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Italia / Lombardia

Ghiacciaio Fellaria (Valmalenco): un po’ di Islanda in Italia!

Durante le giornate estive, per scappare dal caldo insopportabile della città, ci piace andare alla scoperta di piccoli angoli freschi e isolati sulle nostre amate montagne e il weekend scorso è stato il turno del meraviglioso Ghiacciaio Fellaria, nell’alta Valmalenco.

Ghiacciaio Fellaria orientale e la sua laguna
Ghiacciaio Fellaria orientale e la sua laguna

Il Ghiacciaio Fellaria, o Vedretta di Fellaria, sorge sopra i 3.500 metri nel deserto ghiacciato dell’Altopiano di Fellaria, da dove si possono ammirare alcune delle più importanti cime del Gruppo del Bernina. Dall’altopiano scendono tre diverse lingue di ghiaccio in diverse direzioni: il Ghiacciaio Palù (o Vedretta di Palù) che scende verso la Svizzera e la Val Poschiavo e visibile anche dal famoso Trenino Rosso del Bernina nella tratta tra Poschiavo e S. Moritz, e il Ghiacciaio Fellaria, diviso in due lingue differenti separate dallo scoglio roccioso del Sasso Rosso, che scende verso Sud (Fellaria orientale) e verso Sud-Ovest (Fellaria occidentale).

La vista dal sentiero verso il Ghiacciaio
La vista dal sentiero verso il Ghiacciaio Fellaria

Un po’ di tempo fa, sfogliando alcune guide sulla Valmalenco, ci erano capitate sott’occhio alcune foto riguardanti questo ghiacciaio, che ha catturato subito la nostra attenzione grazie alla sua piccola laguna situata di fronte al versante orientale. Nella nostra mente è scattato subito un solo ed unico paragone: la nostra amata Islanda con le sue gigantesche lagune glaciali. Avete capito bene, ci è sembrata proprio una piccola laguna islandese punteggiata da tanti piccoli iceberg!

La decisione di visitarlo il prima possibile è stata unanime e, considerato il nostro amore smisurato per il freddo e per tutto ciò che è ghiacciato e considerato il caldo soffocante di questo periodo, abbiamo preso la palla al balzo e ne abbiamo approfittato per organizzare una gita in giornata al Ghiacciaio Fellaria.

Ghiacciaio Fellaria visto dal rifugio Bignami
Ghiacciaio Fellaria visto dal rifugio Bignami

Da sapere prima di mettersi in marcia!

Il sentiero per raggiungere i due versanti del ghiacciaio è di livello escursionistico, a tratti un po’ impegnativo, ma fattibile anche se non si è molto allenati. L’escursione completa richiede dalle 5 alle 6 ore a seconda della vostra preparazione fisica ed è fattibile in giornata. Prima di partire però verificate il meteo e partite solamente se è sereno per l’intera giornata. Il dislivello dell’intero percorso è di circa 630 metri.

Noi vi consigliamo però di pernottare in uno dei rifugi presenti nella zona, lo Zoia o il Bignami, e di dedicare il secondo giorno al Lago Palù o al sentiero che porta fino al Rifugio Marinelli. Il costo per il pernottamento, cena e colazione varia dai 55€ ai 60€.

Il sentiero è di alta montagna, ciò significa che è a tratti sconnesso e su roccia, perciò vi consigliamo di partire con dei buoni scarponi da trekking (che coprano e proteggano bene le caviglie), abbigliamento tecnico da montagna e un pile da indossare in caso di vento. Portate con voi uno zaino con sufficiente scorta di acqua e cibo, qualche barretta energetica, un kit di primo soccorso e un k-way.

Ricordate che siete in alta montagna e lassù il Sole è più forte rispetto a valle, perciò prima di partire mettete una buona protezione solare e portatela con voi nello zaino in modo da poterla rimettere durante la giornata.

È vietato avventurarsi sul ghiaccio senza la presenza di una guida preparata e che lo conosca. Il fronte del ghiacciaio perde continuamente pezzi di ghiaccio, perciò evitate di mettervi in pericolo avvicinandovi troppo al fronte. Lassù i cellulari non hanno segnale e in caso di emergenza risulterà difficile poter chiamare i soccorsi.

Sentiero dallo Zoia al Ghiacciaio Fellaria
Sentiero dallo Zoia al Ghiacciaio Fellaria

Come influisce il riscaldamento globale sui ghiacciai italiani

Come abbiamo già avuto modo di spiegare in un altro articolo sulla Groenlandia, due tra i principali fattori che influenzano il cambiamento del clima sono l’anidride carbonica ed altri composti gassosi, i quali giocano un ruolo fondamentale sul fenomeno dell’effetto serra, capace di trattenere il calore sula Terra. Nel corso degli ultimi 150 anni la concentrazione di anidrite carbonica è aumentata a causa delle attività umane, causando un aumento della temperatura di circa 0,85°C.

Con l’aumento della temperatura globale registrato dalla seconda metà del 1800 ad oggi, anche i ghiacciai italiani hanno risentito fortemente dei cambiamenti climatici diminuendo drasticamente le proprie dimensioni. Ultimamente si è abituati a sentire parlare della perdita di grandi quantità di ghiaccio in zone come l’Artico e l’Antartico a causa del riscaldamento globale ma, senza andare troppo lontano, anche il sistema glaciale Fellaria-Palù, uno dei maggiori delle Alpi centrali, dal 1850 ad oggi ha perso una consistente quantità di massa ghiacciata sia sopra i 3.000 metri sia più a valle.

Per farvi rendere conto della gravità della situazione basta pensare che nel 1850 il Ghiacciaio Fellaria si estendeva per circa 23 chilometri quadrati fino a scendere a quota 2.100 metri, mentre oggi l’estensione del ghiacciaio si è ridotta a circa 9 chilometri quadrati e il fronte si è spaccato in due, formando il Fellaria Ovest che adesso si trova a quota 2.750 metri e il Fellaria Est che adesso si trova a quota 2.600 metri circa. Le previsioni per il futuro non sono delle migliori e prevedono un continuo arretramento del ghiacciaio e una progressiva perdita di volume.

Ghiacciaio Fellaria e il riscaldamento globale
Ghiacciaio Fellaria e il riscaldamento globale

Già da alcuni rilevamenti effettuati nel 1899 proprio da Luigi Marson, professore al Regio Istituto Tecnico di Sondrio e membro della Società Geografica Italiana, è stato riscontrato che già in quegli anni il ghiacciaio aveva abbandonato il piano dell’Alpe Gera e che il fronte si era ritirato a circa 2.300 metri di quota. Da allora il Ghiacciaio Fellaria si è ritirato in maniera costante portando alla separazione del fronte in due diverse lingue verso gli anni ’30. Tra gli anni ’70 e ’80 si è visto un leggero avanzamento dei fronti di qualche decina di metri, per poi tornare ad un rapido arretramento ed a importanti modifiche morfologiche dall’inizio degli anni ’90 in poi.

La fronte del Fellaria orientale oggi è divisa in due: la parte superiore a circa 2.900 metri di altezza dalla quale scendono delle cascate glaciali lungo il costone roccioso e la parte inferiore, staccatasi nel 2006, a quota 2.600 metri alimentata dal continuo crollo di ghiaccio dalla parte superiore. Noi durante la nostra visita abbiamo assistito a diversi crolli, alcuni anche di grande portata e che hanno causato dei boati davvero fortissimi. La parte inferiore nel corso degli anni ha subito anch’essa un notevole ritiro, formando dei laghetti glaciali che si sono uniti, nel 2015, in un unico grande lago.

La fronte del Fellaria occidentale invece all’inizio degli anni 2000 ha perso completamente il fronte che scendeva fino a quota 2.500 metri, ritirandosi a quota 2.750 metri e lasciando il posto ad un laghetto glaciale.

Il progressivo ritiro del Ghiacciaio Fellaria dal 1860 al 2016 (foto: ecomuseovalmalenco.it)
Il progressivo ritiro del Ghiacciaio Fellaria dal 1860 al 2016 (foto: ecomuseovalmalenco.it)

Come raggiungere il ghiacciaio Fellaria

Il ghiacciaio Fellaria è situato in Valmalenco e lo si può raggiungere a piedi partendo dal Rifugio Zoia situato a Lanzada (SO). Per arrivare al Rifugio Zoia da Milano avete due opzioni:

  • la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga fino a Colico.
  • l’autostrada Como Laghi (A9) fino a Como Nord (Lago di Como) per poi percorrere tutta la Strada Regina (SS340). Seguire poi le indicazioni per la SS36 fino a Colico.

Da Colico dovete poi prendere lo svincolo sulla SS38 in direzione Sondrio (Viale Stadio). Prima di entrare nel centro di Sondrio, alla fine del viale, troverete una rotonda con una deviazione sulla SP15 in direzione di Località Campo Moro a Lanzada. Troverete sulla destra un parcheggio di fronte al Rifugio Poschiavino, dove poter lasciare la macchina. Il Rifugio Zoia (2.021 metri) lo si raggiunge con un piccolo sentiero nel bosco.

Ghiacciaio Fellaria
Ghiacciaio Fellaria

A volte, anziché fermarsi al parcheggio del rifugio, è possibile continuare qualche centinaio di metri ancora in macchina fino a raggiungere il parcheggio situato sotto la diga di Alpe Gera. Da qui dovete risalire fino al muro della diga utilizzando la strada sterrata oppure il ripido sentiero. Una volta arrivati ai piedi del muro della diga potete risalirlo dall’apposita strada situata sul fianco del muro e, una volta arrivati in cima, potete decidere che sentiero intraprendere.

Entrambi i sentieri portano al Rifugio Bignami, da dove partono poi i sentieri verso il ghiacciaio, e li si possono percorrere tranquillamente uno all’andata e uno al ritorno. Il sentiero di destra vi farà attraversare l’Alpe Gembrè allungando il percorso di circa un’ora, mentre il sentiero di sinistra vi farà passare lungo le pendici del Sasso Moro. Questo sentiero corre parallelo al Lago di Gera, tra pascoli e salite a tratti ripide, salendo fino all’Alpe Fellaria dove si trova il Rifugio Bignami (2.400 metri, 1 ora e 30 minuti circa di cammino).

Dal Rifugio Bignami parte il sentiero glaciologico Luigi Marson, realizzato nel 1996 da un’iniziativa del Servizio Glaciologico Lombardo (SGL) insieme al Comune di Lanzada, con lo scopo di raccontare la storia del ghiacciaio Fellaria, far conoscere la sua evoluzione e come la sua presenza abbia inciso profondamente sul paesaggio circostante da fine ottocento ad oggi.

La vista dal sentiero A verso il Ghiacciaio Fellaria occidentale
La vista dal sentiero A verso il Ghiacciaio Fellaria occidentale

Il sentiero glaciologico è suddiviso in 3 diversi sentieri, percorribili tutti insieme in circa 5/6 ore:

  • Sentiero A: dal Rifugio Bignami dirigetevi verso Nord (tenendo il rifugio sulla destra, dovete prendere il sentiero a sinistra), passando per un alpeggio e oltrepassando un piccolo torrente. Proseguite in salita attraverso i pascoli fino ad arrivare alla vecchia morena sul lato destro del ghiacciaio da dove, proseguendo lungo la cresta della montagna, si arriva al laghetto che sorge sotto il Fellaria occidentale. Questo sentiero è molto bello a livello panoramico ma l’ultimo tratto è abbastanza ripido e sconnesso. Questo sentiero richiede circa 1 ora e mezza.
  • Sentiero B: il sentiero A e il sentiero C sono collegati dal sentiero B. Questo sentiero riscende dalla cima raggiunta tramite il sentiero A e passa attraverso la valle del Fellaria Ovest, un tempo ricoperta dal ghiacciaio. Questo sentiero richiede circa 2 ore.
  • Sentiero C: si dirama dal sentiero A dalla vecchia morena del ghiacciaio, proseguendo in piano tagliando per i prati per poi risalire in costa lungo una parete rocciosa. Da qui si attraversa la piccola valle, ricca di segni che evidenziano la presenza del ghiacciaio, oltrepassando un ponticello sul fiume e iniziando a risalire con attenzione tra i massi fino alla cima della montagna che ci separa dal ghiacciaio. Fate attenzione lungo questa parte del sentiero in quanto è sconnesso e i massi non sono stabili, cercate di seguire le indicazioni di colore blu. Una volta arrivati in cima si apre una bellissima vista sulla piana che precede la fronte del ghiacciaio, la quale dovrete attraversare sempre facendo attenzione. Questo sentiero richiede circa 2 ore e mezza.
Cartina sentiero glaciologico Luigi Marson
Cartina sentiero glaciologico Luigi Marson

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