Menu
Italia / Umbria

Fioritura di Castelluccio di Norcia: quando e dove andare. Guida alla visita

La fioritura di Castelluccio di Norcia è uno degli spettacoli naturali che desideravamo ammirare da tanti anni. Uno di quegli spettacoli che ti lasciano senza parole, meravigliati, emozionati di fronte alla bellezza che circonda il piccolo paesino di Castelluccio, situato a pochi chilometri da Norcia. Un altipiano dove si coltiva la lenticchia, che tra metà Maggio e Luglio viene dipinto da una pennellata di colori che variano dal giallo al rosso, dal viola al blu con qualche punta di bianco sparsa qua e la. Uno spettacolo per gli occhi e per il cuore. Un tripudio di colori che non si può spiegare a parole, va vissuto.

La fioritura di Castelluccio, o fiorita di Castelluccio, è una delle più belle che abbiamo visto fino ad ora e non ha nulla da invidiare ad altre fioriture famose in tutto il Mondo. Un’esplosione di colori e di profumi in cui ci siamo immersi per qualche giorno, rigenerandoci, e di cui abbiamo fatto il pieno, custodendole gelosamente nello scrigno dei ricordi più belli.

Abbiamo monitorato per giorni la situazione della fioritura e, dopo aver capito che era giunta al culmine più bello, abbiamo organizzato il nostro piccolo viaggio nel giro di due giorni. In questa piccola guida trovate tutte le informazioni necessarie per organizzare la vostra visita a Castelluccio di Norcia per la fioritura in totale autonomia.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: quando e dove andare

Borgo di Castelluccio di Norcia e la sua fioritura
Borgo di Castelluccio di Norcia e la sua fioritura

Dove andare per ammirare la fioritura

Castelluccio è un piccolo paesino che sorge a 1.452 metri sul livello del mare, a pochi chilometri da Norcia, conosciuto anche come il ‘Tetto dei Sibillini’. Purtroppo fu gravemente danneggiato dal forte terremoto del 2016, che ha fatto crollare molti edifici del paese. Un terremoto che ha messo in ginocchio il centro Italia e le cui ferite, non ancora rimarginate, sono ancora purtroppo ben visibili.

Il borgo si trova in una posizione meravigliosa in cima ad un colle e domina l’omonimo altopiano. Un altopiano che ebbe origine circa un milione di anni fa quando, a seguito di una distensione tettonica, immensi blocchi di roccia si separarono e si allontanarono tra loro. Si creò così una vasta depressione in cui, originariamente, si formò un lago. Prosciugandosi nel corso dei millenni, il lago ha lasciato il posto ad un vasto piano conosciuto oggi come Piana di Castelluccio, che copre un’area di 15 chilometri quadrati ed è costituita dal Pian Grande, dal Pian Piccolo e dal Pian Perduto.

Siamo nel territorio della Valnerina, inserito all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L’area è ricca di grotte, laghi alpini ed è dominata da meravigliose montagne, tra cui il Monte Vettore, la cima più alta dei Sibillini nonché confine naturale tra Umbria e Marche, e dal Pian Grande, l’altipiano carsico dove avviene la fioritura. Una fioritura che ogni anno attira centinaia di migliaia di visitatori, italiani e stranieri.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande tutto dipinto
Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande tutto dipinto

È proprio qui che si coltiva la famosa lenticchia IGP, l’oro dell’Umbria, simbolo di Castelluccio e base dell’economia della zona. Una tradizione forte, radicata, che si pensa risalga addirittura al 3000 a.C.. A supporto di questa teoria sembra siano state ritrovate delle tracce di lenticchia all’interno di alcune tombe neolitiche. Grazie alla coltivazione della lenticchia, i coltivatori della zona sono riusciti a risollevarsi dopo il terribile terremoto del 2016. Vi consigliamo di acquistare qualche pacco di lenticchia prima di tornare a casa, davvero ottima. Noi ne abbiamo acquistati diversi chili, sia per noi che per la nostra famiglia, e ne sono rimasti tutti entusiasti. Potete acquistarle nei vari negozietti in paese, agli stand in piazza oppure allo stand presente sul Pian Grande. Il prezzo si aggira sui € 4,50/5,00 ogni pacchetto (mezzo chilo), € 9,00/10,00 al chilo.

Un errore comune però è quello di pensare che la fioritura di Castelluccio di Norcia sia dovuta solamente alla lenticchia. Non è assolutamente vero! La tavolozza di colori è composta da diverse specie di fiori infestanti selvatici che, insieme alla lenticchia, fioriscono spontaneamente in diversi momenti tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Grazie a queste piante il terreno, caratterizzato da un forte drenaggio, non perde i minerali necessari per la coltivazione della lenticchia e le loro radici trattengono il giusto livello di umidità necessario per la crescita della leguminosa.

Tutta la zona offre davvero tante diverse attività per i visitatori, motivo per cui vi consigliamo di non andare solamente per la fioritura di Castelluccio. Organizzate un weekend lungo e andate alla scoperta degli angoli meno conosciuti.

Quando andare a Castelluccio di Norcia per la fioritura

Il Pian Grande di Castelluccio regala emozioni differenti di settimana in settimana, tra la metà di Maggio e la metà di Luglio, grazie alla fioritura sfalsata dei vari fiori.

Oltre al bianco, rosa o azzurro chiaro dei fiori della lenticchia, a Maggio il Pian Grande si tinge di giallo grazie alla senape selvatica e, verso la metà del mese, si aggiungono il rosso dei papaveri e il bianco della camomilla bastarda e del leucantemo. Tra la fine di Giugno e i primi di Luglio avviene il boom dei colori, quasi come se un pittore impressionista stesse dipingendo il più bel quadro. È in questo periodo che la piana si tinge anche del viola dello specchio di venere e del violetto/blu del fiordaliso. Questo corrisponde al momento migliore per ammirare la fioritura di Castelluccio nel suo massimo splendore.

E, ovviamente, corrisponde al caos generale, con gente che arriva da ogni angolo d’Italia, formando code di decine di chilometri. L’ultimo weekend di Giugno e il primo di Luglio di quest’anno le code hanno sfiorato più di 20/25 chilometri e i tre valichi sono rimasti bloccati, sia in entrata che in uscita, per diverse ore.

Borgo di Castelluccio di Norcia e la sua fioritura
Borgo di Castelluccio di Norcia e la sua fioritura

Se potete, evitate di andare nel weekend o rimarrete imbottigliati nel traffico per ore e ore, sia all’andata sia al ritorno. Se proprio non avete altri periodi a disposizione, arrivate prima dell’alba e andate via prima di mezzogiorno, quando il caos non è ancora al massimo, oppure di sera, quando il traffico si è lentamente smaltito. Così facendo avete la possibilità di ammirare Castelluccio ancora avvolto da un soffice manto di nebbia che ricopre la piana e di osservare la piana che pian piano si colora con il sorgere del Sole.

Non esiste però una data certa per osservare la fioritura di Castelluccio, in quanto questa è influenzata da diversi fattori quali la quantità di precipitazioni, l’esposizione al sole e la temperatura. Il culmine della fioritura varia quindi di anno in anno. Nel 2019 infatti non siamo riusciti ad ammirarla perché, a causa delle alte temperature, la fioritura durò molto meno e ad inizio Luglio, di rientro dal nostro viaggio in Giordania, era già tutto sfiorito.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande tutto dipinto
Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande tutto dipinto

Monitorare lo stato della fioritura grazie alla webcam di Castelluccio

Vi consigliamo, proprio come abbiamo fatto noi questa volta, di tenere monitorato lo stato della fioritura grazie alla webcam di Castelluccio e di organizzare la vostra visita all’ultimo minuto. La webcam funziona ad energia solare e scatta una foto all’altopiano ogni 5 minuti.

Questa webcam ha una storia lunga oltre 10 anni. Ogni giorno dal 2008, ha regalato immagini meravigliose dei piani fioriti in estate e innevati in inverno. Il forte terremoto del 30 Ottobre 2016 non ha risparmiato nemmeno lei, danneggiandone l’hardware e uno dei moduli solari. Massimiliano Squadroni, installatore della webcam, non ha perso tempo ed è corso, appena possibile, a riparare i componenti danneggiati, riattivando la webcam per farle continuare il suo lavoro.

Se invece volete dare un’occhiata alle fotografie delle fioriture precedenti, esattamente dal 2008, potete farlo sfogliando le gallery sul sito di Castelluccio di Norcia.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande tutto dipinto
Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande tutto dipinto

Come arrivare a Castelluccio di Norcia

Raggiungere Castelluccio di Norcia in auto è semplicissimo. Ci sono tre strade disponibili a seconda del vostro luogo di partenza, che sia in Umbria o nelle Marche. L’unica cosa che dovete monitorare è l’apertura delle varie strade che, a seguito del terremoto, sono state danneggiate e potreste trovarle chiuse. Solitamente durante il periodo di alta stagione dovuto alla fioritura di Castelluccio le strade sono aperte in determinate fasce orarie e in determinati giorni. Potete restare aggiornati sullo stato di apertura delle strade sul sito della Valnerina Online.

Le strade per raggiungere Castelluccio da Norcia, da Arquata del Tronto, Pretare e Forca di Presta risultano essere sempre aperte, mentre hanno riaperto di recente la strada la SP136 di Pian Perduto che collega Visso e Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio. Quest’ultima è stata quasi del tutto ripristinata ed è a doppia corsia, tranne gli ultimi 150 metri in cui il transito è regolato a senso unico alternato con semaforo.

Se desiderate spostarvi con i mezzi pubblici dovete raggiungere una della stazioni del treno più vicine, come Spoleto, Ascoli Piceno o Terni e poi raggiungere Norcia in autobus. Da Norcia potete raggiungere Castelluccio con un ulteriore autobus, limitato. C’è solo un autobus di linea che serve Castelluccio di Norcia una volta a settimana, il giovedì, con partenza da Norcia alle 6.25, alle 11.50 e alle 13.30. Durante il periodo di alta stagione e della fioritura si aggiunge una corsa anche di sabato. La corsa dura circa 50 minuti.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande tutto dipinto
Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande tutto dipinto

Dove parcheggiare l’auto e dove sostare con il camper

Su tutto il territorio intorno a Castelluccio e al Pian Grande è assolutamente vietato sostare lungo le Strade Provinciali, lungo le strade sterrate e nei dintorni delle aree della fioritura.

Fino al 31 Luglio 2020 il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha concesso la creazione di due aree di sosta temporanee, per un totale di 760 posti, al Pian Grande (località Prate Pala) ed al Pian Perduto. Nel primo è prevista la sosta di 535 autoveicoli, mentre nel secondo la sosta di 225 autoveicoli al massimo. Per le auto la sosta è gratuita dal lunedì al venerdì, mentre è a pagamento nel weekend, festivi e prefestivi.

I camper possono sostare gratuitamente dal lunedì al giovedì, ma solamente nelle ore diurne, dalle 6.00 alle 20.00. Dal venerdì alla domenica la sosta è a pagamento ed è consentita 24 ore su 24, per un periodo massimo di 48 ore. Non è consentito montare i tavoli, aprire le verande, i gazebo o le tende.

Nelle aree di sosta sono stati installati dei bagni chimici per donne, uomini e per portatori di handicap.

Il costo giornaliero della sosta durante i weekend, i giorni festivi e i giorni prefestivi è di €5,00 per le auto e le moto e di €10,00 per i camper.

Punti panoramici da cui osservare la fioritura di Castelluccio

La fioritura di Castelluccio di Norcia la si può ammirare bene o male in tutta la zona intorno al Pian Grande, da punti e panoramiche differenti. Nonostante Castelluccio sia stato duramente colpito dal terremoto, è possibile visitarne alcune parti, come la piazza principale, da dove è possibile ammirare lo spettacolo del Pian Grande fiorito, del Pian Piccolo, del Pian Perduto e si ha una splendida vista sul Monte Vettore. È inoltre possibile salire fino al punto più alto della collina per avere una vista a 360° su tutta l’area circostante.

Tutte e tre le strade che raggiungono Castelluccio sono panoramiche e hanno un’ampia vista su tutta la piana. Offrono spunti fotografici interessanti, ma ricordate che è vietato sostare a bordo strada. La SP477 che sale da Norcia e da Forca Canapine offre una splendida vista panoramica sul Pian Grande, sul Fosso dei Morgani e passa accanto al Bosco Italia. La stessa SP477 sale anche da Arquata del Tronto e da Pretare e offre una vista panoramica sul Pian Grande e sulla fioritura di Castelluccio. La SP136 che sale invece da Castelsantangelo sul Nera scorre lungo il Pian Perduto, offrendo diverse viste, sia dall’alto che dal basso, su questo lato (forse) meno famoso, ma altrettanto bello.

Potete inoltre ammirare la fioritura di Castelluccio lungo i tanti sentieri che conducono sulle montagne circostanti. Oppure lungo il sentiero che da Castelluccio scende verso Pian Grande, avendo così una bella visuale dall’alto di tutta la piana. Potete inoltre visitare da vicino la fioritura, sempre con rispetto e senza invadere i campi, passeggiando lungo gli appositi sentieri che passano tra le coltivazioni. Un altro bel punto di vista lo si ha salendo al Bosco Italia, dove la vista spazia dalla piana fino al piccolo borgo di Castelluccio.

Insomma di punti panoramici dove potervi riempire gli occhi di colori e di bellezza ne avete davvero tanti. Basta cercarli attentamente e allontanarsi un po’ dai classici e affollati posti noti.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: i papaveri
Fioritura di Castelluccio di Norcia: i papaveri

C’è altro: Il bosco a forma d’Italia

Il Pian Grande, oltre allo spettacolo della fioritura, ospita il famoso bosco a forma d’Italia dei Sibillini, alle pendici di Poggio di Croce. Fu realizzato nel 1961, in occasione della Festa della Montagna, per celebrare il primo centenario dell’unità della nazione. Per realizzarlo vennero piantate diverse piantine di conifere che, inizialmente, fecero fatica ad attecchire. Oggi invece formano un bel bosco a forma di stivale, uno dei panorami più famosi del Pian Grande.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: Bosco Italia
Fioritura di Castelluccio di Norcia: Bosco Italia

Regole da seguire durante la visita

Alcune cose ci sembrano scontate dirle, ma ribadirle una volta in più non fa mai male. Voi siete gli ospiti e la natura va solamente osservata da lontano, va rispettata e non va assolutamente rovinata. Evitate di camminare in mezzo alle coltivazioni, seguite solamente i sentieri ed evitate di raccogliere i fiori. Alcuni di questi sentieri vi portano davvero molto vicino alle coltivazioni e non avete necessità di calpestare a destra e sinistra per fare le vostre foto ricordo.

Date il buon esempio e evitate di scatenare una reazione a catena con chi vi osserva e cercherà di fare la stessa cosa. Se tutti si sdraiassero o invadessero i campi fioriti, cosa rimarrebbe per i visitatori che arriveranno dopo? Ma soprattutto, che danno enorme si creerebbe ai coltivatori che con tanto impegno, fatica e devozione coltivano ogni anno la piana? Loro vivono grazie alla lenticchia e noi abbiamo il dovere di essere responsabili e non lasciare traccia del nostro passaggio.

Riportate a casa la vostra spazzatura, evitate di gettarla nei campi o di abbandonarla in giro. Stesso discorso vale per le gomme da masticare e per i fastidiosi e odiosi mozziconi delle sigarette. Per l’occasione sono stati posizionati diversi cestini nelle aree di sosta, lungo le strade e nelle aree circostanti. La natura non è una discarica, è di tutti e come tale va rispettata!

Fioritura di Castelluccio di Norcia: Rispettate le coltivazioni. Evitate di entrare nei campi!
Fioritura di Castelluccio di Norcia: Rispettate le coltivazioni. Evitate di entrare nei campi!

Utilizzo del drone a Castelluccio di Norcia

Castelluccio di Norcia si trova all’interno di un Parco Nazionale e, pertanto, il sorvolo dell’area è soggetto a divieti e/o limitazioni. Le aree di interesse biologico e faunistico, come in questo caso Castelluccio e il Parco Nazionale dei Sibillini, sono soggette a regolamentazioni dettate sia dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC), sia dalle leggi regionali e/o provinciali e dai regolamenti dell’Ente Parco. Insomma, un garbuglio di informazioni in cui non è sempre scontato riuscire a districarsi.

Anche noi, da amanti del drone, ci siamo informati a lungo prima di partire e, tra mille informazioni discordanti, siamo riusciti a trovare una risposta alle nostre domande. Il primo consiglio che vi diamo è quello di consultare sempre prima di partire il regolamento ENAC che riporta tutti i divieti e tutte le limitazioni relative ai SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto), sia per i professionisti sia per gli amatori. Di seguito invece quanto indicato nel regolamento del Parco Nazionale dei Monti Sibillini:

Fatto salvo il divieto di sorvolo con aeromobili a motore per l’intero territorio del Parco, e le relative deroghe, di cui alla L. n. 394/1991 e smi e al disciplinare di cui all’art. 1, c. 2, lettera d, è vietato il sorvolo a quota inferiore a 1.500 ft AGL (450 metri) da parte di velivoli e aeromobili di qualsiasi tipo, anche non a motore, ivi compresi deltaplano, aliante e parapendio e oggetti volanti privi di persone a bordo, quali droni e aeromodelli telecomandati. Il Parco può autorizzare il sorvolo da parte di droni per attività di interesse per le finalità del Parco o di pubblico interesse nonché promuovere progetti sperimentali in collaborazione con l’Aero Club d’Italia.

Per effettuare il sorvolo della piana di Castelluccio di Norcia con il drone serve quindi l’autorizzazione dell’Ente Parco. Dovete inviare una una richiesta di autorizzazione motivando il motivo del sorvolo (fini ricreativi, commerciali, etc.), specificando il tipo di drone utilizzato, la data del volo ed eventuali abilitazioni (se necessarie). Se accettata, riceverete una lettera di conferma dell’autorizzazione.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: i fiori iinfestanti
Fioritura di Castelluccio di Norcia: i fiori iinfestanti

Cosa fare a Castelluccio di Norcia: trekking ed escursioni

Oltre alla famosa fioritura di Castelluccio, tutta la zona, il parco e i Monti Sibillini offrono un’ampia varietà di attività da poter fare durante la vostra visita, sia in estate sia in inverno. In estate potete effettuare lunghe e piacevoli passeggiate, trekking più impegnativi sui monti, fare escursioni in bicicletta o a cavallo. In inverno potete invece dedicarvi allo sci di fondo e alle ciaspolate lungo la piana o lungo i sentieri verso i monti. La Piana di Castelluccio è rinomata anche tra gli amanti degli sport in volo, come il deltaplano e il parapendio, grazie alle sue particolari correnti ascensionali.

Il trekking in estate è l’attività più gettonata e all’interno del parco ne troverete davvero tanti e per tutti i livelli. Come segnala anche il sito ufficiale, controllate sempre la situazione delle strade e dei sentieri prima di mettervi in marcia. Può capitare che i sentieri non siano accessibili o che la strada per raggiungere il punto di partenza sia chiusa.

Molti sentieri vi permetteranno di osservare la fioritura del Pian Grande dall’alto, man mano che si sale sul Monte Vettore o sui monti circostanti, da prospettive decisamente insolite. Un facile sentiero da effettuare al Pian Grande è quello che conduce fino al Fosso dei Mergani dove si trova l’inghiottitoio. Si tratta di una fenditura lunga circa 1 chilometro e mezzo e profonda 20 metri, nella quale confluiscono e spariscono in profondità l’acqua di scioglimento della neve e l’acqua piovana. Queste riemergono poi circa 900 metri più a valle, vicino a Norcia.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande fiorito
Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande fiorito

Un altro facile sentiero vi permetterà di visitare il Pian Piccolo e il suo Stagno Rosso, un piccolo laghetto le cui dimensioni variano da 38 a 43 metri e la cui profondità non supera mai il metro. Il colore dell’acqua varia dal grigio al giallo, mentre in estate assume colorazioni tra il rosso e il violaceo. Questo fenomeno è stato scoperto per la prima volta il 19 Giugno 1995 ed è causato da un’ alga chiamata Euglena sanguinea che, con il variare della luce e della temperatura dell’acqua, cambia colore creando effetti quasi surreali. Intorno a questo laghetto ruota una leggenda che, ancora una volta, racconta di fate e magia. Si narra che un giorno una fata, nel dipingere un arcobaleno, fece cadere della vernice rossa sui campi sottostanti e si formò così un lago di colore rosso. Il lago era visibile solamente con determinate condizioni, così come l’arcobaleno.

Un sentiero un po’ più impegnativo vi poterà invece al Lago di Pilato, un piccolo laghetto alpino incastonato tra le montagne. Sono diversi i sentieri che raggiungono il lago, alcuni più impegnativi di altri. Informatevi bene sulla tipologia di sentiero più adatto a voi prima di mettervi in cammino.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Perduto fiorito
Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Perduto fiorito

Dove dormire a Castelluccio e dintorni

Il posto migliore per dormire durante la fioritura di Castelluccio è proprio il piccolo borgo, soprattutto se siete fotografi come noi e desiderate fotografare la piana in diversi momenti della giornata. Dopo il forte terremoto del 2016, ad oggi è possibile pernottare solamente in quattro strutture di Castelluccio che, con grande sforzo e forza di volontà, sono riuscite a risollevarsi. Queste sono:

  • La Valle delle Aquile B&B: offre un totale di 9 piccoli appartamenti, completamente attrezzati, tutti con cucina. Ogni appartamento è denominato con il nome di un animale locale, come l’orso marsicano o il lupo appenninico. La colazione è inclusa nel prezzo.
  • Villa Tardioli: offre un totale di 8 camere, completamente attrezzate e in un ambiente familiare, tutte con colazione inclusa nel prezzo. Ogni camera è denominata con il nome di un fiore della fioritura e addobbata con fotografie che raccontano la fioritura del 2014, una delle più belle di sempre.
  • Locanda de Senari: questo agriturismo offre piatti tipici locali, in cui la lenticchia è la padrona indiscussa. Ha a disposizione anche diverse camere, tutte ben accessoriate, e la colazione è inclusa nel prezzo.
  • Agriturismo Monte Veletta: situato vicino alla piazza principale di Castelluccio, offre 5 piccoli appartamenti completi di tutti i comfort. La colazione è inclusa nel prezzo.

Vi suggeriamo però, nel caso in cui vogliate soggiornare a Castelluccio, di prenotare con largo anticipo in quanto durante la fiorita le camere terminano subito.

Altre zone in cui soggiornare sono Norcia, Campi e Visso, oppure più lontano come Arquata del Tronto, Ascoli Piceno e Spoleto.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande fiorito
Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande fiorito

Curiosità e leggende di Castelluccio e dintorni

L’intera zona, il Monte Sibilla e il Monte Vettore, nel corso dei secoli, hanno ispirato storie e leggende che si sono tramandate oralmente di generazione in generazione. Parliamo di streghe, fate, terremoti e laghi che si tingono di rosso.

Tra i luoghi più ricorrenti nelle leggende della zona si trova la Grotta della Sibilla che, secondo la tradizione, era la casa delle fate. Da qui uscivano solamente di notte, per farvi ritorno di mattina prima del sorgere del Sole, pena l’esclusione dal regno della Sibila. Altri invece pensano che questa fosse la porta del purgatorio. Il mito della Sibilla, una maga dotata di capacità divinatorie e grande conoscitrice dell’astronomia e della medicina, e della sua dimora, una grotta posta sul crinale del Monte Sibilla, è noto nella zona almeno a partire dall’epoca romana fino ad arrivare ai giorni nostri. A lei si rivolgevano gli antichi abitanti della zona per conoscere il proprio futuro.

La maga Sibilla però non era sola. Insieme a lei vivevano delle fate, donne giovani e bellissime, ma con i piedi caprini. A tal proposito, una delle leggende più suggestive legate al Monte Vettore è legata al Sentiero delle Fate, che dalla cima del monte scende in direzione Foce. La leggenda narra di queste giovani fate che erano solite frequentare i villaggi umani, per trasmettere un po’ del loro sapere e per conoscere i giovani pastori. Potevano restare fuori tutta la notte, ma avevano l’obbligo di rientrare alla grotta prima dell’alba. Una notte però, prese dal divertimento e dalla musica, non si resero conto del sorgere del Sole e, quando le prime cime iniziarono ad illuminarsi, impaurite si misero a correre velocemente verso la grotta. Le fate, con i loro piedi caprini, solcarono in profondità la montagna creando la spaccatura che attraversa il Monte Vettore, ancora oggi perfettamente visibile.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: i papaveri
Fioritura di Castelluccio di Norcia: i papaveri

Alcune delle più curiose che abbiamo letto riguardano invece il bellissimo Lago di Pilato, un laghetto alpino situato a 1.941 metri di altezza sulle pendici Nord del Monte Vettore e circondato dalle cime del Redentore e del Monte Sibilla. Anche il Lago di Pilato sembra fosse legato alle fate, dove vi si radunavano per il pediluvio e per far riposare gli zoccoli stanchi. Un’altra leggenda narra invece dell’origine del nome del lago. Secondo la leggenda l’imperatore Tito Vespasiano, dopo aver dato alle fiamme la città di Gerusalemme, convocò Pilato, ormai vecchio, per accusarlo di non aver impedito, ben 37 anni prima, la crocifissione del Cristo Redentore. Pilato venne condannato a morte, con la possibilità però di esprimere un ultimo desiderio. Chiese che il suo corpo fosse posizionato su un carro trainato da quattro bufali e abbandonato al suo destino.

L’imperatore gli concesse quanto desiderato e, incuriosito dalla strana richiesta, diede ordine a due soldati di seguire il carro. I bufali vagarono in lungo e in largo. fino a raggiungere le montagne di Norcia. Raggiunta la riva del piccolo lago, vi si inabissarono insieme al corpo di Pilato e le acque del lago si tinsero di rosso. Da allora si dice che in certi periodi dell’anno le acque del Lago di Pilato si tingono ancora di rosso.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande fiorito
Fioritura di Castelluccio di Norcia: il Pian Grande fiorito

Un altro luogo legato alla Sibilla e alle fate è Pretare, luogo in cui il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di tantissime rocce scivolate a valle dal Monte Vettore a causa di una frana o di un terremoto avvenuto qualche secolo fa. Secondo la tradizione qui sorgeva un piccolo paese chiamato Colfiorito, protetto dalle fate. Un giorno la Sibilla, arrabbiata con gli abitanti del paese colpevoli di egoismo, scatenò un violento terremoto che seppellì Colfiorito sotto ad un grosso cumulo di rocce. Solamente quando un altro popolo nomade si stanziò nell’area, le fate tornarono a proteggere quel luogo che. da allora, prese il nome di Pretare.

A Pretare, ancora oggi, durante il giorno di San Rocco viene rievocato l’evento e per l’occasione alcune donne del paese si vestono da fate.

Fioritura di Castelluccio di Norcia: vista sul borgo di Castelluccio
Fioritura di Castelluccio di Norcia: vista sul borgo di Castelluccio

Se state organizzando un viaggio in Umbria e dintorni, potrebbero interessarvi anche i seguenti articoli:

2 Comments

  • NonPuòEssereVero
    8 Luglio 2020 at 16:25

    È da una settimana che non faccio altro che dire che voglio andare ? spero di riuscirci prima di partire per le vacanze!

    Reply
    • Elisa Polini
      9 Luglio 2020 at 8:43

      Ciao Gilda,
      te lo auguro, è uno spettacolo la fioritura di quest’anno 🙂
      Occhio però perchè dicono che questo è l’ultimo weekend!

      Reply

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.