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Itinerario Culturale in Cina: 15 giorni tra storia e tradizioni

Dopo il nostro primo viaggio in Cina qualche anno fa, in cui abbiamo avuto modo di vivere il contrasto tra le grandi città e gli antichi villaggi tradizionali, tra tecnologia e storia, tra cemento e natura incontaminata, avevamo voglia di tornare per conoscere un po’ di più la cultura cinese. Così, quando il titolare di Eastogo ci ha invitato a testare il loro itinerario culturale in Cina, non ci abbiamo pensato due volte ad accettare. Eastogo è una realtà giovane, piena di idee meravigliose e con l’obiettivo di portare un turismo migliore in Cina, più consapevole e interessato alla conoscenza piuttosto che ai selfie e alle bandierine. Se desiderate organizzare un viaggio in Cina, vi consigliamo davvero di affidarvi a loro, non ve ne pentirete.

In questo articolo vi raccontiamo l’itinerario che hanno realizzato per noi, partendo da Guilin e terminando a Zhangjiajie. Durante questo viaggio abbiamo avuto modo di visitare diversi villaggi tradizionali di diverse etnie, abbiamo avuto modo di entrare in contatto con le loro tradizioni e la loro storia. Non sono mancate anche delle tappe in alcuni dei luoghi naturali più belli ed esperienze a contatto con le persone locali.

Cina Insolita: Itinerario culturale di 15 giorni

Itinerario Culturale in Cina: Il Ponte Zhusheng e il Padiglione Kuixing della splendida Città Antica di Zhenyuan
Itinerario Culturale in Cina: Il Ponte Zhusheng e il Padiglione Kuixing della splendida Città Antica di Zhenyuan

Giorni 1 e 2: Arrivo a Guilin, città e laghi

Il nostro viaggio è iniziato a Guilin, dove abbiamo passato i primi due giorni per esplorare la città e i suoi dintorni, da millenni porta d’accesso alla Cina meridionale. Fondata sotto la dinastia Qin (214 a.C.), Guilin deve il suo nome ai profumati alberi di osmanto sparsi per la città.

Il cuore storico e monumentale di Guilin ruota attorno al Jingjiang Princes’ Palace, un complesso fortificato imponente risalente alla fine del XIV secolo. Costruito come residenza per i principi della dinastia Ming, questo sito è addirittura più antico della Città Proibita di Pechino. All’interno del complesso si trova il Solitary Beauty Peak (Picco della Bellezza Solitaria), un picco calcareo che dalla cima regala una vista a 360 gradi sui tetti della città vecchia e sui colli circostanti. Subito fuori dalle mura del palazzo si sviluppa la vecchia Guilin, fatta di isolati storici, antichi edifici e mercati tradizionali dove il ritmo della vita scorre lento. Ci siamo poi presi del tempo per passeggiare la strada pedonale di Zhengyang, visitare la splendida Xiaoyao Tower e passeggiare lungo il Fiume Li.

Itinerario Culturale in Cina: La Xiaoyao Tower di Guilin
Itinerario Culturale in Cina: La Xiaoyao Tower di Guilin

Poco fuori dal centro, si può inoltre visitare la Reed Flute Cave (Grotta del Flauto di Canna), una delle meraviglie geologiche più spettacolari della Cina meridionale. Si tratta di una caverna carsica formatasi oltre mezzo milione di anni fa. Il nome deriva dalle abbondanti canne di bambù che crescono all’esterno, storicamente impiegate dagli abitanti per intagliare flauti tradizionali. All’interno, un percorso vi condurrà attraverso grotte immense, laghi sotterranei e foreste di stalattiti e stalagmiti.

Infine, abbiamo fatto una passeggiata attorno ai Due Fiumi e Quattro Laghi. Progettato originariamente durante la dinastia Song (960–1279 d.C.) come fossato difensivo, oggi è un elegante parco fluviale. Incastonate nel Lago Fir (Shanhu) si trovano le Torri del Sole e della Luna. La prima, in bronzo dorato, è alta 41 metri ed è la pagoda in bronzo più alta al Mondo. La seconda è costruita interamente in marmo bianco. Terminiamo questi due giorni con una crociera serale lungo i Due Fiumi e Quattro Laghi, per ammirare la città e le sue bellezze da un’altra prospettiva.

Itinerario Culturale in Cina: Le Torri del Sole e della Luna di Guilin
Itinerario Culturale in Cina: Le Torri del Sole e della Luna di Guilin

Giorno 3: Navigando sul Fiume Li verso Xingping e la campagna di Yangshuo

Il terzo giorno è iniziato il nostro viaggio vero e proprio, tra natura, cultura, storia e tradizioni di questo splendido angolo della Cina. La mattina è dedicata allo splendido Fiume Li, il corso d’acqua che ha ispirato generazioni di poeti e pittori shanshui (pittura ad inchiostro che raffigura paesaggi naturali). Siamo saliti a bordo di una zattera di bambù (a motore) e abbiamo navigato lungo il tratto più scenografico, tra Yangdi e Xingping. Qui l’acqua scorre tranquilla, incastonata in uno dei paesaggi carsici più belli e famosi al Mondo. Durante la navigazione si scorgono villaggi tradizionali, bufali d’acqua al pascolo e pescatori locali a bordo di sottili zattere di bambù intenti a pescare. Tra i panorami più noti ci sono la Montagna dei Nove Cavalli e la Yellow Cloth Shoal, il punto esatto ritratto sulla banconota da 20 Yuan.

Itinerario Culturale in Cina: Navigando lungo lo splendido Fiume Li
Itinerario Culturale in Cina: Navigando lungo lo splendido Fiume Li

Scesi dalla zattera, abbiamo visitato l’Antico Villaggio di Xingping, uno dei più antichi della regione (risale al 265 d.C.). Passeggiare per i suoi vicoli in pietra tra vecchie case in stile Ming e Qing dà la sensazione di un luogo dove il tempo si è fermato. Sulle sponde del fiume abbiamo incontrato i pescatori locali per osservare una tradizione plurisecolare: la pesca con i marangoni (cormorani), una tecnica in cui gli uccelli, addestrati con pazienza, si tuffano per catturare i pesci. Oggi non viene quasi più utilizzata, ma gli anziani pescatori sono contenti di mostrare ai visitatori ciò che un tempo era un’usanza comune.

Abbiamo concluso la nostra giornata a Yangshuo, con una cena rilassante al tramonto in un casolare di campagna, immerso nella quiete delle colline carsiche.

Itinerario Culturale in Cina: Pescatore con i Cormorani
Itinerario Culturale in Cina: Pescatore con i Cormorani

Giorno 4: L’alba sul Monte Xianggong e l’avventura tra le pareti di Yangshuo

Il quarto giorno la sveglia è suonata prestissimo per andare ad ammirare l’alba in cima al Monte Xianggong, da dove si gode di uno degli spettacoli naturali più affascinanti della Cina. La fatica dei gradini viene ripagata non appena la luce del Sole illumina il fiume Li. Nelle prime ore del mattino una fitta nebbia fluttua spesso tra le vallate, creando un soffice mare di nuvole dal quale emergono le meravigliose torri calcaree. Man mano che il Sole si alza, il cielo si tinge di sfumature blu, viola, rosa, arancione e oro. Dalla cima si gode di una splendida vista panoramica anche sulla grande curva del fiume Li. Quando i raggi del Sole illuminano l’acqua, il fiume riflette i colori caldi del cielo trasformandosi in un nastro dorato che serpeggia tra le verdi montagne.

Nel resto della giornata ci siamo dedicati a diverse attività più o meno adrenaliniche. La prima è stata visitare una grotta non turistica su uno Stand-Up Paddle (SUP), per percorrere i canali più nascosti. Abbiamo pagaiato tra formazioni calcaree nate oltre 200 milioni di anni fa, quando quest’area era un enorme fondale marino. Dopo aver pagaiato, ci siamo fermati nella grotta per un pranzo al sacco, prima di dirigerci verso l’ultima attività della giornata: la Via Ferrata. Qui ci siamo arrampicati lungo le pareti verticali di Yangshuo, da dove abbiamo potuto ammirare il tramonto colorare le cime del paesaggio circostante. Siamo poi rientrati in città per cenare e per dormire.

Itinerario Culturale in Cina: Alba in cima al Monte Xianggong
Itinerario Culturale in Cina: Alba in cima al Monte Xianggong

Giorno 5: Dal fiume Yulong alle risaie di Longji, passando dalle donne Yao

Abbiamo iniziato la giornata navigando su una tradizionale zattera di bambù lungo le acque calme del fiume Yulong, un affluente del fiume Li dove non sono ammesse barche a motore. Le zattere di bambù qui sono totalmente manuali, spinte a pertica da barcaioli locali che superano piccoli sbalzi d’acqua lungo il corso del fiume. Mentre il fiume Li è famoso per i suoi paesaggi maestosi, il fiume Yulong offre un’esperienza più tranquilla e intima.

Da qui ci spostiamo in auto verso le montagne a Nord, dove il paesaggio cambia radicalmente. Abbiamo raggiunto il Villaggio di Huangluo. Qui vive l’etnia dei Red Yao, famosa per le sue donne dai lunghissimi capelli neri (spesso superiori al metro e mezzo). Secondo la loro tradizione, i capelli vengono tagliati una sola volta nella vita e vengono curati lavandoli con acqua di riso fermentata. Ci siamo fermati qua per pranzo, abbiamo avuto modo di incontrare ed ascoltare le donne del villaggio e ne abbiamo approfittato per visitare anche il piccolo villaggio.

Itinerario Culturale in Cina: Navigando su una zattera in bambù lungo il Fiume Yulong
Itinerario Culturale in Cina: Navigando su una zattera in bambù lungo il Fiume Yulong

Abbiamo poi raggiunto le Risaie Terrazzate di Longji (Spina del Dragone), dove abbiamo raggiunto i vari punti panoramici per ammirare lo splendido panorama a 360 gradi. Scavate a partire dalla dinastia Yuan (1271–1368) e completate sotto i Qing, queste terrazze si snodano tra i 300 e i 1.100 metri d’altitudine, testimonianza dell’ingegno contadino per coltivare le montagne scoscese.

Infine, abbiamo raggiunto il piccolo Villaggio di Zhuang, dove abbiamo partecipato alla tradizionale cerimonia di benvenuto e abbiamo cucinato insieme alle famiglie locali. Abbiamo preparato il Tè all’Olio (una bevanda energetica salata a base di tè fritto, aglio e riso soffiato), abbiamo preparato il riso glutinoso per farne dolcetti (ciba) e abbiamo cucinato il riso nelle canne di bambù. Ci siamo fermati nel villaggio per passare la notte.

Giorno 6: Dalle risaie di Longji all’architettura Dong nel Guizhou

Stamattina abbiamo salutato le splendide Risaie di Longji e abbiamo attraversato il confine regionale, entrando nella provincia del Guizhou, la culla dell’etnia Dong. La prima tappa è il Villaggio di Dali, un borgo incastonato tra i boschi d’abete e circondato da risaie. Qui abbiamo incontrato un zhangmo shi, l’architetto più autorevole di un villaggio Dong, che ci ha spiegato come venivano realizzati i loro bellissimi edifici. Tutte le strutture tradizionali, dalle abitazioni ai complessi ponti coperti, venivano realizzati interamente in legno con incastri a tenone e mortasa, senza l’utilizzo di un solo chiodo. Il fatto che un edificio potesse resistere per centinaia di anni (e persino ai terremoti) dipendeva interamente dall’abilità del maestro artigiano.

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto il Villaggio di Zhaoxing, il villaggio Dong più grande della regione, dominato dalle sue imponenti Torri del Tamburo, ciascuna rappresentante uno dei clan del villaggio. Dopodiché abbiamo raggiunto le Risaie Terrazzate di Xiage per ammirarle con le calde luci del tramonto. Qui, le donne Dong ci hanno ospitati per assistere alla tradizionale lavorazione del batik e ci hanno aiutato a realizzarne uno tutto nostro. Ci siamo fermati alle risaie per cena, per poi tornare nel villaggio per la notte.

Giorno 7: Canti polifonici e la città di Longli

Oggi abbiamo dedicato la mattina alla visita del Villaggio di Zhaoxing, visitando le sue torri, i suoi mercati e perdendoci tra i suoni e i colori delle sue piccole viuzze. Amiamo passare del tempo nei villaggi tradizionali, osservare lo scorrere lento della vita quotidiana e gli abitanti indaffarati nei loro lavori.

Ci siamo poi spostati verso il Villaggio di Huanggang, un villaggio Dong con oltre 800 anni di storia, molto ben conservato. Questo villaggio è uno dei luoghi più autentici della Cina rurale. Una particolarità di Huanggang è la presenza di cinque Torri del Tamburo, ciascuna legata ad un clan familiare del villaggio. Costruite con tecniche tradizionali d’incastro senza chiodi metallici, fungono da punto di incontro per cerimonie, decisioni comunitarie e sessioni di canto. Ed è proprio qui che abbiamo ascoltato il Kam Grand Song (Canto Grande dei Dong), un’arte polifonica a cappella senza strumenti né spartiti scritti, tramandata oralmente per generazioni e protetta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Nel pomeriggio abbiamo infine raggiunto la Città Antica di Longli. A differenza dei villaggi circostanti, Longli nacque nel 1390 come guarnigione militare per volontà dell’imperatore Hongwu della dinastia Ming. Conserva intatte antiche mura in pietra e strade a scacchiera ed è abitata da un mix di etnie Han, Miao e Dong. Qui vive ancora oggi una tradizione teatrale unica, dove gli abitanti si dipingono il volto prima di eseguire le storiche danze del dragone, un’antica tradizione locale per allontanare il male e invocare la buona sorte. Dopo aver visitato la città e cenato, abbiamo raggiunto la città di Jianhe dove abbiamo passato la notte.

Giorno 8: I riti dei Miao di Hongyang e la città di Zhenyuan

In mattinata abbiamo raggiunto il Villaggio Miao di Hongyang, un insediamento immerso nel verde dove siamo stati accolti dagli anziani del villaggio per una tradizionale cerimonia di benedizione, con canti rituali e il classico assaggio del vino di riso offerto all’ingresso del paese. Abbiamo inoltre ballato la danza Lusheng con gli abitanti del villaggio, una danza locale per onorare lo spirito dell’albero e pregare per le benedizioni. Il villaggio conserva mulini ad acqua secolari, un ponte costruito per far circolare il vento e la pioggia e un albero di canfora millenario che si erge maestoso. Il villaggio è davvero grazioso da visitare.

Dopo pranzo ci siamo messi in marcia per raggiungere la Città Antica di Zhenyuan, un luogo ricco di storia fondato oltre 2.000 anni fa durante la dinastia Han. La città è divisa in due dal fiume Wuyang, che snodandosi crea un’ansa perfetta a forma di “S” che ricorda la figura taoista dello Yin e dello Yang. Zhenyuan è stata per secoli una tappa chiave lungo la Via della Seta meridionale e un avamposto militare strategico. Passeggiando lungo i suoi vicoli si notano le influenze architettoniche di diverse epoche e diverse etnie. Qui abbiamo inoltre visitato il Grotta di Qinglong e percorso il sentiero panoramico fino alla cima del Monte Shiping, da dove si gode di una vista panoramica sulla città. Cena e pernottamento in città.

Giorno 9: Da Zhenyuan alla magia serale di Fenghuang

Dopo una passeggiata mattutina tra i mercati storici e le rovine delle antiche mura di Zhenyuan, ci siamo spostati ad Est, entrando nella provincia dell’Hunan per raggiungere l’Antico Villaggio di Fenghuang (la Città della Fenice). Il villaggio come lo vediamo oggi è stato costruito nel 1704 sotto la dinastia Qing, ma la sua storia risale al Periodo delle Primavere e Autunni (770–476 a.C.). Fenghuang è considerato uno dei villaggi storici più affascinanti della Cina.

Il suo centro scorre lungo le sponde del fiume Tuojiang, dominato dalle Diaojiaolou, storiche palafitte in legno costruite a sbalzo sull’acqua per proteggere i locali dalle piene improvvise del fiume. Qui abbiamo passato tutto il resto della giornata girovagando tra le vie del villaggio, dove abbiamo visitato diversi edifici storici, come il il Castello Huang Si Qiao, una fortezza in pietra edificata nel 687 durante la dinastia Tang. Abbiamo poi passeggiato lungo il muro perimetrale Xiangxi, costruito durante la dinastia Ming (1368 – 1644), e visitato il Palazzo della Longevità, il Palazzo Chaoyang, il ponte Hong, la Torre Orientale e la Pagoda Wanming.

La vera magia di Fenghuang però si rivela la sera, quando centinaia di lanterne rosse si accendono lungo tutte le rive e i ponti in pietra. Siamo infine saliti a bordo di una barca per una crociera notturna sul fiume Tuojiang, ammirando l’antico villaggio da un’altra prospettiva.

Giorno 10: Il mercato di Shanjiang e i guerrieri Miao di Liangdeng

Oggi è stata la giornata forse più bella e più ricca di emozioni di tutto il viaggio. Abbiamo iniziato la mattinata tra i colori e i profumi del Mercato di Shanjiang, punto di ritrovo per le popolazioni locali che scendono dai villaggi montani. Qui le donne Miao indossano i loro tipici copricapi e abiti ricamati per acquistare verdure fresche, erbe aromatiche e spezie. Durante il giro al mercato abbiamo fatto la spesa insieme ai locals per preparare la cena. Ci siamo immersi totalmente nella vita rurale locale, avendo l’opportunità di osservare lo scorrere lento della vita, le loro abitudini e le loro tradizioni. Ma ci siamo anche divertiti ad acquistare il necessario per la cena, riuscendo a comunicare a gesti, sorrisi e risate. Un momento genuino, bello e divertente che porteremo nel cuore a lungo.

Terminata la spesa, ci siamo messi in marcia per raggiungere il Villaggio di Guishe, un villaggio Miao famoso per la sua tradizione di arti marziali, nota come la scuola della “Bandiera Nera”. Questa disciplina nacque nei secoli scorsi come sistema di autodifesa e addestramento militare per proteggere la comunità e i raccolti dai briganti. Nel tardo pomeriggio ci siamo ritrovati nella locanda del villaggio per cucinare tutti insieme alcuni piatti tradizionali con gli ingredienti che abbiamo acquistato al mercato. La serata si chiude attorno al fuoco, tra canti, racconti e danze tradizionali Miao.

Giorno 11: Trekking sul Monte Lüdong tra medicina naturale e sciamanesimo

Oggi è stata una giornata totalmente immersa nella natura incontaminata e nella spiritualità Miao sul Monte Lüdong, una montagna ritenuta sacra dalle popolazioni locali. Abbiamo raggiunto l’Altare sul sacro Monte Lüdong, dove abbiamo partecipato a rituali tradizionali Miao, osservato il grande sciamano Miao “Badai” mentre ha eseguito cerimonie, preghiere e magie, e imparato a conoscere le credenze e la religione del popolo Miao.

Nel pomeriggio abbiamo visitato la casa di un maestro di medicina Miao, con cui abbiamo cercato ed analizzato le erbe medicinali selvatiche usate da generazioni per curare la comunità. Dopo una cena a base di prodotti locali in una fattoria ai piedi del monte, abbiamo passato la serata insieme al maestro Badai per vedere come vive e le sue misteriose antiche arti. Nel mondo Miao, il Badai è il sacerdote sciamano, custode dei riti d’esorcismo, delle benedizioni e dell’intera memoria storica e mitologica della tribù, tramandata esclusivamente per via orale.

Ci siamo infine spostati nel Villaggio di Dehang per il pernottamento.

Giorno 12: Il canyon di Dehang e il Villaggio di Furong

Stamattina ci siamo lasciati alle spalle le montagne sacre per esplorare il Villaggio di Dehang, adagiato sul fondo di un profondo canyon carsico circondato da pareti di quarzite verticali e cascate. Poco fuori dal villaggio, un bel sentiero conduce alla splendida Cascata di Liusha, una delle cascate più affascinanti ed elevate della Cina, famosa per il suo salto spettacolare di circa 216 metri. Tornati al villaggio, prima di ripartire abbiamo partecipato ad un’esperienza di pittura tradizionale insieme ad un maestro pittore Miao. Inutile dire che ne siamo usciti non proprio benissimo, ma è stato davvero interessante vedere con quanta pazienza, precisione, bravura e dedizione il maestro porta avanti questa antica tradizione.

Abbiamo poi lasciato la valle, per metterci in marcia verso la nostra prossima destinazione. Lungo la strada ci siamo fermati ad osservare il maestoso Ponte di Aizhai, un colosso sospeso lungo oltre 1.100 metri a 330 metri d’altezza sopra la gola sottostante. Attraversarlo offre una vista da vertigine sul paesaggio montano. Nel pomeriggio siamo arrivati a Furong Ancient Town, un antico insediamento con oltre duemila anni di storia e capitale originale dei re dell’etnia Tujia. L’antico centro abitato in legno è costruito attorno alla Cascata di Furong, una cascata a due livelli che si tuffa direttamente nel fiume Youjiang. Abbiamo dormito qui, con il rumore dell’acqua in sottofondo.

Itinerario Culturale in Cina: La Cascata nella Città Antica di Furong
Itinerario Culturale in Cina: La Cascata nella Città Antica di Furong

Giorno 13: La Porta del Cielo sul Monte Tianmen

Oggi abbiamo lasciato Furong per trasferirci verso Zhangjiajie. Abbiamo dedicato la giornata interamente al Monte Tianmen, una delle montagne più spettacolari dell’intera provincia. Per salire abbiamo preso la funivia del Tianmen che parte direttamente dal centro città. Con i suoi 7,4 km di lunghezza è una delle più lunghe al Mondo e offre una vista mozzafiato sulla celebre Strada delle 99 Curve. Quando ci siamo stati noi, metà della funivia era chiusa per manutenzione, così abbiamo preso il primo pezzo e poi abbiamo proseguito in autobus lungo la Strada delle 99 Curve fino a Piazza Tianmen.

Da qui, si ha una splendida vista sulla famosa Porta del Paradiso, un immenso arco naturale di roccia alto circa 131 metri. L’arco si è formato nel 263 d.C., quando la parete posteriore di una grande grotta crollò all’improvviso. Per raggiungerla, bisogna salire esattamente 999 gradini, un numero che nella cultura cinese simboleggia l’eternità. In alternativa, è possibile salire in cima prendendo diverse scale mobili.

Una volta in cima, abbiamo percorso diversi sentieri per visitare la montagna sacra, tra grotte, templi, pagode, parchi, passerelle in vetro sospese e molto altro. Abbiamo poi preso la seggiovia per raggiungere il bellissimo Tempio di Tianmen, fondato originariamente nell’870 d.C. durante la dinastia Tang. Il tempio è stato per secoli il principale centro spirituale dell’Hunan occidentale. Dopo il tramonto, abbiamo preso la Funivia Express per tornare a valle. Ci siamo poi diretti a Zhangjiajie, dove abbiamo cenato e pernottato.

Giorno 14: Nel cuore di Zhangjiajie, tra i pilastri rocciosi di Avatar

Oggi abbiamo dedicato l’intera giornata al Parco Forestale Nazionale di Zhangjiajie, istituito nel 1982 come primo Parco Nazionale della Cina e oggi Patrimonio Mondiale UNESCO. È un paesaggio geologico unico, formato da oltre 3.000 pilastri rocciosi di quarzite ed arenaria nati dall’erosione dell’acqua e del vento nel corso di centinaia di milioni di anni.

Abbiamo iniziato la nostra visita dall’area di Yuanjiajie, che abbiamo raggiunto utilizzando l’Ascensore Bailong, un’incredibile struttura in vetro addossata alla parete di roccia che sale per 326 metri in meno di due minuti. Qui si snodano diversi percorsi che portano ai punti più belli di quest’area del parco, come la famosa Colonna del Cielo e dell’Hallelujah (Avatar Hallelujah Mountain), un pilastro d’arenaria alto 1.080 metri che ha ispirato la realizzazione delle vette sospese di Pandora (Avatar). Lungo il percorso troverete anche gruppi di macachi selvatici e dispettosi pronti a rubarvi qualsiasi cosa, perciò fate attenzione a ciò che tenete in mano!

Nel pomeriggio ci siamo spostati in un’altra area del parco, sul Monte Tianzi, da dove si gode la vista più ampia sulle vette rocciose che spesso sembrano galleggiare in un mare di nebbia. Tra i vari punti panoramici di questa zona, spiccano i Picchi del Pennello Imperiale (Imperial Writing Brush Peaks), una serie di guglie sottili ricoperte di pini che ricordano tradizionali pennelli da calligrafia messi a rastrelliera.

Terminata la visita del parco, siamo tornati a Zhangjiajie per cenare e dormire.

Giorno 15: tra Grand Canyon e Grotte del Dragone Giallo

L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato ancora al Parco Forestale Nazionale di Zhangjiajie, visitandone stavolta altri luoghi. La mattinata l’abbiamo dedicata alla visita della Huanglongdong Scenic Area dove si trova la splendida Huanglong Cave (Grotta del Dragone Giallo), una delle caverne carsiche più imponenti ed estese dell’Asia. Strutturata su quattro livelli sotterranei, la grotta custodisce un labirinto di gallerie, imponenti grotte, fiumi navigabili e migliaia di stalattiti e stalagmiti enfatizzate da giochi di luci colorate. La grotta è visitabile solo con un tour guidato, che include anche una navigazione in barca lungo il fiume sotterraneo Xiangshui.

Terminata la visita, ci siamo diretti vero il Ponte di Vetro di Zhangjiajie, una spettacolare opera d’ingegneria sospesa a circa 300 metri di altezza sopra la gola del canyon. Lungo 430 metri e largo 6 metri, il suo pavimento è composto da 99 pannelli di vetro temperato trasparente a tre strati. Per camminarci sopra vengono fornite degli appositi copriscarpe in tessuto per proteggere il vetro e garantire massima trasparenza durante la camminata. Attraversarlo non è per tutti: la vista del vuoto sotto ai vostri piedi potrebbe crearvi disagio o vertigini che non sapevate di avere. Ma se ci riuscite, verrete ripagati da una splendida vista a 360 gradi sulla vallata circostante.

Abbiamo terminato la nostra visita nel cuore del Zhangjiajie Grand Canyon, una rigogliosa gola naturale caratterizzata da pareti scoscese, cascate e torrenti cristallini. Il percorso si snoda verso il fondo della valle lungo una serie di passerelle in legno, gradinate e sentieri panoramici immersi nell’ombra della foresta. Per raggiungere il canyon potete scendere con degli ascensori, oppure potete prendere una zip-line per raggiungere un lunghissimo scivolo che vi porterà a valle. Il percorso termina con una breve e tranquilla navigazione sul lago Shenquan per raggiungere l’uscita.

Il nostro viaggio in Cina è giunto, purtroppo, al termine e ci dirigiamo in aeroporto per prendere il nostro volo per tornare a casa. Certi che, anche stavolta, è solo un arrivederci.

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