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Santuario di San Romedio: informazioni sulla visita e sui sentieri

Durante la nostra ultima fuga in Trentino in collaborazione con l’APT Val di Non per la visita ai Castelli della Val di Non, ne abbiamo approfittato per gironzolare anche qua e la nei dintorni. Una della tappe che non ci siamo voluti far mancare è il Santuario di San Romedio, un insieme di 5 chiese costruite nell’arco di 900 anni (1000-1918) e unite tra loro da una scalinata di 131 gradini. Il santuario è costruito in cima ad uno sperone di roccia alto 70 metri, situato nel bel mezzo di una stretta gola molto scenografica, ed è uno dei più caratteristici eremi d’Europa.

Ciò che però ha reso famoso il Santuario di San Romedio è il suo giardino, che dal 1958 ospita esemplari di orsi che, purtroppo, non possono più essere reintrodotti in natura. Oggi l’ospite più famoso del santuario è Bruno, un bellissimo orso dei Carpazi, che qui ha trovato un po’ di pace.

In questo articolo vi diamo tutte le informazioni per organizzare la visita al Santuario di San Romedio, dal come arrivare tra auto e sentieri nella roccia alle informazioni su costi e orari.

Visita al Santuario di San Romedio, il santuario dell’orso

Scalinata del Santuario di San Romedio
Scalinata del Santuario di San Romedio

Un po’ di storia!

Il Santuario di San Romedio è dedicato a Romedio di Thaur (IV-V secolo), erede di una ricca famiglia bavarese e proprietario di un castello nei pressi di Innsbruck e proprietario di saline nella valle dell’Inn. Dopo un pellegrinaggio a Roma, durante il quale conobbe il vescovo di Trento Vigilio, una volta rientrato a Trento decise di donare tutte le sue proprietà alla chiesa e di ritirarsi in eremitaggio in alcune grotte nei pressi dell’odierno santuario.

Qui trascorse gli ultimi anni della sua vita e vi morì nel 400/405 (data incerta). Il suo corpo fu sepolto in cima alla roccia, in un piccolo sepolcro scavato dai monaci eremiti. Per quasi 500 anni dopo la sua morte questo luogo rimase spoglio, con qualche edicola votiva oggi scomparsa, e ospitava stalle e rifugi per i pellegrini ai piedi della roccia. Proprio sulla sua tomba, all’inizio dell’XI secolo, venne costruita la prima delle 5 cappelle che oggi caratterizzano il Santuario di San Romedio.

La chiesa riconobbe il culto a San Romedio nel 1300, ma fu solo nel XV secolo che la devozione al Santo si incrementò molto e il santuario divenne ben presto affollato dai pellegrini. Fu proprio in questi anni che iniziò la costruzione della seconda chiesa dedicata a San Giorgio (1489), la terza chiesa dedicata a San Michele (1514) e la chiesa maggiore di San Romedio (1536). Nel 1700 gli edifici al piano terra riservati ai pellegrini vengono rinnovati e vengono apportate modifiche alla struttura esterna del santuario, con la costruzione finale dell’arco d’ingresso al luogo sacro (1770). L’ultima ad essere aggiunta è stata la chiesa dedicata all’Addolorata (1918), in segno di ringraziamento per la pace ritrovata dopo la fine della Prima Guerra Mondiale.

Vista esterna del Santuario di San Romedio
Vista esterna del Santuario di San Romedio

Visita al Santuario di San Romedio

La visita al santuario inizia dal loggiato che abbraccia la parte bassa del complesso. Qui troverete qualche negozio di souvenir, un piccolo museo e un bar dove acquistare panini e qualche altro piatto.

Oltrepassando l’arco d’ingresso entrerete nel luogo sacro, trovandovi di fronte ad un complesso di 5 chiese (di cui 2 cappelle) e 7 edicole in legno. Quest’ultime, risalenti al 1707, sono allestite con statue in legno scolpite da Vigilio Prati di Cles e interpretano la fatica di chi sale le scale nella vita.

Il tutto unito da una scalinata di 131 gradini che conduce fino alla chiesa più antica, costruita nell’XI secolo, che custodisce le spoglie del santo. Tutto il resto è stato costruito nei secoli successivi, partendo dall’alto verso il basso.

Scalinata del Santuario di San Romedio
Scalinata del Santuario di San Romedio

Il primo edificio che incontrerete, sulla sinistra, appena entrati è la Cappella dell’Addolorata, benedetta l’1 ottobre 1923, che nasce come ex voto dei reduci della Prima Guerra Mondiale. Al suo interno ospita un altare in legno policromato e dorato risalente al XVI secolo. Sulla destra invece troverete la Cappella di San Giorgio, realizzata nel 1489, che custodisce un piccolo altare il legno del 1607. Al suo esterno si trovano gli stemmi dei Conti di Cles (destra) e dei Signori Fuchs di Castelfondo (sinistra) in memoria dei genitori del cardinal Clesio.

Santuario di San Romedio: Cappella di San Giorgio
Cappella di San Giorgio

Salendo lungo la scalinata incontrerete subito dopo la Chiesa di San Michele, realizzata nel 1514 dai conti Thun che per tre secoli e mezzo (1514-1865) esercitarono il patronato sul santuario. La chiesetta è in stile gotico-clesiano ed è stata dipinta da Adriano Mair nel 1584. Al suo interno ospita un altare barocco risalente al 1713 e una pala del XVI secolo raffigurante l’Arcangelo Michele che rispedisce Lucifero all’inferno. Alle pareti sono appesi invece dei dipinti raffiguranti le 14 Stazioni della Passione di Cristo.

Santuario di San Romedio: Chiesa di San Michele
Santuario di San Romedio: Chiesa di San Michele

Salendo ancora lungo la scalinata incontrerete la Chiesa Maggiore di San Romedio, costruita nel 1536 dai conti Thun con le pietre portate lassù dai pellegrini, esattamente davanti all’antica chiesa. Al suo interno custodisce due bellissime tele: la Deposizione (1695) e la tela di San Romedio eremita con l’orso (1905). L’altare barocco in legno risale al 1715 e fu donato dal vescovo di Salisburgo, Giovanni Ernesto Thun. Ai suoi lati si trovano le due statue di Abramo e Davide, ritenuti compagni e discepoli di San Romedio.

Raggiungendo la fine della scalinata troverete un portale romanico risalente al 1200 che introduce alla Chiesa Antica. Qui riposano i resti di San Romedio, esposti nel sacello dal 1120. All’interno della chiesa sono custoditi diversi affreschi raffiguranti l’Ultima Cena e una serie di santi e angeli.

Santuario di San Romedio: Chiesa Maggiore di San Romedio
Santuario di San Romedio: Chiesa Maggiore di San Romedio

Salendo ulteriormente lungo gli ultimi gradini, raggiungerete il campanile da dove si apre una splendida vista panoramica sulla valle. Fidatevi, salite! Ne vale assolutamente la pena.

Santuario di San Romedio: Vista panoramica sulla valle
Santuario di San Romedio: Vista panoramica sulla valle

Dal 1958 il Santuario di San Romedio ospita nel suo giardino orsi che non sono più in grado di reinserirsi in natura. Tutto ebbe inizio quando il senatore Gian Giacomo Gallarati Scotti, uno dei membri fondatori del WWF in Italia, decise di donare al santuario un orso cieco proveniente da un circo che era destinato ad essere abbattuto. Da quel momento San Romedio ospita orsi in semi libertà nel giardino ai piedi del santuario ed è possibile osservarli, in totale sicurezza, dall’area esterna della struttura. Il primo ospite fu Charlie, seguito da un omonimo, nel 1990 da Chico e Chica, nel 1996 da Cora e Cleo. Oggi invece il santuario ospita Bruno, un orso sottratto ad un privato che lo deteneva illegalmente a Roma.

Santuario di San Romedio: l'orso Bruno!
Santuario di San Romedio: l’orso Bruno!

Punti panoramici per osservare il Santuario di San Romedio dall’alto

Tornati all’ingresso del santuario, troverete le indicazioni per il vecchio Cimitero di San Romedio, raggiungibile con un breve e ripido sentiero. Da qui avrete una splendida visuale dall’alto sul Santuario di San Romedio e la vallata che lo circonda.

Un altro bel punto panoramico dal quale osservare il Santuario di San Romedio dall’alto è dal Croz de l’Anzol, raggiungibile tramite un breve sentiero che parte da Salter. Una volta raggiunto il paese proseguite lungo la strada principale oltrepassando la chiesa. Prendete la prima strada che scende verso la campagna sulla destra e continuate fino a superare le ultime case. Troverete l’indicazione per Cricol-San Romedio, segnalata da una C bianca su un tronco, dalla quale dovrete seguire il sentiero nel bosco che in pochi minuti vi porterà al Croz de l’Anzol.

A Smarano parte un’altra bella passeggiata che vi condurrà ad un belvedere sul santuario: la passeggiata della Merlonga. Il sentiero è pianeggiante, non è per nulla faticoso e vi condurrà prima ad un punto panoramico sul Lago di Coredo e poi al belvedere sul santuario.

Vista panoramica sul Santuario di San Romedio
Vista panoramica sul Santuario di San Romedio

Come arrivare al Santuario di San Romedio

Il Santuario di San Romedio si trova a Sanzeno (Coredo), nel cuore della Val di Non, ed è facilmente raggiungibile sia con la propria auto sia con i mezzi di trasporto pubblici.

Per raggiungerlo in auto dovete percorrere l’Autostrada A22 Verona-Brennero e uscire al casello Trento Nord, per chi arriva da Verona, oppure uscire al casello San Michele Mezzocorona, per chi arriva dal Brennero. Da qui dovete poi seguire le indicazioni per la Val di Non fino a Dermulo e poi verso Passo Mendola fino a Sanzeno. Dalla piazza di Sanzeno troverete l’indicazione per il Santuario di San Romedio. Dovete proseguire per circa 3 chilometri lungo una strada in mezzo ai boschi che vi condurrà fino al parcheggio situato sotto al santuario. Dal parcheggio dovrete percorrere circa 200 metri a piedi, in salita, fino all’ingresso del santuario. Si tratta di un’antica via romana, acciottolata nel 1989.

Per raggiungerlo con i mezzi di trasporto pubblici dovete prima raggiungere Dermulo in treno partendo da Trento, Cles o Bolzano. Da qui potete proseguire in autobus fino a Sanzeno e infine prendere la navetta gratuita che da Sanzeno porta fino al Santuario di San Romedio.

Salita al Santuario di San Romedio
Salita al Santuario di San Romedio

Sentieri per raggiungere il santuario a piedi

In alternativa, se avete voglia di camminare, potete raggiungere il Santuario di San Romedio a piedi percorrendo dei bellissimi sentieri panoramici.

🐻 Sanzeno-Romedio: è il sentiero più bello per raggiungere il santuario. Questo itinerario si snoda interamente nella roccia, percorrendo il tracciato di un antico canale ottocentesco che parte dal Museo Retico di Sanzeno. Il sentiero è molto facile e adatto a tutti, praticamente quasi sempre in piano e vi terrà impegnati circa 40 minuti. Questo sentiero è chiuso durante il periodo invernale a causa del ghiaccio.

🐻 Laghi di Coredo e Tavon-Romedio: questo sentiero parte dal cuore di Coredo. Si costeggiano i due laghi fino a raggiungere il tratto finale, nel bosco, del sentiero che conduce fino al Santuario di San Romedio. Anche questo sentiero è molto facile, panoramico e vi terrà impegnati circa 45 minuti.

🐻 Don-Romedio: dal pese di Don è possibile raggiungere il santuario in circa 1 ora, seguendo il sentiero numero 539.

Salita al Santuario di San Romedio
Salita al Santuario di San Romedio

Informazioni su orari e costi

Il Santuario di San Romedio è aperto tutti i giorni dell’anno, secondo il seguente orario:

  • Da Ottobre ad Aprile: dalle 9.00 alle 17.30.
  • Maggio, Giugno e Settembre: dalle 9.00 alle 18.00.
  • Luglio e Agosto: dalle 8.30 alle 19.00.

L’ingresso al santuario è gratuito, ma è gradita un’offerta. È possibile prendere parte a delle visite guidate scrivendo all’APT Val di Non (info@visitvaldinon.it).

Il 15 Gennaio si celebra la Festa di San Romedio e per pranzo, a tutti i visitatori, viene servito il piatto del pellegrino a base di trippa. I festeggiamenti iniziano la sera prima, con una fiaccolata da Sanzeno fino al santuario, ripercorrendo la strada che percorse Romedio per raggiungere la rupe.

La leggenda dell’orso

San Romedio è spesso raffigurato accanto ad un orso e la spiegazione la si trova in una curiosa leggenda. Verso la fine della sua vita, si narra che San Romedio desiderava raggiungere Trento per incontrare Vigilio, il vescovo della città, per ricevere la sua benedizione. Poco prima di mettersi in marcia però trovò il suo cavallo a terra, mentre un orso lo stava sbranando.

Senza alcuna paura San Romedio si avvicinò all’orso e gli disse ‘Adesso mi porterai tu a Treno’. Gli ordinò di sdraiarsi per farsi mettere la sella e le briglie e, senza alcuna obiezione, l’orso ubbidì. San Remo raggiunse così Treno in groppa all’orso.

In ricordo di questo episodio è stata posizionata una statua in legno accanto all’arco d’ingresso del santuario. Dal 1958 il Santuario di San Romedio accoglie nel suo giardino orsi provenienti da sequestri, detenzioni illegali, abusi e destinati all’abbattimento dopo essere stati usati in zoo e circhi.

Santuario di San Romedio: l'orso Bruno!
Santuario di San Romedio: l’orso Bruno!

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