Situata sulla punta orientale dello splendido Issyk-Kul, si trova la piccola cittadina di Karakol, porta di accesso per alcune delle escursioni e dei trekking più belli del Kirghizistan. Conosciuta come la capitale dell’avventura, Karakol è il punto di partenza perfetto per esplorare i parchi nazionali che la circondano e le montagne innevate del Tian Shan. Ma Karakol non è solo questo: è una città piena di energia, ricca di storia e diverse culture. Qui verrete accolti dal caldo abbraccio, dalla cordialità e dall’ospitalità del popolo kirghiso.
Gli edifici e le chiese ortodosse offrono uno scorcio sul suo passato come base militare russa, mentre la sua posizione all’incrocio tra Kirghizistan, Kazakistan e Cina crea un’atmosfera multiculturale, proprio come quella che ci si aspetterebbe di trovare sulla Via della Seta. Insomma, che siate solo di passaggio o decidiate di fermarvi un po’ di più in zona, Karakol merita sicuramente di essere visitata.
In questo articolo troverete tutte le informazioni necessarie per organizzare una visita a Karakol durante il vostro viaggio in Kirghizistan. Troverete inoltre informazioni su cosa vedere e cosa fare, dove dormire e un po’ di storia sulla città.
- Un po’ di storia!
- Cosa vedere a Karakol
- Cosa vedere nei dintorni di Karakol
- Cosa fare a Karakol
- Come arrivare a Karakol
- Dove dormire a Karakol
- Dove mangiare a Karakol
- Curiosità su Karakol
Cosa vedere a Karakol: itinerario di due giorni

Un po’ di storia!
Karakol sorge sui resti di un antico insediamento situato al centro di una regione chiamata Turkestan, che si estendeva dal deserto del Gobi in Mongolia fino al Mar Caspio. Fondata nel 1869 come avamposto militare russo, Karakol iniziò a fiorire solamente nel XIX secolo con l’arrivo degli esploratori che dovevano mappare cime e valli che separavano il Kirghizistan dalla Cina.
A metà dell’800, il famoso esploratore Nikolay Przhevalsky attraversò l’Impero russo alla ricerca di una scorciatoia per il Tibet e si dice che passando da Karakol ne rimase affascinato. Nel 1889, in seguito alla morte dell’esploratore, la città prese il suo nome, che rimase in vigore fino al 1921. Nel 1939 Stalin, per celebrare il centenario della nascita dell’esploratore, rinominò nuovamente la città in suo onore e rimase in vigore fino al crollo dell’Unione Sovietica nel 1991.
All’inizio la città crebbe lentamente e nel 1872 contava solamente 150 abitanti, per lo più tatari e uzbeki, che provenivano da Tashkent e da altre città del Turkestan. L’occupazione principale degli abitanti era il commercio di beni essenziali. Negli anni ’60 e ’70 dell’800, nelle aree della Cina nord-occidentale, i Dungan si ribellarono agli oppressori dell’Impero Ch’ing. Dopo aver represso la rivolta, l’élite al potere in Cina organizzò un esercito punitivo guidato dal generale Zuo Zongtang. I ribelli Dungan trovarono salvezza in Russia e nel 1877 una parte di loro arrivò a Karakol.
Verso la fine dell’800 un afflusso particolarmente consistente di coloni giunse nel bacino del lago Issyk-Kul, tra cui Karakol, dopo un raccolto fallito in diverse province della Russia europea. Qui trovarono condizioni naturali e climatiche estremamente favorevoli per la coltivazione della terra e l’allevamento del bestiame e, di conseguenza, la popolazione della città crebbe. Nel 1897 contava 8108 abitanti.
Considerata un crocevia tra la Cina a Est e il resto dell’Asia centrale a Ovest, oggi Karakol è una città multiculturale e indipendente, dimora di molte persone di etnie diverse, tra cui kirghisi, russi, dungani, tatari, uiguri, calmucchi e uzbeki.

Cosa vedere a Karakol
Cattedrale Ortodossa della Santissima Trinità
Abbiamo iniziato il nostro itinerario a Karakol dalla splendida Cattedrale Ortodossa della Santissima Trinità, costruita inizialmente nel 1869 come cappella per il personale militare. La chiesa originale era un piccolo edificio in mattoni su fondamenta in pietra, ma fu distrutta da un terremoto. L’attuale chiesa è stata costruita interamente in legno tra il 1894 e il 1895 e nel corso degli anni è stata utilizzata per diversi scopi, come scuola, palestra, teatro e persino deposito di carbone. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, la chiesa fu restituita alla comunità ortodossa, restaurata e riaperta alle funzioni religiose.
Al suo interno non è possibile scattare fotografie, ma è molto piccola ed è piena di icone, tra cui alcune salvate dal monastero di Svetly Myz, dove si pensa sia sepolto l’evangelista San Matteo. Tra queste ci sono una versione della Theotokos di Tikhvin e una copia di un’icona di San Troitzy di Andrei Rublev, vissuto nel XIII secolo.
🕑 Orari: la chiesa è aperta dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18.00 e la domenica dalle 8.00 alle 17.00.
💲 Costi: gratuita.
🚌 Come arrivare: all’angolo tra Via Lenin e Via Gagarin.





Moschea Dungan
Abbiamo proseguito la visita di Karakol con un altro bellissimo edificio, la Moschea Dungan, costruita e progettata tra il 1907 e il 1910 da architetti cinesi per il popolo Dungan di Karakol. I Dungan sono musulmani di origine cinese che si stabilirono in città nel 1877, dopo che fuggirono dalle persecuzioni in Cina.
L’intera struttura fu costruita senza usare chiodi o elementi in ferro e ogni singolo pezzo si incastra perfettamente tra loro. La struttura assomiglia più ad un tempio che ad una moschea tradizionale e gran parte delle sue immagini (ruota di fuoco, draghi e fenici) e i colori utilizzati per decorarla sono caratteristici dei Dungan. Il rosso simboleggia la protezione dai demoni, il giallo simboleggia la prosperità e la fortuna e il verde simboleggia la felicità. Separato dalla struttura principale si trova il minareto, che in realtà ricorda più una pagoda in legno.
Per poter accedere alla moschea alle donne è richiesto di coprirsi braccia, gambe e testa. All’ingresso della moschea sono disponibili delle tuniche con cappuccio.
🕑 Orari: la moschea è aperta tutti i giorni dalle 8.00 alle 18.00.
💲 Costi: KGS 20,00 (circa € 0,20).
🚌 Come arrivare: all’angolo tra Via Bektenova e Via Abdrahmanov.





Quartiere russo e Gingerbread houses
Ci siamo poi diretti verso il caratteristico quartiere russo, dove si trovano delle splendide case in legno, finemente intagliate e decorate, che ricordano un po’ le casette di pan di zenzero delle fiabe. Queste case sono state costruite dai mercanti russi e più il mercante era ricco, più la casa era decorata. Oggi, invece, fungono da promemoria del passato di Karakol come città di frontiera ai margini dell’impero russo.
Moschea Tartara
Abbiamo proseguito verso la Moschea Tartara, la moschea più antica di Karakol, costruita nel XIX secolo dal popolo tataro che si è trasferito nella zona durante l’ascesa dell’Impero russo. Durante il dominio dell’Unione Sovietica, l’edificio fu utilizzato come cinema. Seppur non sia tra gli edifici più belli da visitare, è comunque interessante osservare i modi differenti in cui i diversi gruppi etnici di Karakol costruivano i loro luoghi di culto.

Karakol Historical Museum
Poco distante, abbiamo in seguito raggiunto il Museo di Storia di Karakol, realizzato nello stesso stile delle case dei mercanti. Al suo interno ospita diverse interessanti esposizioni che raccontano la storia dello sviluppo della regione di Karakol, così come raccontano la sua ricchezza naturale. I reperti al suo interno vanno dall’Età della Pietra all’Età del Bronzo, fino ad arrivare a tempi più recenti.
Si trovano frammenti di pitture rupestri, utensili, gioielli femminili, strumenti musicali e antichi vasi di bronzo. Espone inoltre oggetti in pelle punzonata kirghisa, arazzi in feltro e decorazioni di yurte intrecciate, costumi nazionali e gioielli in argento finemente lavorati. Un’intera sala è dedicata alla fauna e alla flora della regione, la maggior parte della quale è in via di estinzione.
🕑 Orari: il museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 16.00.
💲 Costi: KGS 70,00 (circa € 0,80).
🚌 Come arrivare: lungo Via Zhamansariev.

Parco della Vittoria
Abbiamo proseguito poi verso il Parco della Vittoria, che ospita alcuni dei monumenti più importanti della città. Tra gli alberi e i fiori colorati spicca un monumento dell’era sovietica che commemora i caduti della Seconda Guerra Mondiale, per poi lasciare spazio ad un monumento kirghiso che ricorda le vittime cadute sotto il regime di Stalin. In fondo la parco c’è un altro monumento, più recente, che ricorda le vittime del Grande Urkun, la fuga del popolo kirghiso dalle truppe zariste nel 1916. Si stima che durante la fuga sulle montagne del Tien Shan persero la vita tra 150.000 e 250.000 persone.
Museo Przhevalsky
Se avete tempo, potete visitare anche il piccolo Museo Przhevalsky, dedicato all’esploratore russo che nel XIX secolo diede a Karakol il suo nome originale: Przhevalsk. Lo zar russo inviò Przhevalsky nella regione di Karakol per trovare una scorciatoia segreta per il Tibet. Purtroppo non lo raggiunge mai, in quanto morì di tifo a Karakol, dove oggi ci sono diversi monumenti in suo onore. Vicino al museo si trova anche la tomba di Przhevalsky, contrassegnata dalla statua di un’aquila, che si dice sia rivolta verso Lhasa in Tibet.
🕑 Orari: il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00.
💲 Costi: KGS 100,00 (circa € 1,10).
🚌 Come arrivare: si trova nel villaggio di Pristan Prjevalski, a circa 15 minuti in taxi o marshrutka.

Gran Bazaar di Karakol
Un’altra esperienza che non ci siamo fatti mancare è la visita al Gran Bazaar, un tripudio di colori, profumi ed etnie differenti. Karakol è infatti conosciuta per essere un melting pot di culture e al bazaar si trovano venditori appartenenti ad etnie di tutta l’Asia Centrale: Kirghiza, Russa, Dungan, Uzbeka, Uighur e Kalmak. Al bazaar troverete di tutto, dai vestiti a qualsiasi tipo di spezia, fagioli e frutta secca, frutta e verdure fresche.
🕑 Orari: il bazaar è aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 18.00.
🚌 Come arrivare: lungo Via Torgoeva (Google Maps).
Mal Bazaar di Karakol
Oltre al Gran Bazaar, a Karakol è possibile visitare il Mal Bazaar, il mercato degli animali, che si svolge durante i weekend. Il mercato apre la domenica mattina prestissimo, intorno alle 5, ed è interessante vedere come i vari venditori contrattano tra di loro per comprare, vendere e scambiarsi animali come mucche, capre, pecore, cavalli e qualche cammello e toro. Visitare il bazaar è un ottimo spunto per capire di più sugli usi e sulla cultura di questa zona del Kirghizistan.
🕑 Orari: il bazaar è aperto la domenica mattina dalle 5.00 alle 10.00 circa.
🚌 Come arrivare: lungo Via Tyupskaya (Google Maps).

Cosa vedere nei dintorni di Karakol
Il secondo giorno a Karakol lo abbiamo dedicato alla scoperta dei dintorni della città, ricchi di bellezze naturali tutte da scoprire. Alcune di queste possono essere combinate tranquillamente in un giorno, mentre altre, come gli splendidi Ala-Kol Lake e Kol Tor Lake, richiedono più tempo a disposizione.
Villaggio di Jyrgalan e Turnaluu Lake
Jyrgalan è un piccolo villaggio situato nell’omonima valle, a circa 60 chilometri da Karakol, considerato il posto migliore di tutto il Kirghizistan per fare trekking. Qui troverete tantissimi sentieri da percorrere a piedi o a cavallo, di diversa difficoltà e durata (da uno a tre o più giorni). Lungo la strada per arrivare al villaggio, fermatevi a visitare la splendida Barskoon Falls.
Dal villaggio di Jyrgalan potete fare un trekking molto semplice per raggiungere il piccolo e splendido Turnaluu Lake. Si tratta di un laghetto verde smeraldo, completamente immerso nella natura e circondato da un piccolo boschetto. Vi consigliamo di fermarvi qui per uno snack o un pic-nic. Il suo nome in kirghiso significa Lago delle Gru, in quanto è possibile osservarle dalla primavera all’autunno mentre migrano qui dai loro luoghi di riproduzione invernali.







Villaggio di Bokonbaevo e Jety Oguz
In tarda mattinata o nel pomeriggio potete visitare un altro iconico luogo nelle vicinanze, le Jety Oguz. Si tratta di una enorme formazione rocciosa formata da sette speroni di arenaria rossa, il cui nome in kirghiso significa Sette Tori. Un tempo questa valle era considerata sacra, mentre oggi è invece una meta molto popolare per fare qualche passeggiata lungo i diversi sentieri.
Una leggenda popolare narra di un khan kirghiso che rubò la moglie ad un altro khan. Quest’ultimo, preso dalla rabbia, andò da un uomo saggio a chiedere consiglio su come vendicarsi. Il saggio disse al khan che avrebbe dovuto uccidere la moglie e portare il suo corpo dal suo rivale, per far si che possedesse una moglie morta, non una viva. Il khan si organizzò e, durante un banchetto funebre, si sedette accanto alla moglie. Mentre l’ultimo dei sette tori veniva macellato per il rituale funebre, il khan tirò fuori un coltello e pugnalò la moglie. Il sangue sgorgò dal suo cuore, trascinando i sette tori giù per la valle che, quando si fermarono, divennero queste sette rocce rosse.
Tra le tante formazioni rocciose, non potete non notare il Cuore Spezzato, una grande scogliera tagliata a metà e che sembra proprio un cuore diviso in due. Secondo una leggenda, questo è il cuore spezzato di una donna che vide morire due contendenti che si stavano battendo per lei.
Durante l’estate tanti apicoltori della zona portano qui i loro alveari, in quanto quest’area è ricca di fiori. Poco distante da Jeti Oguz infatti si trova Kok Jayik (Valle dei Fiori), una valle che da Maggio fino all’inizio dell’estate è ricoperta di papaveri e altri fiori. Da qui, con un breve sentiero, potete visitare anche la cascata Devechi Kosi (1 ora). Se invece siete in cerca di un po’ di relax, nel canyon si trovano anche diverse sorgenti termali, che si dice abbiano proprietà curative.





Skazka Canyon e vista panoramica sull’Issyk Kul Lake
Ultima tappa della giornata è lo splendido Skazka Canyon, conosciuto anche come Fairytale Canyon. E questo canyon sembra davvero essere uscito da una fiaba, grazie alle sue millemila formazioni rocciose che ricordano castelli, draghi e altre figure fiabesche. Una formazione rocciosa si chiama Muraglia Cinese, in quanto ricorda questa splendida costruzione. Ci troviamo sulla sponda meridionale dell’Issyk-Kul Lake, circondati dalle montagne del Terskey Ala-Too, tra i villaggi di Tosor e Kaji-Say.
La vera bellezza di questo canyon però la fanno i suoi colori, che creano mille sfumature di rosa, rosso, arancione e giallo, che un po’ ricordano lo splendido Landmannalaugar in Islanda e il cratere del Volcan Galan nella Puna Argentina. I momenti migliori per ammirarli sono l’alba e il tramonto, quando vengono illuminati dalla luce calda del sorgere o tramontare del Sole. Prendetevi qualche ora per visitare bene lo Skazka Canyon in quanto ci sono diversi sentieri da percorrere. Il più di difficile è quello della Muraglia Cinese, in quanto è molto ripido e scivoloso e non ci sono appoggi o corde con i quali aiutarsi.
Assicuratevi di avere con voi qualche snack e abbondante acqua, soprattutto in estate, perché all’interno del canyon non ci sono negozi o bagarini. Portate nello zaino anche un k-way o un guscio impermeabile, in quanto il tempo varia rapidamente e potreste ritrovarvi sotto la pioggia. L’ingresso allo Skazka Canyon è a pagamento e costa KGS 50,00 (circa € 0,54) a persona.



Cosa fare a Karakol
Karakol è uno dei posti migliori dove poter conoscere più a fondo la cultura dei popoli kirghisi, dungani e uiguri. Una delle attività più interessanti che vi consigliamo di fare è la cena a casa di una famiglia Dungan. I primi Dungan, conosciuti in Cina come Hui, arrivarono in Kirghizistan come schiavi, ma la maggior parte di essi arrivò fin qui nel 1877, quando furono costretti a scappare dalle persecuzioni cinesi. Un gruppo, guidato da Ma Yusuf, si fermò a poca distanza da Karakol, in un villaggio chiamato Yrdyk che tuttora è l’insediamento Dungan più grande del Kirghizistan.
Ed è proprio qui che siamo andati a cena dalla nostra famiglia Dungan. Al nostro arrivo siamo stati accolti dalle donne di casa, che ci hanno raccontato la storia delle loro origini. Dopodiché ci siamo seduti tutti insieme attorno al tavolo dove ci è stata servita la cena. Abbiamo iniziato con l’Ashlan Fu, un piatto tradizionale freddo a base di spaghetti di riso in un brodo di aceto, patate, peperoncino, prezzemolo e un sugo a base di carne. Le cene Dungan vanno dalle 8 alle 12 portate, perciò preparatevi a mangiare tanto.
Dopo cena, ci hanno portato a visitare una loro piccola collezione di oggetti e abiti che ripercorrono le loro origini. L’esperienza con i Dungan è un ottimo modo per entrare in contatto con le popolazioni locali, scoprire le loro diverse etnie e rendere il vostro viaggio in Kirghizistan ancora più ricco e meraviglioso.


Un’altra esperienza che vi consigliamo di fare è quella di partecipare ad un laboratorio per creare i tappeti tradizionali kirghisi in feltro, gli shyrdaks. Ve la consigliamo davvero tanto e potete farla al Tolgonai NGO, fondato da Damira per dare lavoro alle donne e renderle indipendenti. Damira ha imparato le tecniche di lavorazione del feltro da sua nonna e oggi le trasmette alle giovani donne della sua associazione. Qui, oltre ad imparare a lavorare il feltro, potete acquistare prodotti artigianali di alta qualità.
Karakol è inoltre un ottimo posto dove poter assistere a qualche danza e canto tradizionale kirghiso e dove assaggiare il miele kirghiso. Tra le attività all’aperto che potete fare invece ci sono le classiche passeggiate a cavallo, i trekking, gli sport acquatici come rafting e kayak, il ciclismo e lo sci durante l’inverno.

Come arrivare a Karakol
Karakol è facilmente raggiungibile dalle principali città del Kirghizistan. Da Bishkek potete prendere marshrutka (minibus), taxi condivisi e autobus notturni in partenza dalla stazione degli autobus occidentale (Google Maps). Il tragitto dura all’incirca 5-6 ore. Il costo di una marshrutka è di circa KGS 350,00 (circa €3,90) e parte ogni ora una volta che è piena. L’autobus notturno parte giornalmente alle 21.00, alle 22.00 e alle 23.00 e il biglietto costa sempre KGS 350,00 (circa €3,90).
Da Osh potete prendere un volo interno per il piccolo aeroporto sull’Issyk Kul Lake, situato nel villaggio di Tamchy vicino a Cholpon-Ata. In alternativa, potete prendere un volo interno per Bishkek e poi raggiungere Karakol in minibus o autobus. I voli nazionali tra Osh e Bishkek di solito costano circa €50,00. In alternativa, potete raggiungere Bishkek con un taxi condiviso (circa KGS 1.200,00 – circa €13,20) e poi proseguire per Karakol con un minibus o l’autobus.

Dove dormire a Karakol
Durante il nostro viaggio a Karakol abbiamo soggiornato all’Oimo Hotel, un hotel nuovo, appena aperto, e gestito da ragazzi kirghisi. La struttura offre camere matrimoniali, doppie e triple, tutte molto spaziose, ben arredate, dotate di tutti i comfort e con bagno privato con set di cortesia, asciugamani e phon. Offre inoltre un ristorante, servizio in camera, una reception aperta h24, Wi-Fi gratuito e una colazione internazionale a buffet.
Se viaggiate con budget contenuto, a Karakol ci sono anche degli ostelli molto economici in cui potete soggiornare, come il KBH. In alternativa, potete scegliere una guesthouse a gestione familiare, che solitamente sono ben tenute e curate, come la Greathome e la Evergreen.
Click qui per vedere e prenotare un alloggio a Karakol



Dove mangiare a Karakol
Grazie al mix di etnie provenienti da diverse parti dell’Asia Centrale, a Karakol si trovano piatti di ogni tipo. Tra le cose che dovete assolutamente provare c’è l’Ashlan Fu, un piatto tradizionale Dungan che consiste in una zuppa fredda con due tipi di noodles (di riso e di grano), carne, uova, patate, peperoni, prezzemolo e salsa di aceto. Solitamente viene accompagnata con un tè caldo.
Il Laghman, un piatto tradizionale Dungan e Uiguri, che consiste in noodles bolliti con sopra carne e verdure lesse. Alcune varianti includono i noodles fritti, il brodo e diversi tipi di carne. Il Beshbarmak, consiste in una base di noodles di riso, con sopra carne di cavallo, cipolla, prezzemolo, coriandolo e a volte patate. I Karakol Manty e gli Uyghur Khoshans, molto simili tra loro, sono delle specie di ravioli ripieni. I Manty sono ripieni di carne ed erbe locali, mentre i Khoshans sono ripieni di zucca. Solitamente sono serviti con il Kymyz, il latte di cavalla fermentato tipico del Kirghizistan.
Tutti questi piatti tradizionali potete assaggiarli nella maggior parte dei locali tradizionali di Karakol, come il Dastorkon e l’Ashlyan Fu Alley.

Curiosità su Karakol
☀︎ L’origine del nome della città di Karakol è ancora incerto. Una leggenda kirghisa narra che molto tempo fa i nomadi kirghisi che si spostavano lungo le steppe di Balakhash giunsero sulle rive del lago Issyk-Kul. Lì, lo sconosciuto popolo Kara (nero) li attaccò. Ci volle molto tempo ai kirghisi per respingerli. Di conseguenza, questo posto fu chiamato Kara Kol (Mano Nera), dalle mani nere delle persone che un tempo attaccarono i kirghisi. Kara tra i turchi ha anche il significato di popolo.
☀︎ Altri pensano che il nome Karakol deriva dal mongolo Khara Gol, che significa fiume nero o fiume che scorre verso Nord.

Se state organizzando un viaggio in Kirghizistan, potrebbero interessarvi anche i seguenti articoli:

No Comments