta di un hotel molto carino e accogliente, dislocato in diversi edifici, equipaggiato con tutto l’occorrente per il vostro soggiorno. La nostra camera era spaziosa e il bagno, seppur in comune, era grande, pulito e dotato di tutto il necessario (asciugamani, docciaschiuma, phon). Vi consigliamo inoltre di cenare al loro ristorante, dove potete prendere ottimi piatti di pesce fresco, pescato il giorno stesso.

Giorno 3: escursione alla Hornstrandir Nature Reserve

Il terzo giorno nei Fiordi dell’Ovest vi consigliamo di dedicarlo completamente alla Riserva Naturale di Hornstrandir, istituita nel 1975. Si tratta di un’area di 580 chilometri quadrati che si estende dai pittoreschi fiordi Hrafnfjörður e Furufjörður fino alla brughiera di Skorarheiði. Qui troverete solamente natura incontaminata e selvaggia, tundra, volpi artiche e panorami mozzafiato dalle scogliere al mare. Questa zona d’Islanda è la meno esplorata in assoluto, difficile da raggiungere e isolata da tutto il resto.

Potete raggiungerla in autonomia, prendendo una delle poche barche che vi si recano partendo ad ovest da Bolungarvik o Isafjordur e ad est da Nordurfjordur o Holmavik. Tenete presente che le imbarcazioni partono e arrivano solamente in giorni e orari prestabiliti e il loro servizio dipende dal meteo. Spesso e volentieri vengono cancellati a causa di maltempo e mare mosso. In alternativa potete visitarla con un’escursione organizzata accompagnata da una guida esperta, scelta che noi vi consigliamo. Noi ci siamo affidati a Borea Adventures, agenzia a conduzione familiare che da diversi anni accompagna i visitatori in questo angolo d’Islanda. Offrono escursioni giornaliere ed escursioni di più giorni.

Siamo poi tornati a Sudureyri per la notte e abbiamo soggiornato nuovamente al Fisherman Hotel Westfjords.

Giorno 4: Isafjordur, Bolungarvik, Sudavik e Arctic Fox Centre

Il quarto giorno dell’itinerario nei Fiordi dell’Ovest inizia con la visita di Isafjordur, la città più grande dei Westfjords. La città è situata su un lembo di terra nel Skutulsfjörður, una parte dell’Ísafjarðardjúp, il più grande fiordo dei Westfjords. Ísafjörður vanta un piccolo e pittoresco centro storico, dove si trovano diversi edifici antichi in legno rivestiti di lamiera, alcuni ben conservati e risalenti al XVIII secolo. A quei tempi il porto era pieno di grandi navi e baleniere norvegesi. Prendetevi un po’ di tempo per passeggiare tra le vie della città, fino a raggiungere il porto dal quale ammirare la città e le montagne che si specchiano nel mare.

Non perdete una visita al Museo del Patrimonio dei Fiordi Occidentali, conosciuto anche come Maritime Museum, situato nel vecchio porto di Isafjordur. Si tratta di una mostra permanente sulla storia dei Fiordi Occidentali, allestita in uno degli edifici più antichi della città.

Cosa vedere nei Fiordi Occidentali: Isafjordur
Fiordi dell’Ovest: Isafjordur

Terminata la visita della città, proseguite lungo la strada costiera fino a raggiungere l’Óshólar Lighthouse, un piccolo faro dal colore arancione acceso. Poco distante troverete l’Ósvör Maritime Museum, una ricostruzione di una stazione di pesca del XIX secolo. Verrete accolti da un simpatico signore, vestito con un abito tradizionale da pescatore, che vi guiderà nella visita delle antiche case dei pescatori, vi farà vedere la barca e gli strumenti usati per la pesca e gli strumenti utilizzati per la lavorazione del pesce.

Continuando lungo la strada per qualche chilometro raggiungerete Bolungarvik, uno degli avamposti di pesca più antichi d’Islanda. Passeggiate per le stradine del suo piccolo centro, dove si trova il piccolo Westfjords Botanical Garden (sempre aperto), che ospita una piccola selezione di piante islandesi e locali, e il Museo di Storia Naturale, aperto nel 1998, che ospita la più grande collezione di uccelli e mammiferi in Islanda. Al suo interno si trova anche un esemplare di orso polare, ucciso 64 chilometri al largo della riserva di Hornstrandir. L’orso si trovava su un pezzo di ghiaccio marino proveniente dalla Groenlandia.

Visitate anche la piccola Hólskirkja, la Chiesa di Bolungarvik, situata vicino all’antico maniero Hólar. La chiesa è stata costruita interamente in legno nel 1908 ed è stata progettata dall’architetto Rögnvaldur Ólafsson, conosciuto per essere il primo architetto islandese. La chiesa ospita due grandi campane risalenti al 1620 e al 1775 e si pensa che proteggano gli abitanti dai fantasmi della brughiera di Skálavíkurheiði.

Continuando oltre il villaggio, lungo una strada sterrata, potete raggiungere la cima del Monte Bolafjall (638 metri). La strada per raggiungere la cima è sterrata, stretta, sconnessa e senza protezioni, perciò percorretela con molta cautela e solo con condizioni meteo favorevoli.

Da lassù si gode di una splendida vista panoramica sui fiordi Ísafjarðardjúp e Jökulfirðir, sulla Riserva Naturale di Hornstrandir e sullo Stretto di Danimarca. In cima al monte troverete anche la Latrar Air Station, un’ex stazione radar degli Stati Uniti ora gestita dalla Landhelgisgæslan, la Guardia Costiera islandese. Da qui rilevano e controllano il traffico aereo in un raggio che raggiunge 460 chilometri.

Tornati a valle, se il meteo è bello, vi consigliamo di proseguire fino alla spiaggia di sabbia nera di Skálavik.

Terminata la visita tornate indietro verso Isafjordur, per dirigervi verso l’ultima tappa della giornata, il villaggio di pescatori di Sudavik. Un villaggio diviso in due, la parte vecchia e la parte nuova, in seguito ad una valanga che distrusse gran parte del paese nel 1995. Il nuovo villaggio è stato ricostruito in una zona protetta dalle valanghe, mentre la parte vecchia oggi è utilizzata nei mesi estivi come luogo di villeggiatura per i turisti.

Il posto però più famoso del villaggio è l’Arctic Fox Centre (Melrakkasetur), un centro espositivo e di ricerca incentrato sull’unico mammifero terrestre nativo in Islanda, la volpe artica. Il centro è stato fondato nel 2007, aperto al pubblico nel 2010, e al suo interno ospita un museo dedicato a questo splendido animale. Qui potete conoscerne la biologia, la dieta, il comportamento e le abitudini. All’esterno del museo si trova un recinto dove vengono tenuti alcuni esemplari di volpe artica recuperati e curati, prima di rimetterli in libertà.

Il centro è aperto solamente nel periodo estivo, dal 15 Maggio al 30 Settembre, dalle 10.00 alle 18.00. L’ingresso è a pagamento e costa ISK 1.200,00 (circa € 8,00).

Nella parte vecchia del paese, vicino al memoriale dei caduti durante la valanga del 1995, si trova il Parco Giochi Raggagarður, costruito in memoria di Ragnar Frey Vestfjörð che perse la vita nel 2001, a soli 17 anni, in un incidente stradale. Lungo la strada troverete la Súðavíkurkirkja, originariamente costruita nel 1899, come regalo del norvegese Brödrene Bull agli abitanti di Hesteyri (a Hornstrandir). Quando quell’area divenne deserta, la chiesa fu spostata a Súðavík e fu consacrata qui nel 1963. Accanto alla chiesa si trova il Minnisvarði um drukknaða sjómenn á Súðavík, il memoriale dedicato ai pescatori annegati a Súðavík, eretto nel 2010.

Noi per la notte siamo tornati a Flateyri, dove siamo stati ospiti dell’Holt Inn, un piccolo hotel a conduzione familiare. L’hotel è situato in mezzo alla natura, a poca distanza dal mare, ed è ospitato in una vecchia scuola per bambini costruita nel 1952. Dopo i lavori di ristrutturazione, è stato inaugurato nel 2018 e oggi offre tutti i comfort che si possono desiderare. Le 11 camere sono abbastanza spaziose, nuove, arredate con gusto e dotate di bagno privato. La colazione a buffet viene servita nell’ampio salone al piano terra.

Giorno 5: whale watching, Reykjanes e Drangajokull

Il quinto giorno dell’itinerario nei Fiordi dell’Ovest inizia con un tour di avvistamento balene con Amazing Westfjord (email). Si tratta di un’agenzia a conduzione familiare, molto gentili e alla mano, che offre tour nella baia di Ísafjarðardjúp a bordo delle loro Ölver ÍS 432 e Straumur ÍS 433. Durante la navigazione, la guida vi racconterà qualche aneddoto sulla storia della baia e vi darà tutte le informazioni sulla fauna e sulla natura selvaggia della zona.

Nella baia, ogni estate, nidificano centinaia di migliaia di uccelli marini, tra cui le bellissime pulcinella di mare, la sterna artica e gli edredoni. In mare invece è facile avvistare le megattere e le balenottere minori, insieme a diverse foche spiaggiate sulla riva a crogiolarsi al sole.

L’escursione dura circa 3 ore, a volte un po’ di più in caso di tanti avvistamenti, e parte da Isafjordur. A bordo sono sempre disponibili caffè e tè caldo, serviti insieme a qualche dolce e biscotto. Sono inoltre presenti i servizi igienici.

Fiordi dell'Ovest: whale watching con Amazing Westfjords
Fiordi dell’Ovest: whale watching con Amazing Westfjords

Terminata l’escursione riprendete l’auto e mettetevi in marcia lungo la bellissima strada panoramica n. 61. Si tratta di una strada asfaltata che percorre tutta la costa, percorrendo un susseguirsi di fiordi meravigliosi.

Continuate lungo la strada, facendo qualche sosta per ammirare il paesaggio, fino a raggiungere la splendida Vatnsfjarðarkirkja, una delle più antiche chiese in cemento in Islanda, e il suo cimitero circolare. Questa piccola chiesa risale al 1911-1912 e al suo interno ospita una pala d’altare danese del 1860, che raffigura la Resurrezione di Cristo, e un grande crocifisso. È possibile visitarla al suo interno, ma dovete chiedere la chiave al contadino proprietario del terreno.

A causa di diversi atti di vandalismo, oggi molti oggetti antichi della Vatnsfjarðarkirkja sono esposti al Þjóðminjasafnið, il Museo Nazionale d’Islanda, a Reykjavik. Tra questi compare una statua lignea di Sant’Olav, Re di Norvegia, risalente al XVI secolo.

In zona si trova anche il sito archeologico di Vatnsfjörður, dove potete visitare le rovine di una casa vichinga del X secolo, di una fucina e di altre case più piccole, scoperti durante gli scavi del 2003-2013. Sempre appartenente alla rete del Þjóðminjasafnið, in riva al mare si trova Hjallur, un vecchio capannone per il pesce con il tetto di torba. Risale al 1880 circa, restaurato nel 1976, ed è costruito con legname, rocce e torba. È possibile visitarlo dalle 8.00 alle 18.00.

Qui vi lasciamo il tracciato di Google Maps con le giuste coordinate.

Tornate sulla strada 61 e continuate per qualche chilometro fino a raggiungere l’area geotermica di Reykjanes e il piccolo villaggio. Se desiderate rilassarvi un po’, all’Hotel Reykjanes si trova la piscina Reykjaneslaug, riscaldata con acqua termale, visitabile previo acquisto del biglietto d’ingresso. Ovunque vi giriate, a Reykjanes troverete sorgenti termali, alcune delle quali erano situate anche sotto all’hotel. L’hotel in precedenza, dal 1934 al 1991, era una scuola, la Héraðsskólinn á Reykjanesi.

A circa 200 metri dall’hotel si trovano le sorgenti termali di Hveravík, che possono raggiungere gli 82°. Nell’area geotermica vicina al mare si trova invece la vecchia piscina Gamla Laugin, costruita nel 1889, che fino al 1927 veniva utilizzata per insegnare ai locali a nuotare. Sempre in riva al mare si trovano i pochi resti dell’antica Saltverksmiðja, l’industri di produzione del sale, costruita nel 1773. Passeggiando in riva al mare, se sarete fortunati, è possibile trovare qualche foca che si riposa.

Reykjanes è inoltre uno dei soli 3 posti in Islanda dove è possibile trovare il bellissimo fiore viola Vatnamynta (Mentha Aquatica) che cresce vicino alle aree geotermiche. Le altre due sono Reykhólar e Svanshóll.

Fiordi dell'Ovest: foca a Reykjanes
Fiordi dell’Ovest: foca a Reykjanes

Continuate nuovamente lungo la strada 61, fino a raggiungere la deviazione per la strada 635, che vi porterà al Drangajokull Lookout. Da qui avrete una splendida vista sul Drangjokull, il ghiacciaio più settentrionale d’Islanda e l’unico ghiacciaio del paese che si trova ad un’altitudine inferiore a 1.000 metri. Il suo nome significa, letteralmente, laguna fredda. Il Drangajökull si trova a sud-ovest di Hornstrandir ed è uno dei ghiacciai più piccoli d’Islanda, con i suoi soli 200 chilometri quadrati. È inoltre l’unico ghiacciaio del paese che non si sta ritirando, al momento.

Vi consigliamo di raggiungere il punto panoramico solo ed esclusivamente se il cielo è sereno, in quanto con brutto tempo o con nebbia non vedreste nulla.

Tornate indietro lungo la stessa strada e dirigetevi in seguito al The Sorcerer’s Cottage, un piccolo museo che ricostruisce sia l’abitazione che le condizioni di vita di uno stregone e della gente locale nel XVII secolo. Questo piccolo museo è stato aperto nell’estate del 2005, come distaccamento del Museo della Stregoneria di Holmavik. Qui troverete 3 case con il tetto di torba, realizzate in pietra e legno arrivato grazie alle correnti marine, e tante informazioni sulla caccia alle streghe in Islanda e sulle loro magie. All’interno delle casette, intagliati sul legno, si trovano inoltre molti simboli utilizzati per allontanare il male, lanciare incantesimi o come portafortuna.

Fiordi dell'Ovest: The Sorcerer's Cottage
Fiordi dell’Ovest: The Sorcerer’s Cottage

Poco distante troverete la piccola Kaldrananeskirkja, costruita nel 1851, il secondo edificio più antico della zona. Nel 1888 vi fu aggiunto il campanile e nel corso degli anni furono apportate diverse modifiche, come un nuovo altare nel 1892, l’aggiunta di nuove finestre e il restauro delle panche. Al suo interno ospita un pulpito del 1787, una pala d’altare, un calice, una patena e due campane con inciso l’anno 1798. La chiesa è in legno e rivestita con lamiera zincata. Negli anni 2000 la chiesa è stata ristrutturata ed è stato costruito un muro di cinta attorno al cimitero.

Noi ci siamo infine diretti a Holmavik per la notte, dove abbiamo soggiornato alla Gistihús Hólmavíkur. Si tratta di una piccola guesthouse situata quasi in riva al mare e che ospita un bar e un ristorante dove poter cenare. La colazione internazionale è inclusa nel prezzo, così come le lenzuola e gli asciugamani. Le camere sono un po’ piccole e non hanno il bagno privato, ma per passarci una notte vanno più che bene.

Fiordi dell'Ovest: Kaldrananeskirkja
Fiordi dell’Ovest: Kaldrananeskirkja

Giorno 6: Djupavik, whale watching e Drangsnes

L’ultimo giorno nei Fiordi dell’Ovest inizia di mattina presto, percorrendo la strada numero 643, una delle strade più panoramiche e belle (forse) di tutti i Westfjords. Questa strada vi condurrà allo storico villaggio di Djúpavík, situato in una piccola insenatura vicino al fiordo Reykjarfjörður. Il villaggio risale al 1917, anno in cui fu fondata una fabbrica per la salatura delle aringhe. Il primo tentativo fu di breve durata, ma nel 1934 fu costruita una nuova fabbrica, il più grande edificio di cemento in Islanda all’epoca. La fabbrica è rimasta in funzione fino al 1954, per poi essere trasformata in un edificio espositivo.

Le case di Djúpavík sono oggi utilizzate solo come dimore estive, ad eccezione dell’Hótel Djúpavík, costruito negli anni ’80, che è aperto tutto l’anno. Tramite l’hotel potete prendere parte ad un tour nell’antica fabbrica di aringhe.

Se desiderate fermarvi in zona per più tempo, vi segnaliamo che sono presenti diversi sentieri escursionistici. Dietro al villaggio c’è la cascata Djúpavíkurfoss che scende rigogliosa lungo i fianchi della montagna. C’è un sentiero che conduce fino in cima alla montagna, dalla quale si gode di una vista mozzafiato sulla vecchia fabbrica e sull’intero fiordo.

Se il tempo è bello e non c’è nebbia, vi consigliamo di continuare lungo la strada fino al fiordo Ingólfsfjörður, dal quale si ha una bella vista sui faraglioni Drangaskörð. Lungo la strada si trova anche il villaggio di Nordurfjordur, dove si trova la famosa piscina di Krossneslaug.

Dopo una breve sosta per il pranzo, rimettetevi in marcia per tornare a Holmavik, dove vi attende una seconda escursione di whale watching con Laki Tours alle 14.00. L’escursione si svolge nel fiordo davanti ad Holmavik, dove in estate si possono regolarmente osservare megattere, balenottere minori e delfini dal becco bianco. Occasionalmente invece si possono avvistare anche balenottere azzurre, orche, iperodonti boreali e balenottere comuni. Da Giugno fino ai primi di Agosto avete la possibilità di avvistare anche le pulcinella di mare.

Riprendete il vostro viaggio nei Fiordi dell’Ovest con la visita di Drangsnes, un piccolo villaggio di pescatori. Da qui, volendo, partono anche delle gite in barca all’isola di Grímsey, della durata di 10 minuti. Grímsey vanta una ricca avifauna, tra cui troviamo le pulcinella di mare e i fulmari. Le barche partono dal villaggio alle 09.00 e alle 13.30 e potete prenotare l’escursione sul sito Malarhorn. Poco distante si trova un faraglione di roccia, drangur in islandese, che da il nome al villaggio. Questo faraglione altro non è che un troll femmina, uno dei tre troll che volevano dividere la regione dei fiordi occidentali dal resto dell’Islanda per separarsi dai Vichinghi che si erano stabiliti sull’isola. Prima di riuscirci però furono colpiti dai raggi del Sole e trasformati in pietra. Gli altri 2 troll si trovano nel fiordo Kollafjörður, il fiordo situato subito dopo il fiordo Steingrímsfjörður.

Drangsnes è tuttavia famoso per le sue tre vasche idromassaggio situate sulla spiaggia, ad uso pubblico, nelle quali potersi rilassare con un splendida vista panoramica. Se sarete fortunati, potete avvistare anche le balene che passano nel fiordo di Steingrímsfjörður direttamente dalle vasche o dalla riva. Tutte le vasche idromassaggio sono riscaldate da una sorgente geotermica naturale proprio sotto di loro.

Terminate la vostra giornata con la visita di Holmavik, un piccolo villaggio di pescatori racchiuso nel grande fiordo di Steingrímsfjördur. Prendetevi un po’ di tempo per passeggiare tra le vie del villaggio, dalla casa più antica costruita nel XIX secolo ora sede del Café Riis, fino ad arrivare in riva al mare dove si trova il piccolo porto. Poco lontano, in cima ad una collinetta, si trova la Hólmavíkurkirkja, la Chiesa di Holmavik, costruita tra il 1957 e il 1968.

Tra i musei di Holmavik vi consigliamo di visitare il Þróunarsetur Hólmavíkur (Centro di Sviluppo di Hólmavík), che ospita il calco di una grande tartaruga marina, chiamata Leðurskjaldbaka, catturata nel 1963 vicino a Hólmavík, e il Museo della Stregoneria e della Magia islandese (Galdrasafnið).

Noi ci siamo fermati qui a Holmavik per l’ultima notte nei Fiordi dell’Ovest, sempre soggiornando alla Gistihús Hólmavíkur.

Dove dormire nei Fiordi Occidentali

Nonostante la posizione remota e i pochi centri abitati, troverete una buona selezione di sistemazioni in cui dormire nei Fiordi dell’Ovest. Si passa dalle accoglienti guesthouse agli ostelli, dai B&B agli hotel, per tutti i gusti e per tutte le tasche. Ovviamente per avere più scelta dovete prenotare con largo anticipo e nei villaggi più grandi, come Patreksfjordur, Isafjordur, Flateyri, Sudureyri, Holmavik.

Per avere un’esperienza più magica e immersi nella natura vi consigliamo invece di fermarvi una notte a Breidavik, oppure a Djupavik o Nordurfjordur.

All’interno dell’articolo, alla fine di ogni giorno, vi abbiamo indicato gli hotel dove ci siamo fermati noi.

Fiordi dell'Ovest: Holmavik
Fiordi dell’Ovest: Holmavik

Se l’Islanda sarà la vostra prossima destinazione, allora questi articoli potrebbero esservi utili:

❄ Informazioni generali e curiosità

❄ Cosa vedere e cosa fare

❄ Aurora Boreale

Date un’occhiata anche alla nostra guida Artico: un mondo da proteggere oltre il Circolo Polare Artico per saperne di più su questo meraviglioso mondo di ghiaccio e alla nostra Photo Gallery.

No Comments

    Leave a Reply